Lo spazio di Federica

il libro in divenire ...

 

25 dicembre 2005, Natale 22...

ultimi arrivi del febbraio 2004

BUIO

Non combattere solo,
la notte è quel muro
insormontabile
che vedi innanzi a te.
Combatti con noi,
qualsiasi pensiero
ti sfiori la mente
noi lo conosciamo già.
Amiamo quello che sei
anche se moriremo
per seguire il tuo sogno.
E lo faremo, lo sai,
come hanno fatto altri
prima di noi,
fa' che il battito del tuo cuore
sia il tamburo che scandisce
la nostra dolorosa marcia
verso l'ignoto.

L'ULTIMO CAVALIERE

Occhi celesti,
occhi da bombardiere,
mentre impugna la pistola
antica di suo padre
e recita la sua lezione.

Io non sparo con la mano
chi spara con la mano
ha dimenticato il volto di suo padre...
io sparo con il cuore.

E quegli occhi sbiaditi dal sole
si perdono nel tempo che era
prima che il mondo andasse avanti
e pensa alla donna di nome Susan.

Pensa a quella donna
la sola che avesse mai amato
ed inevitabilmente
sente il gelo che gli ferisce l'animo.

La sua espressione è celata
ai suoi nuovi compagni
che troppo somigliano
ai suoi compagni di un tempo
amici, cavalieri, morti, tutti.

Ma ora ci sono loro
che hanno occhi da pistoleri
non è più solo,
non è più l'ultimo.

Ma si domanda per quanto tempo ancora
si domanda se Eddie sarà forte abbastanza
se Susannah conserverà il suo coraggio
se Jake... ama troppo quel ragazzo.

Non avrebbe lasciato che cadesse di nuovo
ma nella sua mente sapeva che
non ne aveva nessuna certezza
e che avrebbe fatto
quello che il destino gli avesse domandato.

Un amaro sorriso gli attraversa il volto,
si chiede quanti debiti dovrà contrarre
con la sua anima
prima di compiere la sua missione,
quante volte ancora dovrà lasciare
che quel bambino cada
prima di giungere alla torre.

La torre
che giorno dopo giorno gli appare
sempre più nera.

Ka, risponde.




 

 VALANGA DI POESIE 2002

 RECENSIONE DI UN PADRE

Sei cresciuta così in fretta... Questa è la frase che tanti padri, assenti come me, usano nei momenti critici. Un silenzio, un'irritazione, un pianto ti fanno pensare e poi via; come sempre lontano. Adesso sei via tu. Ho letto questa valanga di poesie che sei riuscita a scrivere, preparando la maturità. Quante sensazioni, sentimenti racchiudono. Non è solo finzione e gioco, sei tu cresciuta attraverso queste parole. Mi sono cercato, in quelle rime non c'ero. E' giusto così.

Al lettore di passaggio, attraverso il mio sito, in questa pagina ne ascolti il suono. Non cerchi un collegamento, un filo; è il lavoro di una ragazza di diciotto anni che pensa e sa sognare. Tanto più di me e forse di voi.

Bologna, 11 agosto 2002                  Maurizio Cevenini

Vorrei 

"Vorrei essere alba di un giorno nuovo,
briciola di questo infinito,
pillola di pace in un mondo in guerra.
Lo vorresti anche tu?

Semplicità,
così facile
tanto impossibile.

Cuore chiuso, in pezzi,
milioni di piccoli brandelli
della nostra felicità.
 
Dopo i tuoi occhi
niente più vendetta
solo, pieghiamoci
sulle ginocchia che ora tremano
per ricostruire
con le mani sporche di fango,
due vite da vivere,
milioni di vite a cui sorridere. "

 

Per tutti e per nessuno (11 settembre 2001)

Per tutti e per nessuno
c'è una voce
che grida nel deserto.

Nessuno sente quella voce
e tutti la tengono nel cuore,
qualcuno piange,
qualcuno grida...

...molti odiano.

Ma quella voce non si spegne mai,
continua il suo canto
ed è una melodia di pace, dice:

"A voi uomini che tanto siete bravi
a creare la vendetta, a farvi giustizia
senza mai avere un giusto metro di giustizia,
senza conoscere mai ciò che significa VERITA'"

E la gente muore
e tanta altra odia
e non sappiamo chi stia meglio:
se quelli che ora riposano
o chi sta vendendo la sua anima bianca
all'ira ed al disprezzo.

"Sappiate amarvi gli uni con gli altri"
"Allenate la pietà per le anime perse"
"Amate soprattutto i vostri nemici"
"Ci sarà un giorno giustizia per chi ha sofferto"
"Non per mano umana, che giudicare spesso non sa".

Quindi non lanciare una granata
che forse mi lascerà mutilata,
imbraccia un fucile,
vieni tanto vicino da potermi guardare negli occhi...
... adesso spara se vuoi.

