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AN una provocazione invadere il centro, la Giunta dovrà renderne conto in Consiglio Comunale
Domenica prossima si svolgerà a Bologna, come nel resto d’Italia, la giornata senz’auto, la prima del 2001. Dalla mattina alla sera le aree del centro saranno interdette al traffico veicolare. Lo stesso giorno AN, rilevante forza di governo della città, fa arrivare in Piazza Nettuno un TIR lungo 16,5 metri e largo 2 (estensibile a 8) e lo farà sostare dalle 10 alle 20. Premesso che, dopo grandi proteste in particolare di ATC, c’è il divieto di fermata davanti a Piazza Nettuno e quindi nessuno avrebbe potuto ottenere un permesso in quell’area, quella di AN è una provocazione particolare proprio per il tipo di giornata scelta. Mi ero illuso che quelle di Garagnani fossero le provocazioni più forti sulla deregulation del traffico, ma ancora una volta Berselli riesce a stupirmi e battere l’avversario in questa competizione al rialzo. Bologna, 9 febbraio 2001
Maurizio Cevenini
Consulenze: occorre fare chiarezza Il giorno dopo lo scontro vivace AN FI sulla successione del povero Cenacchi, reo di aver anticipato rispetto ai tempi della politica la propria uscita di scena, avviene un altro avvenimento che, anche se indirettamente, si collega. Il procuratore regionale della Corte dei Conti punta l’indice contro il numero e la pertinenza delle consulenze negli Enti Locali, Comune di Bologna incluso. Distinguo nettamente, come feci in occasione della vicenda Locat, gli aspetti giuridici, che non mi competono, dagli aspetti di opportunità politica. Che nel Comune di Bologna si sia ecceduto nella concessione di consulenze è un dato acquisito da tempo. Da ambienti della maggioranza si obietta che anche la Giunta Vitali abusava. Può darsi, ma allora dov’è il nuovo che avanza? Non mi scandalizza l’utilizzo di dirigenti e consulenti esterni se questi vengono a sostituire competenze che mancano nel Comune o progetti mirati da realizzare in tempi certi; quando queste vengono a sovrapporsi in modo confuso a chi già esercita le funzioni si cade nell’abuso. Maurizio Cevenini E’ obbligatorio votare lunedì, lo impongono i Regolamenti. La questione delle dimissioni del Presidente del Quartiere Porto ed i successivi problemi in seno alla Maggioranza in quel Quartiere sono note a tutti, anche perché ha avuto rilievo sui quotidiani cittadini. In quel caso si trattava però di problemi politici e come tali sono stati trattati. Oggi invece, ci troviamo di fronte ad un altro tipo di questione che non attiene alla nostra scelta discrezionale e quindi non è possibile né necessario, come alcuni consiglieri hanno chiesto questa mattina in I Commissione consiliare, "approfondire" il tema della nomina. Lo Statuto comunale e il Regolamento sul Decentramento sono molto chiari in proposito: "L’elezione del Presidente deve avvenire non oltre sessanta giorni…. in caso di dimissioni, dalla data di presentazione delle stesse" che, nel caso in specie, sono state presentate il 29 novembre u.s. Per questo, la Presidenza del Consiglio comunale, in accordo con il Presidente della Commissione consiliare "Affari Generali e Istituzionali", ha deciso di iscrivere al primo punto dei lavori del Consiglio comunale di lunedì 5 febbraio p.v. la deliberazione che da mandato al Sindaco di diffidare il Consiglio di Quartiere affinché provveda a rimuovere l’irregolarità dell’assenza del Presidente entro il termine di trenta giorni, poiché non è assicurato il normale funzionamento degli Organi e dei Servizi del Quartiere Porto. Questa decisione rappresenta un atto obbligatorio per la Presidenza e per il Consiglio comunale tutto, perché altrimenti si compirebbe una gravissima violazione della normativa vigente in materia e non è nostra intenzione sottrarci a questo obbligo. Si tratta quindi di una questione istituzionale e regolamentare che non può essere tralasciata ed è auspicio di questa Presidenza che sia risolta immediatamente. Bologna 3/02/2001
Maurizio Cevenini La ricetta per i vigili di Raisi, assessore di lotta e di governo Il nuovo comandante della Polizia Municipale, Aldo Zanetti, è giunto nella nostra città nel momento più delicato della vertenza tra vigili e amministrazione comunale. Più complessivamente è delicato, alla vigilia del varo del nuovo Piano Traffico, il ruolo di controllo del territorio che l’Amministrazione deve indicare per questi preziosi lavoratori. Il Comandante, dalle prime dichiarazioni giustamente prudenti, ha indicato una via che è stata sintetizzata dalla stampa: no ai vigili-rambo, più vigili di quartiere; mi pare una posizione equilibrata che induce a dare tempo al Comandante di verificare contratti, procedure, conoscenza degli uomini più che delle "unità". Ma, nelle stesse ore, i massimi vertici di AN, guidati dal Commissario-Assessore Raisi, presentano un piano di riorganizzazione del corpo che, da una prima sommaria lettura, pare andare in direzione diversa. Comunque appare sicuramente come una pesante ingerenza sul Comandante, nelle ore in cui viene presentato. Lungi da me, potrebbe essermi ribaltata contro una polemica di questo tipo, parlare di doppi incarichi e di compatibilità ma è certamente curioso che un’assessore di peso come Raisi scriva a Guazzaloca e Monduzzi per indicare come, lui e il suo partito, vorrebbero la riorganizzazione. Se il Sindaco non accogliesse questa rivoluzione perderebbe l’assessore o il capo di partito? Insomma Raisi di lotta e di governo. Tentammo anche noi questa via, ma è molto faticosa e ingenera qualche confusione. Tra l’altro mi permetto di dire che, per la realizzazione del piano di assalto di AN, sarebbe idoneo l’ormai innominabile ex cavallo di battaglia di AN Preziosa che perlomeno era pratico di queste gestioni. Mi pare che nella proposta, irrealizzabile, prevalga la demagogia elettorale e la concorrenza da fare al treno di Forza Italia che, però, ha il vantaggio dell’antidivieti Garagnani. Questa concorrenza di mercato ci accompagnerà fino a primavera inoltrata ma mi auguro, per la città, che l’assessore Monduzzi e il nuovo Comandante sappiano resistere, noi lo faremo. Bologna, 18 gennaio 2000 Maurizio Cevenini
