PILLOLE
(notizie in poche parole)
(Er) elezioni bologna. Lista ds: donne,
non iscritti e movimenti
I
36 nomi proposti dalla segreteria provinciale
----------------------------------------------------------------- (dire) -
bologna- la quercia fa i nomi. Oggi, la segreteria provinciale dei ds di bologna
ha deciso le prime 36 candidature per il consiglio comunale, in vista del voto
di giugno, su un totale di 46 nomi. La lista sarà infatti completata da qui al
2 marzo, quando si riunirà la direzione provinciale del partito.
Nel frattempo, i nomi usciti oggi saranno alla base della proposta che la
segreteria porterà nelle assemblee delle unioni di quartiere, che si riuniranno
a partire dalla prossima settimana. Oggi, sui 36 nomi si è registrata
l'unanimità della segreteria, dove pure sono rappresentate tutte le componenti
interne (il correntone, l'area liberal che fa riferimento a morando e la
maggioranza). La rosa dei prescelti, del resto, vede un'ampia presenza di
esponenti di associazioni e movimenti, di donne e di professionisti non iscritti
al partito. Così come è stata scelta la strada del rinnovamento: sui 10
consiglieri uscenti ne vengono confermati 4.
Dei 36 candidati, 19 sono le donne e 17 gli uomini. Tra i nomi scelti dalla
segreteria ds, 16 provengono dal mondo delle associazioni, dei movimenti e dei
comitati di cittadini.
Questi i nomi proposti. Quattro i consiglieri comunali uscenti riconfermati: il
capogruppo davide ferrari (area berlinguer); il vicecapogruppo claudio merighi;
siriana suprani e il presidente dell'arcigay sergio lo giudice.
La società civile vede schierati benedetto zacchiroli (girotondino e fondatore
del "gruppo 2 febbraio"); gino santi (presidente della uisp); angelo
mareschini (vicepresidente dell'asppi); alessandro castellari (presidente
dell'associazione "italo calvino"); giovanni morigi (presidente
onorario della cna); wilma cavallazzi (presidente anfass); nadia cortesi cavina
(presidente dell'università "primo levi"); rosa alberti (della casa
delle donne per non subire violenza); isabella fabbri (del comitato cittadino
"orti di via orfeo"); silvia ferraro (del comitato dei commercianti
"contrada delle torri e delle acque").
(Dire)
- bologna- sei i professionisti non iscritti ai ds che la segreteria provinciale
dei ds vorrebbe in lista: renata cinotti (medico della ausl di bologna, vicina
al mondo cattolico); lea boschetti (direttore generale del settore ambiente
della regione emilia-romagna); lucia cucciarelli (responsabile area innovazione
dell'irre, si occupa di sistemi educativi in europa); corrado melega (ginecologo
all'ospedale maggiore di bologna); silvia montevecchi (professionista che si
occupa di cooperazione internazionale); camilla giunti (dottoranda in lettere
all'istituto di italianistica dell'università di bologna).
Otto le nuove proposte che in caso di vittoria farebbero il loro primo ingresso
a palazzo d'accursio: il capolista salvatore caronna, segretario provinciale dei
ds di bologna; virginio merola (coordinatore cittadino del partito, nonchè
presidente uscente del quartiere savena); emilio lonardo (area morando); paolo
serra (correntone); leonardo barcelò (professionista di origini cilene che si
occupa di problemi legati all'immigrazione); giuseppe pinelli (primario
all'ospedale bellaria di bologna); francesco critelli (studente universitario
indicato dalla sinistra giovanile); marco lombardelli (membro della segreteria
ds).
Tra le donne in lista, giuseppina muzzarelli (docente universitaria,
medievalista); rosanna zecchi (presidente dell'associazione dei familiari delle
vittime della uno bianca); donata lenzi (assessore provinciale uscente); elisa
danielli (segretaria della sezione "galanti-busi"); elisabetta calari
(alterccop); matilde madrid (professionista che organizza eventi culturali per i
giovani); milena naldi (area berlinguer) e luisa lama (indicata dal correntone,
ex dirigente regionale e sorella dell'ex segretario della cgil luciano lama).