Sai che i miei occhi
non sono tanto diversi dai tuoi,
il clima ci ha cambiato,
forse qualche altra cosa,
forse la stessa mia o tua sofferenza.

Posa il fucile
NON UCCIDERE
ascolta un grande Uomo che grida nel deserto
NON UCCIDERE
se unisci la tua voce alla sua, alla mia
NON UCCIDERE
forse saremo già tanti
e qualcuno sentendoci gridare
amore getterà via la sua ira.

11 settembre 2002   

Sissi

 

"Vedi quella donna,
la cui espressione é
mistero e sofferenza,
lei è imperatrice d'Austria,
lei è regina di Ungheria
ed il suo cuore ha la forza,
indomita e ribelle,
dell'amazzone."

 

 

Bologna

 

"Bologna, tu,
e tante piccole luci
in una città addormentata
quando tace anche la voce del poeta.

San luca,
odore pesante, di pioggia
zanzare ronzano nelle orecchie,
insieme alle tue parole stanche.

Bologna,
quando tace l'odio
e la disperazione è coperta
da mille stelle,
forse sembra concedere protezione.

Dona l'amore che
sotto i portici, sotto il sole,
tra siringhe e vite ammaccate,
ha negato per pigrizia.

Bologna, a te la mia amicizia."

 

 

Nulla

 

"Trema,
la morte chiede il suo tributo,
nulla più muterà nel tuo cuore,
freddo nero di notte,
china dell'anima."

 

 

La morte degli eroi

 

"Andromeda,
attendi per caso un eroe?
Un guerriero con i calzari di Mercurio,
con la testa della Medusa nella bisaccia,
attendi Perseo incatenata alla rupe?
Mi dispiace, sei in un presente
che crea morte,
niente eroi per questa stagione,
nessuno dalla terra della notte
ti salverà dal tuo destino.
Lui non verrà.
Il presente è delusione."

 

Acqua

 

"Tra i boschi,
nebbia bassa sul fiume,
gomito sbucciato,
trascina una barca vuota."

 

Giglio

 

"Giglio:

Fate passi piccoli,
uomo, molto piccoli
piccoli, piccoli, piccoli...

Lento, lento, lento,
é il tuo cammino
ed io non conduco le tartarughe...
ma questa volta...

Sui miei passi
sono tornato
al vostro richiamo
e su preghiera di chi comanda.

Ma io già ero giunto
alla casa di Ermione
sperando di avervi a tergo.

Le ninfe attendono
la vostra venuta
ma non possono guidarvi
e mi hanno mandato indietro
per liberarvi dalla vostra ombra.

Avete amato
il vostro desiderio a lungo navigando in un’ombra nera
ed ora il vostro tempo
si é dimezzato.

Le ninfe muoiono nel Glicine
e voi dovevate aiutarle
per le informazioni di Ermione
sulla donna che sta con Edera.

Invece siete ancora qui
e questo vostro sogno
potrebbe finire in ogni istante
e allora non avreste parlato
con la dama del sonno.

Se il crepuscolo finisse
vaghereste senza aiuto
nei nostri universi più cupi
e certo non trovereste
la dama dagli occhi chiari.

Non conosco la vostra storia
ma le dame dell’ombra
vi vogliono prigioniero
e terranno la donna con loro.

So che noi siamo
un vostro sogno
so che noi esistiamo
solo perché voi due siete qui.

Se volete un mio consiglio
andate e scappate,
pensatela morta,
poiché anche se voi
riusciste a trovarla
lei non saprebbe chi siete.

Stringete tra le dita
il miglior ricordo che avete
e non lasciatelo andare,
poi correte, tornate indietro,
poiché noi non esistiamo più,
neppure lei, io lo so.

Riattraversate lo specchio,
tornate alla vostra realtà,
avrete vita per lunghi anni,
Ermione stessa lo permetterà.

Basta, partiamo,
seguitemi e poi deciderete
se abbandonare la vostra vita
o lasciare la vostra anima."

 

 

Profumo di amnesia

 

"Perseo:

Perché parli
quando dovresti solo tacere?
avanziamo in questa tenebra,
guidami e non dare consigli
tu che credi di sapere
eppure non sai.

E neppure io so
cosa aspettarmi
da questi avvenimenti,
da queste voci,
da quest’aria così dolce.

Non vorrei dimenticare
ciò che cerco,
sicuro non tornerò solo
al di là dello specchio,
poiché la realtà sfuma
di fronte alla mancanza di lei.

Credimi messo,
la voglia di volgere
lo sguardo alla realtà é tanta
ma non credo di ricordare più
come si fa a tornare
perché il tuo mondo mi stordisce
e la sua voce mi guida.

 

Prigioniera di false verità

 

"Astra:

Ed io vago
tra questi boschi
che mormorano alle mie spalle,
immersa e persa
in questa luce spettrale.

Dove sono,
a domande inquiete
nessuna risposta,
alle mie domande,
rivolte a nessuno.