Il Suo, come gli altri, è anche il mio giornale Caro Direttore, le scrivo dopo aver letto il Suo editoriale "quei bei capodanni di ieri" nel quale faceva riferimento ai compagnucci e alle pagine del loro giornale. Sgombro subito il campo, in modo sintetico, sul tema specifico da Lei trattato: Piazza Maggiore, 31 dicembre. Non penso che gli episodi vandalici di quest'anno siano particolarmente diversi dagli ultimi anni, questo non esclude che occorra seriamente affrontare il problema cercando soluzioni diverse tra le quali non metto assolutamente l'abbandono di Piazza Maggiore. La piazza rappresenta da sempre Bologna ed è giusto che i bolognesi la occupino nel passaggio al nuovo anno. Se non altro per il ricordo che ho, da piccolo compagnuccio, quando la Piazza era il grande veglione alternativo per chi non si poteva permettere il locale costoso. Ciò che ha stonato sull'intera vicenda è stata la scarsa voglia, assolutamente legittima, da parte dell'Amministrazione di dare risposte pubbliche con un'eccessiva tendenza alla minimalizzazione. Detto questo ciò che mi preme contestarle è il passaggio sugli schieramenti giornalistici. Io, seppur compagnuccio, non ho un mio giornale e le do atto di avermi spesso ospitato sul suo. Per me i giornali della città sono tutti quelli, vecchi e nuovi, che scrivono di Bologna; sono i lettori a sceglierli e quindi a premiarli. Sono particolarmente sensibile al tema dell'informazione, al punto di accettare tranquillamente le critiche, che mi giungono da più parti, di eccesso di protagonismo. Ma sono profondamente convinto che chi amministra la cosa pubblica debba sicuramente parlare con i fatti, ma dando a un gran numero di persone la possibilità di conoscerli. E in democrazia ciò avviene in parte con il contatto diretto ma soprattutto attraverso i mezzi di informazione, che preferisco, da compagnuccio in faticosa rieducazione, siano molti e diversi non come avveniva in Unione Sovietica anni fa. Mi piacerebbe che la Befana, che porta via tutte le feste, portasse con sè, ma forse sono ingenuo, parte della diffidenza che avvolge il Palazzo Comunale sul tema dell'informazione che è anche libera circolazione delle idee, ovviamente se ci sono. Auguro al suo, e a tutti gli altri giornali, un anno di successi nell'interesse di Bologna, per il quale stiamo tutti lavorando, compagnucci compresi. Ovviamente, me lo consenta, queste poche considerazioni le trasmetto anche agli altri giornali della città. Cordialmente, Maurizio Cevenini
Bologna, 6 gennaio 2001 Condivido il giudizio di Delbono su Guazzaloca in campagna elettorale.
Condivido le affermazioni di Delbono: va rilevata la differenza tra il comportamento elettorale del Sindaco e del suo vice; entrambi legittimi naturalmente ma di valenza ben diversa. Oggi il Sindaco, con le affermazioni sulla transitorietà delle liste civiche e il riconoscimento del valore dei partiti nella società, rende ancora più esplicita la sua posizione. Salizzoni, infatti, teorizza la costituzione, in contraddizione con il sistema bipolare, di una terza componente civica strutturata dietro il mantello di liste assolutamente disomogenee. Perde però il suo campione di riferimento che si definisce fenomeno transitorio. Naturalmente nessun pasticcio tra maggioranza e minoranza che sono usciti dal voto di giugno ma un oggettivo riconoscimento alla chiarezza espressa in quest'occasione mentre continua ad apparire confuso, e anche in questo concordo con Delbono, il progetto per Bologna della Giunta. La vittoria dell’Ulivo naturalmente impone una riflessione anche alle forze d'opposizione che, stando alla sostanza dei problemi dei cittadini, devono avanzare in Consiglio ma soprattutto nella città proposte convincenti per rinsaldare il rapporto fiduciario con i bolognesi. In questa direzione vanno atti simbolici indispensabili come il gruppo consiliare dell’Ulivo, marchio vincente per il centro sinistra.
Bologna, 1 dicembre 1999 Maurizio Cevenini
Attacco a Benecchi strumentale e fuori luogo
Leggo con stupore un comunicato firmato dalle consigliere comunali del centro destra nel quale si accusa, sulla vicenda di S. Cristina, il Presidente della Commissione Affari Istituzionali Benecchi di travalicare i propri compiti. Sono sconcertato in particolare perché ieri la Presidenza del Consiglio, sentito il parere unanime di tutti i Presidenti di commissione, ha affidato alla 1^ commissione in congiunta con la 2^ , dietro specifica richiesta del consigliere Monteventi , il compito di analizzare tutti gli aspetti della vicenda. Sarebbe opportuno quindi uno scambio di informazioni tra i componenti della maggioranza prima di partire all’attacco, lancia in resta. Ricordo che in discussione c’è il tema della possibilità o meno di dismettere un immobile che ha ricevuto finanziamenti da altri Enti dello Stato, dietro indicazione di specifica destinazione. Dalle diverse e ondivaghe dichiarazioni di questi giorni appare assolutamente necessario un chiarimento da parte della Giunta. In linea generale ricordo inoltre che la Legge impone di affidare le Presidenze della prima e seconda commissione alle opposizioni per svolgere prevalentemente il compito di vigilanza e controllo gli atti del Comune. Su questo terreno si sta muovendo, nell’interesse di tutte le consigliere e di tutti i consiglieri, il Presidente Benecchi e la decisione della conferenza dei Presidenti lo dimostra.