(Ros/ dire)
(Er) elezioni bologna. Provincia,
lista ds: i primi 22 nomi
La Francia, patria di libertà e democrazia da cui sono partiti allarmi e preoccupazioni per il governo Berlusconi, sceglie Le Pen per il ballottaggio contro il canidato della destra liberale. La gloriosa gauche erede di Mitterand subisce l'onta di essere fuori e di doversi aggrappare a Chirac per evitare la deriva xenofoba. I primi sondaggi confermano che il voto a Le Pen arriva per almeno il 30% dai lavoratori ed il primo motivo è la richiesta di maggior sicurezza.
Naturalmente il disastro, come avviene in Italia, è frutto della grande divisione nella sinistra, ma sarebbe semplicistico limitarlo a questo.
Tra un girotondo e l'altro dovremmo riflettere su questa uggiosa primavera francese.
Maurizio Cevenini
CCD CDU DE = UDC Questa è la formula magica che porterà i mini partiti di Follini, Buttiglione e D'Antoni a unirsi.
Ci guadagna quel furbo di Buttiglione, perchè la nuova sigla è l'inversione della sua
Garagnani: avvelena il clima come le polveri fini
Il dibattito politico nella nostra città è fin troppo acceso sui temi amministrativi -ambiente, grandi infrastrutture, spazi di partecipazione- da non aver bisogno della seconda puntata del telefono spia.
Forza Italia e Garagnani sanno bene quanto personalmente abbia lavorato per fare in modo che il caso si stemperasse, nell'interesse di tutti, quando fu attivata l'iniziativa. Adesso credo che l'onorevole Garagnani, facendo della battaglia contro le scuole bolognesi ed i suoi organismi regolarmente eletti il suo principale obiettivo contro la città, stia abusando, sul piano politico, degli spazi del Comune di Bologna. In quale clima i ragazzi e gli insegnanti di quasi tutti gli istituti della città si trovano a lavorare sotto questo martellamento costante, nella fase più delicata dell'anno scolastico?
Comprendo perfettamente che in campo vi sia un tema straordinariamente delicato ed importante come il rapporto fra scuola pubblica e scuola privata, ma Gargnani usa armi improprie alimentando un clima di scontro che ha già dato i suoi risultati nei mesi scorsi. Se altri non lo fanno, mi sento di richiamare il consigliere comunale Garagnani ad un maggior rispetto delle regole, non scritte, della moderazione e del rispetto del lavoro e dell'attività degli altri, in particolare se si tratta di istituzioni con una propria autonomia. Bastano le polveri per avvelenare il clima in città, se si aggiunge Garagnani…
Bologna, 25 gennaio 2002
Maurizio Cevenini
In queste ore un grande Paese, l'Argentina, sta decidendo misure straordinarie con il quarto capo del governo in una settimana, l'Italia licenzia dopo soli sei mesi il suo Ministro più prestigioso. L'Europa e il mondo guardano questi due Paesi con grande preoccupazione.
Quando Cristina mi propose, esattamente un anno fa, di costruire un mio sito ebbi molte perplessità.
Le principali erano legate alla continuità, alla "linea editoriale" e non ultimo la sovraesposizione che da più parti mi viene contestata. Le ho superate ed è passato un anno.
Prima di scrivere queste righe ho scorso il sito e mi sono accorto di quante cose contiene scritte o riportate solo in quest’anno, senza contare quanto è stato recuperato dagli anni precedenti. Si passa con grande disinvoltura da argomenti leggeri a fatti molto più grandi di me.
Ma c’è molta sincerità e naturalezza in queste pagine, accompagnata ad una certa coerenza. Me le faccio e me le dico, ma anche questo è il bello del gioco.
A tutti voi che passate assiduamente o per caso in questo sito, critici o benevoli, un ringraziamento di cuore e l’augurio per un radioso 2002.