Poiché io vedo
che qui il sole
non si vede mai,
é basso sotto l’orizzonte
ma fermo, immobile.

Tremo e avanzo,
non so dove andare,
così resto ferma ed ascolto
voci di ninfe in lontananza.

Edera parla con me,
piccola dolce bimba
dalla voce di vento,
dagli occhi del colore
arcobaleno di queste cascate.

Lei dice:
‘Qualcuno ti cerca’
io penso di no, non ricordo
‘qualcuno è nei nostri boschi’
non ricordo nessuno
non ricordo nulla
se non questo nostro crepuscolo.

Sono sempre stata qui
ma non conosco questo posto
e non ricordo altro luogo
ma Edera sorride alle mie parole.

‘Non sempre
sei appartenuta al crepuscolo’
non capisco, non é vero
‘Tu eri abitante di
un mondo reale,
di luce iridescente’

Vorrei sapere,
vorrei conoscere,
chi mi sta cercando,
chi é l’uomo che sfida
Ermione per me.

‘Colui che ti cerca
rischia di perdersi
vagando nel nostro crepuscolo
poiché è abitante del reale’.

So che le ninfe
conducono i suoi passi,
incitano con voci suadenti
questo viaggiatore perduto.

Ma io non conosco la sua storia
‘lui pensa ad una donna’
non cerca me
‘dagli occhi di cielo’
non ricordo
‘lui ricorda’
ciò che vai dicendo
è polvere nel mio cuore
‘ricorda folletti scarlatti piroettanti sui muri di una casa’

Eppure lentamente danzano
nella mia mente
pulviscoli di ricordi
illuminati da luci di candele
e sento che forse, in me,
nasce tremante un ricordo.

E la mente corre,
fruga dentro cassetti
di memorie cadute
trova qualcosa,
la perde,
la cerca ancora,
la perde nuovamente.

Afferra un pensiero,
odore d’incenso,
un ricordo,
o solo suggestione.

Farfalle di cenere
nel camino spento,
parole e sentimenti
e quanto é difficile
recuperare questi momenti.

Miele tra le dita,
un uomo che osserva
e da lontano sorride
col calore di una giornata di sole.

Il mare dell’estate
e gli occhi di dolce calma,
le labbra di sale
in un mattino di sole.

Risate di rugiada,
albe di giornate lucenti
e corse sfrenate in salita,
senza fiato o senza dolore.

Immagini bloccate
nella mia mente,
ricordi che non possiedo
invenzioni, non realtà
dubbi che non riesco a placare

Le ninfe guidano un uomo
e lui porta seco
le risposte che cerco,
conoscerò la sua storia
per ricordare la mia.

‘Ti porterà via da noi’
non può, io sono di questi boschi
‘tu non sai chi sei’
io sono di queste cascate
‘tu non lo sai’
non andrò con lui.

‘Non devi ascoltare la sua voce’
devo conoscere la mia storia
‘non ti basta questa tua realtà?’
ho immagini dolci
che turbano i miei pensieri.

‘Dirà bugie, tu non credere’
crederò alla verità
‘Ti dirà che stai dormendo’
cosa stai dicendo?
‘ti dirà che puoi svegliarti’
mi fai paura, smettila.

Resterò qui con voi
‘non potresti comunque andare’
non é vero, sono libera
‘noi siamo tutti qui’
deliri della tua follia
‘prigionieri dell’ombra’

‘L’eternità ti ha destinata’
la tua pelle invecchia
‘ad un crepuscolo eterno’
la veste mi stringe
‘persa nei boschi’
la mia veste è rampicante
‘delle dame dell’ombra’

Lasciami andare via,
rami escono da ogni dove,
legano il mio corpo,
affondano le radici nella terra.

Non posso muovermi
dimmi perché lo fai,
dimmi dove mi trovo,
non andartene, ti prego.

‘Loro mi aspettano’
non puoi lasciarmi qui
‘siamo ancora amiche’
sei falsa come una vipera.

Il tuo viso é mutato,
i tuoi occhi sono spenti,
tu servi l’oscurità
di una notte senza fine.

L’edera mi soffoca,
legata a questa quercia morente,
rimarrò eternamente prigioniera
di false verità.

 

 

 

 

 

Cigno nero

"Tu, lo so,
credi che la mia voce
sia solo il canto gracchiante
di un cigno nero
ma un giorno dovrai capire,
ammettere, che la realtà
altro non è che uno specchio rotto.
Ed io la sarta, l'unica
che ancora cuce i tuoi pensieri,
la regina delle piccole cose."

 

 

Ho conosciuto una ragazza timida

 

"Camminando in giorante di primavera
ho incontrato una ragazza timida,
le ho sorriso, ha abbassato lo sguardo,
lei è il mio orgoglio,
lei è la mia pazzia,
la mia paura.

Un giorno ho fermato il passo,
mi sono seduta
a bordo di un fosso
e ho pianto per il mio cuore.