Bologna 20 gennaio 2000 Maurizio Cevenini
Gravi segnali d’esautorazione del Consiglio Comunale
Il Sindaco Guazzaloca e la sua giunta possono e devono scegliere gli strumenti più opportuni per migliorare il traffico nella nostra città con i mezzi ritenuti più idonei: il tram, la metropolitana o le carrozze trainate da cavalli hanno pari dignità. Non è però accettabile che il consiglio comunale dibatta per due sedute intere sul piano generale del traffico e voti ordini del giorno pieni d’impegni e propositi - penso in particolare a quello molto articolato proposto dalla stessa maggioranza - senza sapere che la giunta decide di perseguire l’ipotesi d’attuazione della Metropolitana, compiendo una scelta radicale che mette a rischio miliardi di finanziamenti. E’ un problema di dignità che come membro dell’Ufficio di Presidenza mi sento di segnalare soprattutto perché in questi primi mesi del mandato ho fatto di tutto, al pari del Presidente Marchetti, affinché i lavori si svolgessero in modo ordinato e snello evitando che l’organo di governo subisse intoppi. Purtroppo per l’ennesima volta il Consiglio Comunale ha potuto conoscere le decisioni prese dal Sindaco e dalla Giunta direttamente dalla stampa, senza che lo stesso consiglio abbia potuto svolgere il ruolo previsto d’indirizzo su un’importante materia che riguarda l’assetto della città, rispetto alla quale l’assemblea consiliare ha la piena competenza istituzionale. Se il Sindaco può avere le sue ragioni se apprende dai giornali e non in via diretta il parere del Ministro Melandri su S. Cristina altrettanto dovrebbe garantire ai consiglieri comunali informazioni dirette. Mi preme rilevare infine, non avendo la presunzione di altri sulle competenze tecniche, che sul piano pratico i cittadini di Bologna al termine di questo mandato non avranno a disposizione né il tram né tantomeno la metropolitana.
Bologna, 5 febbraio 2000
Maurizio Cevenini
Forum sulla sicurezza: una iniziativa utile che il Sindaco non può ignorare
Condivido pienamente la richiesta di riconvocare il forum per la sicurezza. Un’iniziativa trasversale che nei mesi finali del precedente mandato ha avuto il grande merito di coinvolgere comitati e singoli cittadini sul principale problema della città di Bologna. Ovviamente sicurezza non è solo ordine pubblico ma è anche vivibilità, arredo urbano, attivazione volontaria e su questo il contributo regolamentato della popolazione è stato sollecitato da tutti gli schieramenti in campagna elettorale. In questi mesi non possiamo affermare che Bologna sia diventata più sicura, anche se non sarebbe onesto addebitare solo alle lentezze dell’attuale giunta la colpa, ma è obiettivo costatare che fatti di criminalità preoccupante e aree d’abbandono della città continuano a pesare sui cittadini. Sarebbe grave se si volesse ingessare gli interventi ad alcuni provvedimenti tecnici o all’ascolto singolo, sicuramente positivo ma non sufficiente, del venerdì con Sindaco e giunta. Si dia sollecita risposta, quindi, ai comitati se non altro per non alimentare l’idea di una Amministrazione arrogante e sorda che tende ad evitare i confronti. Un consiglio gratuito da chi ha subito in passato questa accusa.
Bologna, 7 febbraio 2000
Maurizio Cevenini
Intitolare un’aula a Francesco Lorusso: un atto simbolico di straordinario valore politico
Giudico molto positiva e di grande valore simbolico l’intitolazione a Francesco Lorusso di un’aula dell’Università. Nessun altro luogo avrebbe un’efficacia equivalente proprio adesso che la maggioranza di ragazze e ragazzi che frequenta l’università non era ancora nata in quell’anno terribile. Nel lontano marzo 77 a Bologna si ruppe un dialogo, un rapporto con una generazione. Francesco fu una vittima innocente di una ventata d’odio e di violenza. La sinistra, tutta la sinistra, non ha riflettuto abbastanza su quei mesi terribili e sulle immagini devastanti dei blindati che occuparono per giorni un intero quartiere. Mi piacerebbe che i tanti e agguerriti candidati a Rettore si pronunciassero senza calcoli elettorali su quest’atto simbolico anche se sarei lieto che fosse l’attuale Rettore a prendere immediatamente l’iniziativa.
