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NOTIZIE VISTE DA MAURIZIO CEVENINI
CEVENINI (DS): L'UNICA AMMINISTRAZIONE CHE HA PATROCINATO LA BAND ----------------------------------------------------------------- (DIRE)- BOLOGNA- INVITANDO IL GRUPPO "DER BLUTARSCH" AL CONCERTO DI VENERDI' SCORSO IN PIAZZA SAN FRANCESCO, "IL SINDACO E LA GIUNTA DI BOLOGNA HANNO SBAGLIATO, ED E' BENE CHE LO AMMETTANO". MAURIZIO CEVENINI (DS), VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE, CRITICA ALL'INIZIO DELLA SEDUTA DELL'ORGANO ASSEMBLEARE DI PALAZZO D'ACCURSIO, LA DECISIONE DI PATROCINARE L'ESIBIZIONE DELLA BAND CHE, AFFERMA L'ESPONENTE DELLA QUERCIA, "ACCRESCE LA SUA POPOLARITA' TRAMITE SIMBOLI, CANTI E INNI PARANAZISTI". PROPRIO BOLOGNA "E' L'UNICA AMMINISTRAZIONE CHE HA DATO UN PATROCINIO PER LO SPETTACOLO- SOTTOLINEA CEVENINI- MENTRE ALTRE, ANCHE ALL'ULTIMO MOMENTO, HANNO FATTO SALTARE IL CONCERTO". INSOMMA, PER CEVENINI "SI PUO' SBAGLIARE", MA E' NECESSARIO CHE "IN CONSIGLIO COMUNALE O NEL LUOGO CHE RITIENE PIU' APPROPRIATO", MAGARI PER LE CELEBRAZIONI DEL 25 LUGLIO, "IL SINDACO AMMETTA DI NON AVER COMPIUTO LE VERIFICHE NECESSARIE E PROMETTA CHE EVENTI COME QUESTI NON SI VERIFICHINO PIU'". (ABO/ DIRE) 17:16 22-07-02
Galleria d'arte moderna: bastavano tre parole Ci siamo sbagliati. Bastano queste tre parole in politica, nel lavoro, nella vita, per risolvere problemi piccoli e grandi. Ricordo che quando, nel precedente mandato elettorale, il vice Presidente del Consiglio poneva un quesito la Giunta prontamente rispondeva; alcune volte in modo soddisfacente, altre meno ma motivava il suo parere. Lunedì scorso ho posto, con un preavviso di tre giorni, alcune domande chiare alla Giunta sull’incarico al nuovo direttore della Galleria d’Arte Moderna. La decisione di non rispondermi è stato un errore grave e non solo per il ruolo istituzionale che ricopro. Ero documentato e mi sarebbero bastate quelle tre parole per considerarmi soddisfatto. Agli errori si rimedia, all’arroganza no. Adesso per un argomento, tutto sommato secondario, occorre rispondere alla magistratura, ne valeva la pena?
Bologna, 13 aprile 2001 Maurizio Cevenini 21 aprile 2001: quell’ambiguità sul cielo di Bologna Lunedì scorso la maggioranza del Consiglio comunale ha deciso di non chiudere la querelle su Statuto e Resistenza. Il rinvio attraverso un ambiguo documento che invece di approvare le nette parole del Sindaco si limita a prenderne atto ha un solo significato: non abbiamo ancora deciso. Solo così si può leggere la volontà di riportare il tema in commissione ed è una scelta ambigua sulla quale pesa fortemente il risultato elettorale del 13 maggio. In commissione furono molto chiari gli esponenti di maggioranza quando proposero la cancellazione, moderarono i pareri dopo le dichiarazioni televisive del Sindaco, sono tornati aggressivi nelle dichiarazioni di voto. Tutto questo condizionerà moltissimo le tante manifestazioni legate al 21 e al 25 aprile, perché per la prima volta dal dopoguerra ad oggi una pagina straordinaria della storia di Bologna è messa in discussione.Bologna, 13 aprile 2001 Maurizio Cevenini Resistenza: consiglio straordinario entro il 20 aprile, data probabile il 9 (VAI A ODG) E’ stata depositata in data odierna la richiesta, da parte di diciassette consiglieri, di discussione in Consiglio Comunale sul tema: "attualità della Resistenza, l’attuazione dei principi della Costituzione; orientamento dell’azione del Comune di Bologna". Ai sensi dell’articolo 6 del Regolamento se almeno un quinto dei consiglieri (10) ne fa richiesta, il Consiglio si deve riunire entro 20 giorni. Ciò può avvenire attraverso la convocazione di un consiglio straordinario oppure attraverso l’iscrizione dell’argomento al primo punto di un Consiglio già programmato. La prossima seduta già programmata, escludendo ovviamente lunedì 2, è prevista per il giorno 9 aprile ed il successivo è previsto per il 23 aprile. Assieme al Presidente Marchetti valuteremo se iscrivere l’argomento al primo punto del 9, soluzione più probabile, o ipotizzare un consiglio supplementare da convocare entro il 20 aprile. Comunque la decisione finale verrà presa mercoledì nel corso della Conferenza dei Capigruppo. Bologna, 31 marzo 2001 Maurizio Cevenini CONSIGLIO COMUNALE: E' ANDATO TUTTO COME ERA PREVEDIBILE Per la prima volta dopo l'insediamento, tutta la maggioranza
consigliare e tutta 19 marzo 2001 Maurizio Cevenini
Non faccio nomi, ma ci contavano. C’era grande curiosità questa mattina dalle finestre di Palazzo d’Accursio. La domanda che circolava insistente era: quanti saranno? Quelle facce giovani, pulite che cantavano ballavano davanti alle foto di una parte di coloro che dettero la libertà al nostro Paese. Molti, leggendo, vedevano per la prima volta il loro cognome e si allontanavano pensierosi senza sapere se potesse esservi un legame di parentela.