Poi è arrivato l'omino dell'arcobaleno
ed ha cancellato le mie lacrime.
Me ne sono innamorata.

Ho conosciuto tanto tempo fa
una ragazza timida,
lei era silenzio pesante,
era imbarazzo, sospiro,
un giorno quella ragazza
è fuggita nel vento,
non la vedrò più
ma la conservo dentro di me.

A qualche sorriso
forse abbasserò lo sguardo
perchè ho conosciuto una ragazza timida,
un pezzetto del puzzle della mia vita,
quello che tu,
omino dell'arcobaleno,
con delicata armonia
vai componendo per me."

 

 

Per un ragazzo che ho conosciuto

 

"Ad un ragazzo che ho conosciuto,
mai troppo bene
per non stupire ancora una volta
una mia fantasia già navigata.

Ad un ragazzo che ho amato,
che ho cordialmente odiato,
che ho stupito e spaventato
nel limite di un timido sorriso.

Chiudi gli occhi, tu,
a questa marea scomposta,
che ti chiede di partire,
di andare lontano,
tanto lontano,
troppo lontano.

La tua casa è qui,
da poco tempo,
da qualche eternità,
nel mio spirito.

Per il ragazzo che un giorno ho conosciuto,
per l'uomo che oggi mi sta davanti."

 

 

Nella mia mente, solo lì

 

"Mi sento soffocare
dalla terra scura,
sogno universi sconosciuti,
cieli immensi e piccole nubi.
Respiro pioggia
e dono pianto.
E' la sola cosa
che ancora riesco a dare."

 

 

Oblio

 

"Fermati ad ascoltare
il buio di questa stanza vuota,
vuota a parte noi
che siamo qui a respirare
polvere ed incomprensione.
Scusami, soffoco.
Questa stanza mi opprime,
questo continuo combattere,
con te che non ascolti più la mia voce.
Ti sto chiedendo solo questo.
Oblio. "

 

Un giorno

 

"Un giorno chiuderò
le porte per sempre
a questo mondo
e a queste angosce.
Un giorno il sole
tramonterà senza di me.
Dalla fiamma che si spegne
prometto a te per sempre
un arrivederci
e mai un addio. "

 

 

Amici

 

"Fitte e compatte
schiere di pioppi,
ombre sulla valle,
attesa,
sospiro,
vita. "

 

Sogno

 

"Verso un orizzonte,
tutto dipinto
con i pennelli soffici
di un dolce arcobaleno,
corre,
a volte inciampa
e si rialza,
il sole. "

 

 

Pioggia e pianto

 

"Stringi le mie mani,
ti sento scivolare via,
come tutto ciò che mi attraversa
e poi scompare.
Non parlare
ti potresti tradire,
mi potresti tradire.
Forse già l'hai fatto...
Guarda fuori.
Piove. "

 

Ascoltare un pensiero

 

"Respira notti di lune piene,
di romantiche teorie,
di spiriti caduti dalle nubi
sulla nostra vita semplicemente perfetta.

Respira odore di pianto
da narici sottili
su isole naufragate lontano,
troppo lontano da noi
che restiamo qui
a galleggiare sul vuoto
terribile e malinconico
di un passato felice.

Vicini bambini ridono
stendi un corpo non tuo,
su una spiaggia sommersa,
respira aria di altri,
chiudi gli occhi e ascolta.

Quando sentirai parlare
la tua innocenza,
sollevando le palpebre
su un pianto lieve di Ottobre
sentirai di essere anche tu
una parentesi curva dell'universo.
Un bambino. "

 

Da un’anfora greca

 

 

"Corri immobile
dipinto sulla superficie
di un'anfora greca
senza raggiungere
ciò che più brami.

Corri senza che lei fugga
poiché mai lei sparirà
poichè mai la raggiungerai.

Corre un cavaliere
inseguendo quella dama
poco distante eppure
senza muoversi mai.

Due figure da museo,
disegni eterni dell'anfora,
mai lui la raggiunge,
mai lei riesce a fuggire.
"

 

 

 

Fragole colte da boschi perduti dal poeta

 

"E la mente corre
indietro ad una notte,
lacrime cadevano dal cielo,
candele erano state accese
nella casa disabitata.

Credenze popolari
cantavano di spiriti erranti;
Noi, unici spiriti
noi, due uniche anime
in attesa in quella casa...

E la mente vede ancora
una giovane donna,
occhi di cielo,
sorrisi di perla,
capelli dell’oro autunnale.

E la mente sente
la sua pelle di stelle,
il suo respiro sottile,
le sue parole per me.

Ricordo di una notte,
di sensi resi acuti
da odore di Tigli
in fiore nei giardini.

Ricordo di battiti all’unisono
di cuore, di anima,
di fragole colte
da boschi perduti.

Odore di risate
e parole sussurrate,
celate da mura antiche
di segreti mai svelati

Fuoco nel camino,
riflessi sulle pareti
di folletti scarlatti
piroettanti sui muri

Ombre di passato
‘perduto nel crepuscolo’
gridano le voci,
perduto, é vero.