Bologna, 1 gennaio 2002 Maurizio Cevenini
22/12/2001 ore 17: AUGURI SOTTO L'ULIVO in via Murri 99
Uniti, superando le mozioni
In queste settimane si sono svolti i congressi delle due Unità di Base, Colli-Galvani e Murri, del quartiere S. Stefano. Complessivamente hanno partecipato quasi duecento compagni, ben oltre il 20% degli iscritti con quarantadue interventi. Sono state occasioni di discussione seria e serena che ha visto, come principale tema sottolineato da tutti, l’unità del Partito. Questo ha portato, in entrambi i congressi, a forzare una assurda norma congressuale che prevede la composizione dei comitati di sezione in modo proporzionale ai voti sulle mozioni. Come ebbi occasione di scrivere nella mia lettera di critica a questo tipo di congresso (che potete trovare in altra parte del sito) questa norma, forse corretta a livello nazionale, sarebbe risultata paradossale e gravida di conseguenze negative in sede locale.
Ciò si sarebbe puntualmente verificato nel nostro quartiere alla luce dei risultati sulle mozioni. La mozione Fassino ha sfiorato il 75% dei voti conquistando sette degli otto delegati a disposizione.
Se non avesse prevalso il buon senso molti compagni attivi delle due sezioni sarebbero stati esclusi dai direttivi con gravi conseguenze per l’operatività delle sezioni.
Ho fortemente voluto, assieme a molti altri compagni, questa soluzione che deve essere letta come volontà da parte di chi ha avuto una maggioranza netta nei congressi del nostro quartiere, di avere un partito unito per le grandi battaglie che ci attendono, prima tra tutte la vittoria dell’Ulivo a Bologna.
Chi sarà chiamato, dopo il congresso nazionale, a guidare il Partito nel quartiere S. Stefano dovrà essere garante di questa unità utilizzando il contributo prezioso di tutti i compagni.
Bologna, 27 ottobre 2001
Maurizio Cevenini
Quando in settembre, assieme al Ciccio e a tanti che sottoscrissero l’appello per Bersani, segnalai la mia volontà di non aderire a nessuna mozione per la delusione nei confronti di una forma di congresso che tendeva a irrigidirsi nella gabbia delle correnti, non avrei mai pensato che da Zani, Imbeni e altri partisse una iniziativa analoga. Ho apprezzato il basso profilo con cui, sia il segretario provinciale che quello regionale, hanno affrontato il dibattito congressuale senza i tradizionali richiami.
Non mi interessano le forme, né tanto meno rivendicazioni di primogenitura, ciò che conta è che il loro appello, che condivido in gran parte, è stata una spallata decisa alla deriva correntizia.
Sono convintissimo che l’irritazione per la creazione di tre inutili sotto partiti sia diffusissima tra gli iscritti ma soprattutto tra gli elettori dei DS, se possibile in modo ancora più forte dopo il terribile 11 settembre. Un Partito al 16% non può che essere componente di una forza più vasta, l’Ulivo, che deve rilanciarsi a Bologna e in Italia. Oggi mi pare che Piero Fassino abbia risposto a questo appello in modo chiaro e netto. Per questo motivo, non avendo altro mezzo, per esprimere la preferenza su un segretario, assieme al Ciccio, nella nostra piccola sezione sui Colli abbiamo votato per Fassino, segretario di tutti i DS. Non è la scelta di una mozione rispetto ad un'altra anche perché continuo a sostenere che solo la sintesi dei tre illeggibili documenti potrebbe essere una giusta piattaforma per un partito che vuole rigenerarsi. Mi auguro che, come avviene tra chi lavora nelle sezioni, le correnti restino un episodio momentaneo di questo deludente momento politico.
Il primo impegno dopo il congresso, che, vista la drammatica situazione internazionale prima si conclude meglio è, dovrà essere dedicato alla modifica di uno statuto che, blindando mozioni e candidati, impedisce il confronto e sta riducendo i congressi locali ad una conta inadeguata alle esigenze di rilancio per il centro sinistra. Il mio pensiero va all’Ulivo che nel laboratorio bolognese deve rinascere in fretta per battere Guazzaloca e la destra. Pensare all’autosufficienza di una sinistra dura e pura che ricomincia a protestare e dire no su tutto è il più grave errore che potremmo compiere.
Bologna, 25 ottobre
2001
Maurizio Cevenini
Congresso
D’Alema ha chiuso con un discorso condivisibile la Festa nazionale di Reggio Emilia.