Bologna, 10 marzo 2000
Maurizio Cevenini
Guazzaloca sui campi nomadi sbaglia, serve una collaborazione ampia
E’ l’ora del silenzio e della comprensione umana e mi pare che la maggior parte dei commenti, dalla Curia al mondo laico, sia stato improntato ad equilibrio. Nessuno può speculare su un dramma che ci vede tutti responsabili e devo dire che il dibattito ne Consiglio comunale di ieri non ha visto virtuosi contro speculatori e stavolta Guazzaloca sbaglia profondamente nel denunciare una speculazione di parte. I democratici di sinistra non hanno escluso le proprie responsabilità sulla precarietà dei centri ma hanno doverosamente richiamato chi governa ad agire. Questa non è speculazione come non lo è richiedere il coinvolgimento dei quartieri e del consiglio nelle scelte necessarie. Non è pensabile che per l’intero mandato le opposizioni debbano tacere per le responsabilità di governo passate e non serve a nessuno, e nel lungo periodo si ritorcerà sul Sindaco, pretendere una sorta di delega incondizionata alla Giunta. Anche sul piano istituzionale mi sento di affermare che una certa insofferenza dell’esecutivo nei confronti del Consiglio, possa portare a un conflitto aspro difficilmente sanabile. Posso sbagliare ma a volte sembra che l’aula del Consiglio sia tenuta nello stesso conto delle chiacchiere in libertà sul crescentone della piazza e ciò comincia a crearmi qualche imbarazzo. Bologna, 4 aprile 2000 Maurizio Cevenini
Il mio avversario Mario Zanetti
Mario Zanetti è stato per 20 anni, limitatamente al piano professionale, il mio principale avversario. Erano anni difficili per la nostra categoria che subendo la pregiudiziale ideologica veniva confinata ad un ruolo marginale e residuale nel sistema sanitario. E Zanetti era il severo esecutore di quelle norme in cui credeva, difendendo da un lato strenuamente il ruolo del suo amato ospedale e svolgendo dall'altro funzioni di controllo sulle nostre strutture. Quanto si arrabbiava se gli imputavamo l'incompatibilità tra i due ruoli o l'arroganza del potere! Quasi sempre ci metteva in buca sul piano della dialettica e delle competenze. Questa è stata la vera forza di Mario Zanetti: essere sempre un passo avanti nonostante alcuni suoi amici-nemici ne contestassero le reali competenze scientifiche. Non mi sento di dare risposta su questo ma sono certo che solo lui sapeva organizzare "militarmente" i suoi collaboratori e non è un caso se oggi in quasi tutti i ruoli di direzione amministrativa e sanitaria della nostra Regione, e non solo, ci sono allievi di Zanetti. Saranno altri a giudicare i suoi anni al S. Orsola ma quando giunse alla guida della Agenzia Sanitaria, organismo da inventare, in molti, io compreso, pensammo al "pensionamento dorato" di Zanetti. Valutazione errata: in pochi anni quella torre di Via Aldo Moro divenne lo snodo fondamentale per la sanità del 2000. Il suo gruppo si mise al lavoro definendo i protocolli per l'accreditamento degli ospedali pubblici e privati. E l'Agenzia fu riferimento nazionale anche con momenti di conflitto con la Bindi che pur lo volle come temuto consulente. E qui conobbi il secondo Zanetti che riconosceva la pari dignità tra pubblico e privato; fu tra i principali autori del capolavoro del sistema a rete della cardiochirurgia emiliano romagnola che ci invidia tutta Italia. Ma non ammise però mai di aver sbagliato in passato, non gli ho mai sentito dire con nessuno: "avevi ragione tu". L'ultima volta che lo vidi mi disse che avrebbe voluto concludere la sua carriera dirigendo una struttura privata, naturalmente per correggere i gravi errori che sempre ci imputava. Anche se odiava la parola è stato un politico e un vero uomo di potere ma non fece mai il grande passo della politica attiva. Fu forse per continuare a rinnovare l'immagine di super tecnico sopra le parti che amava, protetto da quel camice bianco che aveva ancora stampato addosso. Ci mancherai carissimo nemico. Bologna, 24 aprile 2000 Maurizio Cevenini
Vertice Ocse: Monteventi ha svolto un ruolo positivo Desidero associarmi al giudizio di coloro che considerano lo svolgimento delle giornate OCSE di Bologna positivo. Sul merito, pur consapevole che i grandi mutamenti di rotta non possono avvenire attraverso dichiarazioni nei vertici, mi pare che tutta la conferenza si sia svolta nella consapevolezza dei necessari limiti da porre ad uno sviluppo sregolato a danno dei più deboli. Il modello di piccola e media industria bolognese ed emiliano romagnola ha contribuito a presentare una possibilità di sviluppo sostenibile e rispettoso del mondo del lavoro. Bologna, scelta già dal governo Prodi come sede del vertice, è stata all’altezza dell’appuntamento ed è giusto rivolgere un plauso ai tanti che con sacrificio e abnegazione hanno contribuito al successo. Anche le forze dell’ordine hanno svolto un ottimo lavoro che non può essere oscurato da qualche eccesso avvenuto nei momenti di massima tensione. Le manifestazioni violente, pur avendo più spazio immediato nell’informazione, allontanano anche coloro che si dichiarano disponibili al confronto e alla riflessione su temi importanti per il futuro e danno pretesti a chi vorrebbe soffocare ogni forma di protesta. Le manifestazioni di questi giorni si sono svolte complessivamente in un clima civile frutto anche delle ampie disponibilità al dialogo dopo la sciagurata gestione del 13 maggio scorso; sotto questo profilo, pur consapevole di non fargli un grande favore, devo riconoscere che il collega Monteventi ha svolto un ruolo di mediazione importante.