Io, avevo ogni cosa
ed ogni cosa era lei per me;
alba di un giorno che fu,
unica alba che
per un attimo illumina
quest’ora crepuscolare.

Tuoni, lampi, calore,
vetri smerigliati
in una casa abbattuta dal tempo
narrano ora la nostra storia,
ora che noi uniti
siamo qui divisi
da un mondo di ombre.

Vederla ancora,
capire,
tentare,
forse fallire,
questo é il mio destino.

Lacrime?
No, non lacrime,
di sicuro pioggia
e forse... pianto. "

 

Cancellando la vita

 

 

"L'ultimo uomo sulla terra
osserva la pioggia
battergli il palmo della mano,
cammina lungo la strada
e l'asfalto si sta squagliando
come un dipinto ad acquerello.
Sta pensando che forse
non si volterà mai,
pensa che nessuno
tornerà più qui.
"Dove?"
si domanda
quando giunge in fondo alla strada
e le sue parole corrono
amiche della pioggia.
In un istante capisce
che nessuno può
rispondergli"

 

 

Nessuno, un semplice nulla

 

"I ricordi lo percuotono
con forza bruciante,
si guarda le mani
e sono quelle stesse mani
che l'hanno lasciata andare.
Si ferma un istante,
mentre il mondo rotola,
a conversare col tempo
e gli chiede senza più parole
perchè mai,
quando cala la notte,
è proprio lei ad allontanarsi
sparendo con l'ultima stella."

 

 

Maratona

 

"Buio e silente pace.
E fulmineo fende l'aria
rumore d'armi;
odore di sangue.
Ancora si combatte nella piana deserta.
A Maratona echeggiano sorde
le grida degli Achei nella nebbia,
deformate dal vento.
Un lampo illumina scene di guerra:
corpi ammassati e spettri guerrieri,
lame insanguinate e cavalli neri.

Torna l'alba,
la luce
e una pioggia fredda.
Torna il silenzio ed il vento si placa."

 

 

 

…e sorride

 

"Vivi,
ed intanto gli astri si muovono,
l'universo si nutre d'immenso
e forse qualcuno,
proprio ora,
proprio sopra di noi,
scruta;
osserva la nostra fragilità
da un osservatorio infinito....
...e sorride."

 

 

 

…è solo nebbia

 

"Questa sera,
attraverso la nebbia,
due ombre stanno danzando.

Se tendi l'orecchio puoi sentirle,
loro danzano per la vita,
eppure sono solo ombre.

Un'elegìa pronunciata sottovoce,
la musica di un piano,
lontana e dolce.

Per sentirle chiudi gli occhi,
guardale danzare insieme,
nella nebbia.

Solo questa sera
fermati ad ascoltare,
il silenzio ti dirà ciò che vuoi sentire. "

 

 

 

Crepuscoli di cotone

 

 

"Ninfe:

Aperta sarà sempre una porta
a colui che cerca.
Al sognatore sorrideremo;
nella sua mente verranno
schiuse rose di pensieri
coi petali un poco
usurati dal tempo.

Il nostro respiro é profumo
di antichi ricordi,
Profumo di petali bagnati
da lacrime di diamante,
di mattine dolci e limpide,
per creare sorrisi
incastonati su gemme
sincere, che guideranno
soavi il tuo cammino.

Segui il nostro Giglio
con passo lieto e lieve,
se il tuo volere é ascoltare
la nostra voce,
sulla quale posa ancora
la più fine polvere
della tua essenza.

Prigioniere siamo ora
del glicine che abbraccia
le nostre vesti purpuree,
il suo profumo irretisce i sensi
ed il suo riso contagia
anche le menti più serrate.

Torna alla nostra casa,
il tuo tempo finisce
e la strada é insidiosa
ma se la tua volontà é salda
giungerai alla nostra porta.


Chiedi allora di Ermione,
lei é sempre là
a disegnare sogni
e chimere di luce crepuscolare,
i suoi movimenti
incantano gli sprovveduti, portandoli a perdizione.

Lasciati ammaliare
dalla sua presenza,
nella misura in cui sarai
sicuro di non perdere
la tua anima.
I suoi occhi squagliano
il quarzo e le sue labbra
mordono la tua mente
poiché lei é signora del sonno.

Dalle in pegno un nuovo
sogno da dipingere,
ti parlerà
in un idioma sconosciuto
alle tue orecchie umane
ma parlerà di una donna,
di colei che vai cercando
con così tanto affanno.

Breve é l’ombra del crepuscolo,
così breve sarà la tua visita,
saremo il tuo respiro
in questa terra di piume,
saremo guida al tuo cammino.

Tu sei viaggiatore
in terre sconosciute
dove il tempo più non
chiede il suo tributo,
qui sei solo pulviscolo di sole
e macchia d’ombra.