Sotto la pioggia battente migliaia di militanti erano raccolti attorno ad uno striscione che chiedeva un Partito forte e unito. Molti di loro non comprendono il significato di tre mozioni simili che impongono di dividersi su tre nomi.
Candidato del centro sinistra: solo con l’Ulivo si vince
E’ importante che il centro sinistra cominci a preparare la lunga marcia verso il 2004 e sono convinto che il candidato da contrapporre a Giorgio Guazzaloca vada individuato con grande anticipo, per permettergli di attrezzarsi al confronto partendo dalla cosa più importante: il contatto diretto con i bolognesi. Ma prima di tutto deve crescere la coesione nell’Ulivo che tutte le volte che si è presentato compatto ha vinto.
I bolognesi devono sapere che si contrapporranno il centro destra ed il centro sinistra guidati dai rispettivi candidati, senza ambiguità e scorciatoie.
Entro l’anno si chiuderà la vicenda del congresso DS che resta un partito vitale ed indispensabile per l’intera coalizione.
Nel prossimo futuro quindi ogni nostra azione dovrà essere finalizzata a costruire il programma di governo della città, da contrapporre alle azioni deludenti dell’attuale maggioranza.
Anche sulla scelta del candidato dovrà prevalere, in tutti, la consapevolezza che da Bologna può ripartire la riscossa dell’Ulivo. Questo è l’obiettivo principale che renderà più forte il candidato da individuare insieme.
Maurizio Cevenini
Bologna, 15 settembre 2001
Una sfida fuori dal Comune
E’ innegabile che lo scopo principale della nascita, ormai sei anni fa, di una squadra di calcio di consiglieri comunale, fosse legato alla voglia di giocare a pallone e tutte le sane e nobili motivazioni di contorno rappresentano una subordinata alla vera motivazione.
Ma quando capita che la nostra squadra si trova ad affrontare una selezione degli Utenti dei Centri di salute mentale di tutta la regione, come è avvenuto martedì scorso all’Arcoveggio, scatta un moto di soddisfazione per aver fatto qualcosa di utile.
Erano più di cinquanta i giocatori dell’ "altra squadra" che si sono alternati contro di noi.
Hanno voluto una partita vera e ogni gruppo, contrassegnato da diverso colore di maglia, si era preparato con cura e professionalità dimostrando che si può, si deve uscire; hanno incassato una valanga di gol ma hanno gioito quando uno di loro, su rigore, ha segnato la rete più bella.
Rifaremo questa partita, ci ha fatto bene, fuori da ogni ironia.
ORE 10,25: QUANDO PREVALE IL BUON SENSO
La saggia decisione delle FS di accogliere l’invito del Presidente Bolognesi di fermare le lancette dell’orologio della stazione, supportato dall’ampia reazione di cittadini e istituzioni, dimostra che quando prevale il buon senso tutto è fattibile in tempi brevi.
Se si fosse ragionato solo in termini burocratici o attraverso lo scontro tra fazioni politiche, ogni decisione sarebbe stata rinviata per chissà quanto tempo.
Questo atto, dall’alto valore simbolico, può rappresentare una lezione per i troppi tatticismi e posizionamenti che contraddistinguono le scelte di governo a tutti i livelli.
La ferma volontà e la convinzione di interpretare i sentimenti dei cittadini supera la barriera della burocrazia che troppo spesso viene alzata come pretesto a decisioni sbagliate o inopportune.
Bologna 22 agosto 2001
Maurizio Cevenini
Stazione: orologio fermo o collocato nella Piazza
Ritengo che la riattivazione dell’orologio della stazione, simbolico ricordo dell’attentato, sia frutto di una scelta burocratica scarsamente ponderata.
C’è la possibilità di rimediare immediatamente senza innescare l’ennesima polemica in un momento particolarmente difficile per il Paese.
E’ vero che solo da cinque anni l’orologio era definitivamente fermo ma, anche se tardiva, fu una buona idea di grande significato.
Come ha già detto il Presidente Bolognesi si può ovviare a qualche disagio per disguidi orari, con indicazioni precise che richiamino il 2 agosto 80 e in alternativa se le Ferrovie dello Stato, da cui dipende la scelta, non cambiassero idea il Consiglio Comunale a settembre potrebbe chiedere di sostituire o togliere l’orologio da quella posizione e collocarlo nel piazzale Medaglie D’Oro a ricordo permanente della strage al pari della lapide nella sala d’attesa.