Bologna, 15 giugno 2000
Maurizio Cevenini Vittime Uno bianca: lo Stato si accontenti di 1000 lire
L’allarme lanciato nei giorni scorsi da Rosanna Zecchi, presidente del Comitato vittime della uno bianca, ha trovato conferma nel pronunciamento della Cassazione. Al di là delle parole al vento, delle rassicurazioni di ministri e sottosegretari, la sostanza della sentenza è chiarissima: lo Stato Italiano è totalmente esente da colpe, seppur oggettive, sulle stragi compiute. Tutto questo brutto pasticcio ha una origine precisa: lo Stato voleva "limare" qualche miliardo sull’entità globale degli indennizzi e avanzando una proposta a dir poco offensiva di transazione, ha costretto i legali delle vittime a respingerla. La Cassazione ha fatto il proprio lavoro in base a codici e leggi, l’avvocatura dello stato ha trionfato, ma la giustizia e lo Stato Italiano sono usciti vincitori? Ricordo che il Consiglio Comunale di Bologna, città maggiormente colpita dalla banda, all’unanimità invitò il Governo ad un atto di lungimiranza politica davanti ad efferati delitti compiuti da componenti delle forze dell’ordine. Tutto faceva presagire che il buon senso prevalesse contribuendo a recuperare, anche se parzialmente, la fiducia nelle Istituzioni da parte di chi era stato colpito duramente sul piano fisico o negli affetti. Ora il Governo, deve assumersi la responsabilità politica della soluzione. Se l’ultima soluzione è una transazione, la si faccia con una richiesta simbolica di 1000 lire. Solo in questo modo si può recuperare parzialmente la faccia.
Bologna, 22 giugno 2000
Maurizio Cevenini
L’assessore Salvioli non conosce le leggi già in vigore sul fumo?
Leggo con stupore le "aggressive" dichiarazioni dell’Assessore Salvioli contro il fumo e le promesse di attivare i controlli prima dell’entrata in vigore della nuova legge. L’Assessore non sa che in base alla Direttiva del Presidente del Consiglio 14-12-95 il Comune di Bologna ha già indicato i responsabili dell’osservanza del divieto e sarebbe sufficiente che durante le riunioni di giunta o conferenze stampa a cui partecipa leggesse il nome sul cartellino che ha di fronte per venirne a conoscenza. Il problema vero è che in questa Giunta, dove prevalgono i fumatori se non in numero ma in forza politica (su questo punto tra me e il Sindaco ci sono da sempre vivaci dissensi), non c’è la volontà politica di applicare leggi che già esistono per i nostri uffici. La principale prova è che in un anno,nonostante ripetute sollecitazioni, non sono stati predisposte le procedure e i moduli per sanzionare i trasgressori. E ripeto, i trasgressori sono coloro che impongono ai non fumatori di subirne i danni. Io apprezzo, pur non condividendone il comportamento, coloro che palesemente dichiarano di voler contrastare ogni regolamentazione, detesto invece essere preso in giro da chi proclama e non è conseguente nei fatti. Comunque concedendo il beneficio del dubbio al "quasi nuovo" assessore Salvioli e prendendo per buone le sue dichiarate volontà, lo diffido ad adempiere a quanto di sua competenza entro il corrente mese di luglio dotando tutti i responsabili dell’osservanza di divieto dello specifico modulo per le contravvenzioni individuando l’ufficio preposto alle riscossioni. Infine l’ultimo appello all’Assessore: sempre in coerenza con quanto detto, non partecipi a riunioni di fumatori quando almeno una persona oltre lui non desidera farsi avvelenare. Grazie.
Bologna, 10 luglio 2000 Maurizio Cevenini
Staveco: da Monaco una dichiarazione di guerra
Pochi mesi dopo l’elezione di Guazzaloca sottoposi al dibattito politico l’idea che sulle grandi infrastrutture, che impegnano il Comune ben oltre un singolo mandato amministrativo, tra maggioranza e opposizione vi fosse uno sforzo congiunto per trovare il massimo consenso possibile. Toccò all’assessore Monaco stroncare questo tentativo con una tagliente dichiarazione sul rispetto dei reciproci ruoli. Oggi è lo stesso assessore Monaco, sempre attento agli aspetti formali, che travalica i ruoli con annunci di progetti sull’area Staveco. Se è vero che la Giunta adotta sistematicamente l’annuncio giornalistico per ogni proposta da sottoporre al Consiglio comunale, in quest’occasione, in modo ben più grave, l’assessore invade le prerogative del Consiglio stesso in tema di pianificazione urbanistica. Sul piano politico questo strappo si spiega solo con la volontà di dare un’accelerazione alla frenesia edificatoria che attraverso il tunnel e il massiccio intervento sull’area Staveco dovrebbe infrangere anche il tabù dell’edificabilità in collina. Questo è un vero segno di discontinuità, che pensavo fosse solo nella testa di Salizzoni e del pool di tecnici incaricati; l’esposizione esplicita di Monaco alza il tiro della sfida su un modo di concepire la città che non è assolutamente nuovo. Trent’anni fa su queste aree si combatteva la stessa battaglia d’oggi: allora prevalse la difesa del polmone collinare e pede-collinare, oggi se non si blocca questo piano la vera presa della Bastiglia non sarà il simbolico Palazzo D’Accursio ma la collina bolognese. Sul piano formale concludo che quelle di Monaco, non essendovi più il Podestà, restano chiacchiere in libertà se non passano attraverso i competenti organi consiliari.
Bologna, 14 luglio 2000
Maurizio Cevenini
Corticelli-DS: accanimento terapeutico
Daniele Corticelli giovane ed emergente consigliere comunale, nonché coordinatore, della lista civica "LA TUA BOLOGNA" ha fatto della caccia alle presunte malefatte dei DS la principale sua attività. Comportamento assolutamente legittimo sul piano formale ma eccessivo sul piano politico, quasi a sfiorare l’accanimento terapeutico, per il nuovo leader di un nuovo movimento politico. In un solo anno il nostro consigliere si è avventato sulla convenzione del Parco Nord, sui tetti della Beverara e ancora sulla tassa delle immondizie relative alle strutture; per non parlare del tentativo fallito, di non far svolgere la festa dell’Unità Due Madonne che inspiegabilmente non ha avuto ampio spazio sulle cronache. Se il Partito dei Democratici di sinistra non ha ottemperato a pagamenti è doveroso che lo faccia e sono certo che lo farà; non mi pare che la ventata di rinnovamento rappresentata dalla lista del Sindaco tragga grande giovamento da queste crociate soprattutto quando a condurle è il suo principale rappresentante. Sono convinto invece che siano molti i nodi da sciogliere in questa fase per l’Amministrazione ( Manzoni, piano del traffico, grandi infrastrutture) e sarebbe più utile che Corticelli impegnasse i suoi sforzi per dirimere matasse ben più rilevanti delegando ad altri, meno impegnati di lui nel lancio di un nuovo movimento, la caccia alle malefatte dei DS che, nello stile della lista civica, non è né di destra né di sinistra.