Cupa la notte si avvicina,
sfiora ora le cime dei tigli,
cade tra i rami
cola sulle foglie
e segna la tua perdizione
tra le nostre ombre.

Attento alla fine del giorno,
affinché il viaggio non sia eterno
il tuo sguardo dovrà volgere
al reale prima di notte."

 

 

Ombre

"Silenzio.
Pace non troverai
tra la bruma del mattino,
in questo luogo
ove tempo più non é padrone,
qui sei giunto, spirito errante,
cosa vai cercando?

Latte le tue ossa,
cibo le tue carni
ed ora osservi silente
apparizioni celesti.
Intrappolato con noi,
anime vagabonde,
pace più non vuoi,
pace più non brami.

Rumore.
Di niente,
sentito, mai ascoltato,
un nulla tra le tue dita,
angoscia del tempo che brucia.

Cadi dolce, con le foglie d'autunno;
Muori lento, compagno dell'inverno;
Rinasci a primavera, con germogli di speranza;
un giorno troverai nell'estate il tuo sonno.

Ascolta.
Non tremare.
Vento dall'oceano
scandisce il ritmo
della sua melodia.
Questa è la tua pace.

Odi finalmente?"

 

 

The last man

 

"The last man on the world
is walking on the street,
he doesn't know
he is going to die.

But he turns his head
and he thinks
he will never
come back again."

 

Racconto

Anna e la vita

Mi chiamo Anna.

Anna e basta, è inutile che voi vi intestardiate a chiedere il mio cognome e ripetiate sospirando che ogni povero cristiano ce l'ha: io no.

Tutto questo è molto triste, lo so anch'io ma non posso farci niente e forse è proprio per questo che sono qui.

Non ho mai saputo chi sono e non ho intenzione di perdere tempo a chiedermelo ora o a domandarmi cosa ne sarà di me.

Devo solo sporgermi un po' di più, solo un passo e non mi dovrò preoccupare più di niente.

Assolutamente niente.

Uno, due, tre... e poi il salto.

Il leggero senso di vertigine, percepire il vuoto incolmabile sotto di me, precipitare.

Senza pensare a niente e come ultima dolorosa sensazione l'impatto con l'acqua gelida del fiume.

Avrei potuto scegliere il duro asfalto ma credo che mi faccia troppa impressione sentire la gravità che mi schiaccia come una formica sul terreno; probabilmente sarebbe stato anche molto più doloroso!

Ora però considero che annegare sarà molto angosciante: soprattutto quando l'acqua impedirà l'ingresso dell'aria nei miei polmoni e cercherò di sopravvivere anche se ora voglio morire.

Comunque ora sono qui, in piedi su questa ringhiera instabile, e non cambierò idea!

Tuttavia rifletto ancora stupidamente sul passo che sto per compiere.

E' così semplice... forse troppo.

Mi sento trascinare dal rumore dell'acqua che scorre proprio sotto di me, è così dolce la sua musica, così lieve ed elegante il suo incedere!

Così facile morire.

 

Una lacrima compare nell'angolo dell'occhio destro della ragazza e Anna comincia a tremare un poco sotto il vento pungente di Novembre.

Allunga incerta un piede oltre il parapetto, rischia di perdere l'equilibrio e lo riappoggia velocemente.

 

Ho paura!

Non del dolore, sarebbe niente in confronto a quello che mi sta rodendo dentro.

Ho paura dell'ignoto, del nulla, di quello che potrei trovare dopo la morte.

Anzi, forse ho più paura di non trovarvi niente, che il paradiso, o come vogliate chiamarlo, non sia altro che una vana elucubrazione della mente umana per sentirsi immortale e per sperare in un posto migliore dove affrontare l'eternità.

Eternità.

Che parola impegnativa e spaventosa!

E se davvero fossimo destinati all'eternità? Se qualcosa esistesse veramente ed io non fossi più abilitata a raggiungerla perchè ho rinunciato vigliaccamente alla mia vita?

Annullerei la mia personalità.

Il mio essere.

Ma a chi importa in fondo se mancherò all'appello con l'Infinito? Chi si curerà della mia assenza o chi biasimerà la mia decisione?

 

Anna chiude i suoi grandi occhi chiari per un istante e sospira.

Li riapre e vede il riflesso dorato del pallido sole invernale sull'acqua verdastra del fiume.

La lacrima che era rimasta in equilibrio sulla palpebra inferiore della ragazza scivola furtiva fuori dall'occhio e si lancia nel fiume.

 

Dovrei imitarla.

Quella piccola gocciolina si è lanciata senza paura verso il buio pur sapendo che in quel grande fiume si perderà per sempre.

Non voglio limitarmi ad essere una piccola ed insignificante lacrima in un grande fiume fangoso, perchè devo cedere al dolore ed alla disperazione?

Voglio essere me stessa finchè ci riesco e affrontare la morte quando sarà il momento.