Bologna, 17 agosto 2001
Maurizio Cevenini
1/08/2001 AGOSTO
Agosto è il tradizionale mese dedicato alle ferie. Il sito, pur non andando in ferie, subirà un forte rallentamento. Non ci saranno le rubriche fisse Tribuna ed Obiettivo su Bologna, che riprenderanno a fine mese.
Per chi segue la squadra di calcio invece i prossimi appuntamenti saranno il 7 agosto a Sestola contro la rappresentativa locale e il 17 agosto a Monghidoro.
Maurizio Cevenini
2 agosto: solo lo striscione dei familiari
Come tutti gli anni, ventuno ormai, la manifestazione del 2 agosto deve caratterizzarsi per il grande rispetto per i familiari delle vittime che non hanno ancora ottenuto piena giustizia nell’accertamento della verità.
Tutti i partecipanti devono essere uniti solo da questo scopo ed è importante che anche i giovani che si riconoscono nel social forum siano presenti.
Pur comprendendo l’amarezza per i gravissimi fatti di Genova, però, non ritengo giusto collegare simbolicamente in uno striscione, i drammatici momenti delle stragi del ’69 e dell’80 con quanto è avvenuto a Genova. Sarebbe più opportuno che l’unico striscione unificante del corteo fosse quello dell’Associazione delle vittime.
Bologna, 1 agosto 2001
Maurizio Cevenini
18 luglio 2001
Lotta o governo?
4/07/2001
Era responsabile di partito, ora non più . L'ho rincontrato dopo due anni: stava imparando a giocare a tennis e sorrideva.
30/06/2001
E' nato il primo Bar dell'Ulivo: quale poteva essere, se non il Bar Ciccio? Quello delle raccolte di firme per "La tua collina", per Bersani segretario... L'indirizzo è via S.Mamolo 128 www.ciccioweb.it Chi è il Ciccio? VAI A VEDERE
27/06/2001
1) A Novembre il congresso dei DS: dopo la chiarezza del dibattito in Direzione, ora so con chi stare...(anonimo)
2) 27 giugno 2001, ricordo delle vittime di Ustica
3) 27 giugno 1999-2001. Due anni di Guazzaloca. Due opzioni per la serata: festa ai giardini Margherita, triangolare di calcio e grigliata di pesce a Gatteo Mare.
4) 27 giugno 2001 ore 17 lunga telefonata con Silvia Bartolini.
27/06/2001
1) A Novembre il congresso dei DS: dopo la chiarezza del dibattito in Direzione, ora so con chi stare...(anonimo)
2) 27 giugno 2001, ricordo delle vittime di Ustica
3) 27 giugno 1999-2001. Due anni di Guazzaloca. Due opzioni per la serata: festa ai giardini Margherita, triangolare di calcio e grigliata di pesce a Gatteo Mare.
4) 27 giugno 2001 ore 17 lunga telefonata con Silvia Bartolini.
18/06/2001
1) Il Ministro Bossi ha giurato da Padano, non è un Ministro Italiano
2) La barzelletta : Di Pietro vuole fare un accordo con l'Ulivo per l'opposizione
3) Il segretario DS: tutti i dirigenti invitano la base ad un congresso sereno evitando di anticipare i nomi rispetto al dibattito sui contenuti. Bacchettata quindi al Ciccio che imperterrito raccoglie firme per Bersani. E' forse per questo motivo che D'Alema candida Fassino, Folena candida Cofferati, Grandi candida Bassolino, mia zia la Melandri....
Manca solo l'allenatore.
La punizione.
Valerio Carrara, unico senatore eletto nella lista Di Pietro,
passa al gruppo di Forza Italia.
Caro Di Pietro è la più bella punizione per una lungimirante scelta politica.
31 maggio 2001
"(Berlusconi)....ha venduto un maiale fatto tutto di prosciutti, ma non è così"- P.Luigi Bersani, da "Il Sole 24 Ore" del 16/5/2001