Bologna, 20 luglio 2000
Maurizio Cevenini
PATTO PER LE INFRASTRUTTURE: meglio tardi che mai, ma senza scavalcare il Consiglio Comunale di Bologna Quando diversi mesi fa mi permisi di indicare la strada della concertazione per le grandi infrastrutture fui invitato, da destra e da sinistra, a stare al mio posto distinguendo i ruoli tra maggioranza e opposizione. Oggi, meglio tardi che mai, i tre Assessori deputati alla pianificazione comprendono che senza un accordo su area vasta con Provincia e Regione tutto resta sulla carta e Bologna non si muove. Bisogna recuperare il ritardo aprendo il confronto alla luce del sole e, proprio per non confondere maggioranza e opposizione, occorre farlo coinvolgendo l’intero consiglio comunale di Bologna. E’ impensabile, infatti, che un grande accordo istituzionale, qualora si raggiungesse, possa essere esclusivamente frutto del tavolo di confronto fra governi di Comune, Provincia, Regione ed eventualmente dei sindaci dell’area vasta. Si aprirebbe un solco istituzionale deleterio se si desse anche solo la sensazione di voler prescindere dagli eletti di Palazzo D’Accursio. La pianificazione dei prossimi vent’anni riguarda l’intera città e deve vedere il concorso motivato di tutte le forze in campo come avvenne negli anni sessanta. Mi permetto di fare questo richiamo, non solo per il ruolo istituzionale che rivesto, ma anche perché dall’inizio del mandato sostengo con convinzione l’esigenza di questo patto per l’area bolognese, senza pasticci né invasione di ruoli. Bologna 1 agosto 2000
Maurizio Cevenini
TPO: andamento ondeggiante della giunta di Bologna. Sono particolarmente soddisfatto per le conclusioni dell’incontro che pare abbia trovato soluzione al TPO; come auspicai immediatamente dopo lo sgombero ha prevalso il buon senso e si profila una soluzione che salva una esperienza culturale apprezzata dai giovani. Non va nascosto comunque che senza il fermo richiamo al dialogo e alla mediazione di prefetto e questore le prime provocatorie dichiarazioni di Giunta e maggioranza rischiavano di dare spazio alle provocazioni dei gruppi più turbolenti. Prosegue quindi la politica ondulatoria di una Giunta sempre compressa tra le spinte di An e Forza Italia, assessori battitori liberi e il gioco in difesa del Sindaco che ci mette una pezza. Insomma l’alternanza di "una calda e una fredda" che alla lunga manderanno in tilt il corso amministrativo della città.
Bologna, 5 settembre 2000 Maurizio Cevenini
Parco Cavaioni: il documento dice no sull’immobile ma anche alla speculazione in collina.
Intervengo in merito al parere del quartiere S. Stefano sull’immobile del Parco Cavaioni, in qualità di responsabile politico dei DS e sottoscrive con me questo testo Tito Grazia, capogruppo dell’Ulivo nel quartiere medesimo.
Il centro sinistra ha condiviso un ordine del giorno nel quale si ribadisce l’inidoneità di una scelta periferica, inserita in un parco, priva di servizi principali a partire dai trasporti, per famiglie con scarsi mezzi economici. La solidarietà non può prevedere quote ma una amministrazione lungimirante deve presentare, come richiesto da tutti i Presidenti del Centro sinistra, un piano organico di strutture, comprendente localizzazioni anche nel quartiere S. Stefano come citato nel documento. Per noi i lavoratori bolognesi e immigrati regolari hanno pari diritti. Respingiamo le speculazioni che danno interpretazioni diverse sul comportamento del gruppo consiliare Ulivo-S. Stefano. Ci preme sottolineare, invece, il valore dell’affermazione finale del documento che si pone l’obiettivo di valorizzare la collina, che è un bene di tutti i cittadini, contro ipotesi speculative come il tunnel di Salizzoni.
Bologna, 20 settembre 2000
Tito Grazia Maurizio Cevenini Sbarramento contro l’assalto ai posti
Nell’ampia discussione che si è sviluppata dopo lo storico voto di Bologna, da parte del Sindaco e di autorevoli esponenti della sua Giunta, è venuto chiaro il messaggio: "poche chiacchiere, dobbiamo fare". E proprio recentissimamente il Sindaco ha rincarato la dose dichiarando "io parlo con i fatti". In questo ambito, si è inserita la discussione sul ruolo delle Commissioni consiliari, Organismi a supporto del Consiglio comunale, di cui, ricordo, solo due obbligatorie per legge. All’Opposizione, e credo anche ai bolognesi, non interessa l’attuale rissa sui posti e sugli sdoppiamenti ma dichiaro fin d’ora che, nel mio ruolo istituzionale di Vice Presidente del Consiglio Comunale, mi opporrò con tutte le forze a qualsiasi pasticcio che porti, proprio durante questo mandato" rivoluzionario", allo smembramento delle attuali Commissioni consiliari che in realtà sono ampiamente sufficienti ad istruire gli atti di competenza del Consiglio comunale. Ricordo che gli stessi assessori, spesso assenti giustificati dalle sedute, si lamentano pesantemente dovendo partecipare a ben 7 commissioni; cosa farebbero con 10? Comprendo le esigenze di visibilità di partiti e singoli consiglieri ma c’è modo e modo per segnalarlo. Ascolterò con attenzione, nella sotto-commissione Statuto, le motivazioni addotte per questo blitz istituzionale e se, come credo, non saranno convincenti si creeranno le condizioni per una rottura insanabile sulle regole. Sarà poi compito del Sindaco motivare alla città l’esigenza di istituire altre tre Presidenze con relative risorse a partire dal personale, locali, ecc.