 

Anna salta.

Nessun impatto con l'acqua.

Si volta e salta; non nel fiume, scavalca la ringhiera e atterra sul legno saldo del ponte.

 

Quell'acqua rimarrà sempre li e se un giorno dovessi cambiare idea posso sempre tornare qui e saltare; sarà certo pronta ad accogliermi come poteva fare oggi.

Posso farlo ma non lo farò!

Non potrò mai esserne sicura, non mi resta che vivere e decidere se ne vale davvero la pena.

In caso contrario il fiume continua comunque a scorrere sotto di me.

La morte arriverà anche da sola.

 

La ragazza rabbrividisce di fronte a questo pensiero, alza lo sguardo al cielo, sorride e si sente per la prima volta veramente libera.

Anna è pallida, trema e questa volta è la paura a farla tremare, non il vento.

La divora un lento e doloroso male.

Anna è rannicchiata sul bordo del ponte, soffre, trema e forse sta anche piangendo; non è più padrona neppure del suo corpo ma è ancora viva e lo sente.

Sa di essere stata coraggiosa ma questo pensiero non la consola e non allevia il dolore.

 

Cala la notte e nel buio Anna si stringe le gambe al petto e ascolta il silenzio.

Sente che da quando ha deciso di scendere dal ponte non è più sola.

Non può percepire la presenza di una persona fisica accanto a lei, è una sensazione più incerta e vaga.

Nonostante il dolore e l'incertezza è sicura che qualcuno sarà con lei quando arriverà la notte, quella veramente profonda.

Qualcuno mandato per stringerle dolcemente la mano e condurla verso una nuova e sconosciuta luce.

inizio


Poesie

...e sorride.

 

Vivi,

ed intanto gli astri si muovono,

l'universo si nutre d'immenso

e forse qualcuno,

proprio ora,

proprio sopra di noi,

scruta;

osserva la nostra fragilità

da un osservatorio infinito....

...e sorride.

Fede

 

27 dicembre 2000

 

 

E' solo nebbia

 

Questa sera,

attraverso la nebbia,

due ombre stanno danzando.

 

Se tendi l'orecchio puoi sentirle,

loro danzano per la vita,

eppure sono solo ombre.

 

Un'elegìa pronunciata sottovoce,

la musica di un piano,

lontana e dolce.

 

Per sentirle chiudi gli occhi,

guardale danzare insieme,

nella nebbia.

 

Solo questa sera

fermati ad ascoltare,

il silenzio ti dirà ciò che vuoi sentire.

Fede

 

27 dicembre 2000

inizio

 


 

LETTERA APERTA AL SINDACO DI BOLOGNA

 

Egregio signor Sindaco,

ieri ho compiuto 16 anni e in America sarei maggiorenne; nonostante questo non avrei votato per Lei per due sostanziali motivi: 1) abito a San Lazzaro, anche se passo, tra scuola e amicizie, a Bologna la maggior parte del mio tempo; 2) mio padre, se avesse vinto le primarie con Silvia, sarebbe stato suo temibile avversario (scusi la modestia).

La maggioranza dei bolognesi però l'ha scelta come primo cittadino e Lei rappresenta tutta la città.

Oggi la Sinistra giovanile, che a dire la verità non so bene chi rappresenti, ha organizzato un sit-in in Piazza Aldrovandi contro la riapertura del centro storico, al quale avrei partecipato volentieri se la maggior parte dei miei compagni avesse aderito all'iniziativa.

Ma quasi tutti stanno con 'Guazza' e questo, a mio parere, anche se probabilmente le farà piacere, la riempie di pesanti responsabilità.

Sono pochi i giovani che si preoccupano dell'ambiente e del futuro della propria città, io mi classifico tra i meno sensibili, ma oggi mi delude l'indifferenza che ci circonda e non si tratta certo di differenze politiche in quanto sono relativamente pochi i ragazzi che s'interrogano su questo termine fuori dai libri di storia.

Ma tornando al motivo della lettera sono convinta che la disfatta della sinistra alle elezioni di giugno sia dovuta all'incapacità di comunicare con i cittadini però trovo che anche l'ambiguità nei comportamenti sia altrettanto grave; dichiarare infatti che il centro storico di Bologna non sarà riaperto, che verranno rivisti i permessi e allo stesso tempo lasciare che, attraverso i mezzi di comunicazione e la scarsità dei controlli, passi in modo strisciante il messaggio della riapertura, è un esempio di 'vecchia politica' che Lei ha addebitato in campagna elettorale ai suoi avversari.

Dia messaggi chiari. Se ritiene che l'aumento del traffico sia utile a rivitalizzare il centro, a ridurre la delinquenza senza aumentare l'inquinamento, lo dica!

In caso contrario faccia rispettare i divieti, faccia vedere i vigili alle porte, in attesa che entri in funzione Sirio.

Gli autobus, che molti giovani usano, potranno così scorrere più veloci ed efficienti e mi creda se Le dico che da qualche mese arrivare in centro dalla via Emilia è diventata un'impresa. Se il centro verrà effettivamente aperto sarà la paralisi totale.

Queste sono comunque solo mie idee, al Sindaco di Bologna chiedo chiarezza!

Distinti saluti.

 

27 ottobre 1999 Federica Cevenini

 

Quando tutto dorme

 

E' l'autunno delle foglie che cadono; della terra nera nascosta da tappeti di morte.

E' l'autunno dei pensieri concitati che appannano i vetri ricalcando immagini; sorrisi tracciati da dita infantili, in una primavera ormai troppo lontana.

Un'apparizione spia da una finestra buia l'incedere maestoso della luce spettrale, capelli d'argento le incorniciano il volto ed occhi perduti fissano ciò che non mi è ancora permesso di vedere.

Le darei tutto quello che vuole se mi lasciasse in pace, come sempre sola, nella malinconia che ha invaso la mia vita.

Invece quando mi addormento lei è lì e quando mi sveglio è ancora lì, ad osservarmi dalla finestra di quella casa abbandonata.

 

Tu sai che non starebbe lì notte e giorno a ricordarmi i miei sbagli se ci fossi ancora tu a farlo.

A volte, quando tutto dorme, parlo con lei. Le chiedo sempre come si trova nella sua nuova casa, lei mi sorride (mi sorride, capisci?), questo significa che mi ha perdonato per averle fatto del male, e abbassa gli occhi; allora io le parlo di te e di quanto l'hai amata, le dico quanto ti manca e le racconto di come mi hai lasciata sola a combattere contro tutti questi fantasmi.

Spesso mi prende la mano e mi chiede piangendo perchè non le volevo più bene.

Non hai visto com'è bella ora, si cresce anche durante l'autunno, quando tutto dorme, lei, lo sai, vive in questa stagione.

Io le ripeto spesso che l'ho fatto perchè lo voleva la

 

 

 

signora vestita di celeste.

Lei vorrebbe che corressimo insieme ma io non posso più, questa mia nuova casa ha sbarre alle finestre

e gente strana all'interno, di notte urlano, cantano,

dicono frasi incomprensibili in lingue sconosciute. Non riesco a capire perchè tu mi abbia portata qui e odio le tue visite brevi, non mi guardi più negli occhi da tanto tempo che non ne conosci neppure il colore, parli poco e mi guardi come se fossi cattiva.

Sai che non è così.

 

E' stata la donna dai capelli d'argento a porgermi il coltello, proprio lei sorridendo mi ha detto che la mia bambina voleva andare e che quello era l'unico modo.

La sua mano decisa ha guidato la mia che tremava, le sue parole mi hanno dato coraggio quando ho visto il sangue.

Tu mi gridavi di chiamare aiuto senza capire che doveva succedere, senza vedere la donna dagli occhi freddi che ci stava accanto; tu non hai mai compreso che nostra figlia voleva vivere l'autunno.

 

L'ultima volta che sei venuto a trovarmi non abbiamo parlato, sono stanca di ripeterti che ho fatto la scelta giusta e sono stanca di vederti piangere per me e per lei. Dirti che mi manca la tua voce è una cosa inutile, non posso raccontarti della signora nella casa diroccata di fronte alla mia finestra, non posso più parlarti delle sue visite perchè mi guarderesti con tristezza e te ne andresti senza dire una parola.

L'altro giorno la signora dai capelli d'argento danzava sulle nubi, trasportata dalle foglie cadute.

Io stavo in questo piccolo spiazzo che chiamano

 

 

 

giardino e lei mi si è avvicinata con quegli occhi

immobili e tra le mani teneva ancora quel coltello.

Questa volta è venuta per me, vogliono che corra anche io nell'autunno, là dove tutto dorme.

Un giorno capirai.

 

Lei mi sta aspettando, le dirò che non intendevi tradire la sua fiducia, le dirò che non riesci a comprendere il grande disegno che la signora ha in serbo per noi.

Non pensavo di perdere così tanto sangue, ho sporcato il tappeto ed il vestito bianco; la signora guida anche questa volta la mia mano che impugna il coltello.

Lo so che pensi che sia una pazza ma le cose che vedo sono reali come reale è il dolore che sento e la mano decisa che spinge la lama verso il mio cuore.

 

Aspetta l'autunno delle foglie che cadono, un giorno vedrai una signora vestita di celeste, con occhi freddi ed oscuri, ti consegnerà un coltello, tu saprai cosa fare.

 

Conosci il colore dell'autunno?

Io lo sento dentro di me, la mia anima è un misto di foglie e terra, niente di più. Penso che quest'autunno non finirà mai.

In questa luce strana, quasi immobile, sembra che il respiro del mondo sia sospeso ed io sto pensando che vorrei morire in autunno, quando tutto dorme.

6 gennaio 2002 Federica Cevenini

 

 

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