Bologna, 14 ottobre 2000
Maurizio Cevenini
Tunnel: come nel 69 difenderemo la collina
Salizzoni esce allo scoperto. Non è una novità che il vice-sindaco difenda con accanimento la sua creatura collinare, dieci anni fa ne propose la prima versione; la novità è che il vice-sindaco, come è giusto che avvenga in una giunta coesa come quella di Bologna, chiami in causa in prima persona il Sindaco Guazzaloca. Vuole dimostrare che il tunnel non è un suo pallino che il resto della giunta sopporta a fatica bensì il caposaldo delle grandi infrastrutture che caratterizzeranno questo mandato e poco importa che appena si fanno conti un po’ più realistici i costi diventino esorbitanti. Se è così, e come dubitare del vice sindaco, il tunnel con il suo corredo di servizi, ristoranti, abitazioni, rappresenta il vero segnale di discontinuità della Giunta Guazzaloca. Molto realisticamente si deve ammettere che, in modo più o meno confuso, le vere realizzazioni infrastrutturali di questo anno e mezzo sono state il completamento di opere della Giunta Vitali; il tram, con tutte le prevedibili varianti, ne rappresenta più di altri l’esempio. Ma il tunnel no. Su questo si scontrano duramente due visioni di città e il traffico, oggetto opinabile sul quale le amministrazioni dicono tutto e il contrario di tutto, diventa un pretesto per abbattere un simbolo, un tabù. L’oggetto vero, appetibile è la collina bolognese nel suo complesso. Tutto è pensato con il massimo ricorso alle tecnologie moderne, meno invasive, verrà forse presentato un piano per i distributori di benzina interrati, ma al fondo c’è una nuova destinazione per quelle zone dove ai bambini si diceva: andiamo a respirare l’aria buona. Non vi fidate bolognesi, che della collina vi fate vanto, non si limiteranno a versare qualche tonnellata di cemento ma dopo verrà il resto ặ rendere "omogeneo" il paesaggio, dalle nuove edificazioni della Staveco fino ai colli lontani. Poche differenze e qualche vantaggio: la neve sui tetti e sulle strade si scioglie prima che sui prati.Sto forzando il ragionamento ma sono convinto che solo con questa estensione edilizia lo sbancamento della collina interesserà le banche e le imprese di cui parla Salizzoni. Al Sindaco, ma anche al civico Monaco, chiedo: è questa la tua Bologna? Ovviamente non avrò risposta perché il Sindaco parla con i fatti ma ricordi che questi sono fatti…male. 7000 cittadini che hanno firmato, l’opposizione che nel quartiere S. Stefano ha il minimo storico, cosa possono fare? Il ’69 fu anno di turbolenze in Italia a Bologna una amministrazione lungimirante volle un piano regolatore vincolante per la collina. Faremo le barricate, ovviamente nulla di fisico, con l’obiettivo di coinvolgere qualche elettore del Sindaco spiegandogli che se la talpa intelligente che scava i tunnel ci prende un po’ la mano potrebbe spuntare nella cantina di qualche villa. Bologna, 23 ottobre 2000 Maurizio Cevenini
Vigileremo contro chi vuole fare fallire l’istruttoria pubblica Comprendo l’irritazione della consigliera Marri per l’esito sul voto dell’istruttoria pubblica sul multimediale, sul piano politico, avrei reagito allo stesso modo. La cosa che mi preoccupa è l’ennesima dichiarazione, dopo l’assessore Raisi, di inutilità e spreco di denaro legato all’istruttoria pubblica sul multimediale. Se dopo la Giunta, anche la capogruppo Marri, invece di prendere atto della volontà consiliare, tende a svilire uno strumento che in tutti i comuni viene tranquillamente utilizzato, occorre vigilare. Non ho dubbi che il Presidente del consiglio, chiamato assieme a me e a Benecchi, ad istruire il procedimento, farà tutto il possibile per la riuscita dell’istruttoria; ma se la giunta o qualche esponente della maggioranza metterà i bastoni tra le ruote per far fallire l’istruttoria ce ne accorgeremo e in quel caso si potrà smascherare chi vuole ridurre il Consiglio Comunale a mero strumento di ratifica delle volontà della Giunta. Le normative lasciano pochissimi margini di azione e decisione alle assemblee consiliari rispetto agli esecutivi, questo però non deve fare dimenticare di essere degli eletti che devono esercitare con un minimo di autonomia le proprie prerogative.
25 ottobre 2000 Maurizio Cevenini
MATRIMONI: un giorno torneranno in sala rossa e faremo festa
Il consigliere Rocco di Torrepadula, che ha ricevuto dalla Giunta "l’appalto" esclusivo dei matrimoni, annuncia con soddisfazione che oggi si è svolto l’ultimo matrimonio in sala rossa e che stuoli di futuri sposi fanno salti di gioia per la nuova destinazione. A me risulta il contrario, comunque sarò curioso di analizzare il questionario predisposto, sempre che la domanda sia: preferite la sala rossa o la sala bianca? Comunque senza alcuna arroganza e presunzione affermo che tornerà il giorno in cui l’amministrazione comunale permetterà agli sposi, tornando in sala rossa, di poter avere come scenario del proprio matrimonio piazza Maggiore anziché una bella sala senza finestre. Perfino il Cardinale Biffi, con tutto il rispetto, sarebbe felice di sapere che sullo sfondo della foto ricordo degli sposi, quella che resta per la vita, c’è S. Petronio anziché il muro spoglio di una anonima sala. Comprendo che ci sono problemi ben più grandi ma in fondo quando un pezzo di bolognesità se ne va dispiace. Bologna, 3 novembre 2000
Maurizio Cevenini
Forza Italia, compatta e solidale, detta le condizioni sul PGTU. Apprezzo moltissimo la chiarezza delle truppe di Berlusconi che con i massimi dirigenti chiede di farla finita con la melina sul traffico: no ai divieti e deregulation in città. Molto meglio così che la vergognosa situazione attuale, ambigua e ridicola, che vede l'invasione di abusivi in centro e non solo, e nessuno interviene. Dare il senso dell'impunità in caso di reati è drammaticamente diseducativo, in particolare verso i giovani, e allora via le indicazioni di divieto. Non può non sapere il Sindaco e la sua Giunta che, in particolare il venerdì e il sabato sera, chi vuole può provare l'ebbrezza del giro del crescentone di Piazza Maggiore, come solo nei mitici anni sessanta si poteva provare. Ma anche di giorno macchine e furgoni sostano contro il portico del Pavaglione. Si parta subito con il simbolo per eccellenza: il sistema Sirio. Sul piano estetico è orribile e se deve servire solo per conteggi statistici sono molto funzionali i sensori sull'asfalto che si applicano da anni per i dati statistici. Quindi smontate l'impianto, in fondo simbolo, assieme al cordolo della via Emilia, delle malefatte di una sinistra che ha fatto mille errori. Poi palla al centro, ognuno dalla sua parte a sostenere le proprie idee. Sarebbe una scelta chiara, comprensibile ai bolognesi che potrebbero capire quale sia la strada che vuole percorrere la giunta dell'innovazione. E dalla via che ci siamo, aggiungerei anche un bel condono natalizio per i pochi che, per errore, avessero subito una contravvenzione in Piazza Maggiore. Una avvertenza: nella rotatoria di Piazza Maggiore imporrei il senso unico che potrebbe essere indicato dalla statua del Re a Cavallo che merita di tornare al centro della Piazza, anch'essa simbolo del nuovo che avanza. Bologna, 4 novembre 2000 MAURIZIO CEVENINI
Garagnani: per evitare le multe fai abbattere i cartelli di divieto
Come già ebbi occasione di dire, Forza Italia compatta e solidale detta le condizioni sul PGTU: in attesa di nuovi parcheggi (quanti?) no ai divieti e deregulation in città. Questo credo sia stato esposto all’assessore Pellizzer in una affollata assemblea di militanti. Nelle stesse ore, denuncia scandalizzato, il consigliere Garagnani un commando di vigili, io penso comunisti, ha fatto diverse multe ai partecipanti. In una società del diritto se uno parcheggia sotto un cartello di divieto dovrebbe essere multato senza scandalo; non sono un moralista e quindi anch’io ặ volte prendo qualche rischio ma in caso di multa pago e taccio.E allora confermo la mia tesi: avanti tutta Forza Italia con la vostra battaglia senza ambiguità e compromessi; ma per farlo non è sufficiente invitare ặ non fare multe occorre avere il coraggio di togliere tutti quegli orribili cartelli rossi e blu che segnalano i divieti, cancellare le preferenziali, abbattere Sirio, ecc.Un po’ di libertà, che diamine! Bologna, 7 novembre 2000
Maurizio Cevenini
Perfino io, che mi considero principe della moderazione, comincio a stancarmi nel sentire il capo partito della tua Bologna, rispondere a ragionamenti e proposte politiche con frasi insultanti. Corticelli deve ricordare che Caronna è il segretario riconosciuto di un Partito che in città ha ancora parecchi consensi, una storia e delle idee. Ho già avuto occasione di dire che abbiamo bevuto fino in fondo il calice della sconfitta e ora ci permettiamo, senza arroganza, di dire la nostra sui problemi che assillano la città. Chiediamo pieno rispetto come abbiamo dimostrato di avere per il Sindaco e il suo Partito, contestando esclusivamente sul piano politico le scelte che giudichiamo sbagliate. Bologna, 9 novembre 2000
Maurizio Cevenini
Commercio: dialogo ma nessuna ambiguità su forme di violenza
Esprimo piena solidarietà al vigile colpito nel corso dei tafferugli di questa mattina e all’Assessore Raisi. Pur comprendendo pienamente le ragioni degli ambulanti ed auspicando la ripresa del dialogo, non possono essere giustificate e tollerate forme di violenza. Ciò vale per ogni zona della città ed anche nell’aula del Consiglio Comunale. Personalmente ritengo che il Regolamento del nostro Consiglio comunale sia troppo restrittivo impedendo anche l’esposizione di cartelli o striscioni che non limitano l’esercizio dell’attività e sarebbe opportuno che in sede di revisione si provvedesse alla modifica. Sul piano istituzionale va garantita comunque a tutti i cittadini la possibilità di contestare tutti i provvedimenti ma in forma corretta. Su questo punto ritengo che tutte le forze rappresentate in Consiglio siano pienamente d’accordo ed inviterei tutti a evitare di fare l’elenco dei buoni e dei cattivi. Detto ciò ribadisco che nessuno può ottenere risultati con l’uso di mezzi illeciti, in particolare se violenti.
Bologna, 15 novembre 2000
Maurizio Cevenini
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