Molti sono scappati, altri non sono venuti. Dal Palazzo una voce e un leggero sorriso: adesso possiamo contarli. Un ragazzo tra i venti e gli ottant’anni ha dato la risposta giusta, senza saperlo: torneremo. Maurizio Cevenini Domani le Associazione della nostra città daranno vita ad una manifestazione in Piazza Maggiore contro la volontà della Giunta di adeguare i canoni di locazione delle loro sedi fino all’80% del canone di mercato. Chi sono costoro? I nomi si leggono su tutti i giornali e non c’è bisogno di un mio elenco, ma molto semplicemente sono quella gran massa di persone che mettono a disposizione il proprio tempo per iniziative sportive, ricreative, culturali. E’ l’arcipelago del volontariato, quella ricca esperienza che ha fatto di Bologna una realtà viva e solidale. Nelle confuse pagine di questo sito ho cercato di segnalare i punti di vera contrapposizione tra maggioranza e opposizione. Quei temi sui quali non vi è possibilità di mediazione perché si scontrano concezioni opposte di governo. La sussidiarietà è in cima alle proposte di tutti ma quando si tratta di tradurla nel concreto le ricette cambiano. Chi governa Bologna ha deciso che intanto occorre azzerare la situazione precedente togliendo a chi non può avere forme di sostentamento, perché non impresa commerciale, i benefici di un canone agevolato. Parliamo di qualche centinaio di milioni su un bilancio di Bologna di 800 miliardi ma è sicuramente utile tenere le Associazioni sotto il ricatto di un premio per chi dimostrerà di muoversi in aderenza con gli indirizzi dell’amministrazione. La Giunta nel lanciare questo provvedimento, che entrerà in vigore il prossimo gennaio, ha confidato molto sulle divisioni, anche oggettive per caratteristiche e ruoli svolti, delle Associazioni bolognesi. Forse hanno sbagliato i conti, non quelli degli affitti ma quelli del consenso. Bologna 30 marzo 2001 Maurizio Cevenini
Bologna, 22 marzo 2001 Sono pochi i bolognesi che sanno che nel Comune di Bologna non si è costretti a farsi sposare da Rocco Di Torrepaula. Chi si informa può fare altre scelte. Due di questi sono Rodrigo e Maria che
stamattina mi hanno chiesto di sposarli. Non sono giovanissimi i nostri, ma l’emozione è grande anche in mezzo a parenti ed amici. La cerimonia è la solita nella non entusiasmante sala bianca. Il rito, le firme, il mio saluto, le foto. Al termine lo sposo, un po’ titubante, mi chiede se possono cantare; rispondo che fino all’arrivo del matrimonio successivo possono fare ciò che vogliono, tranne tirare il riso. Ad un cenno prestabilito un giovane ospite distribuisce a tutti i presenti un foglio con un testo. Si dispongono tutti a semicerchio attorno agli sposi e, meglio della corale di Santa Cecilia, parte il canto: "questa mattina mi sono alzato, o bella ciao, bella ciao…..". La sala bianca ha solo il pregio dell’acustica e l’effetto cappella è stato tale da fare uscire il personale dagli uffici. Sì, siamo ancora a Bologna. Maurizio Cevenini E’ di oggi la notizia che la Sala Rossa di Palazzo D’Accursio avvia i suoi lavori di ristrutturazione. Era previsto dal lontano 98, in epoca non sospetta, che la gloriosa sala dovesse essere sottoposta a restauro. Si parlò di temporaneo trasferimento dei matrimoni e delle altre attività di rappresentanza ed Istituzionali. Oggi, primo giorno di primavera, via ai lavori. I matrimoni si erano già trasferiti da tempo con l’annuncio che non sarebbero mai più tornati. E’ di oggi la notizia che in quella sala, che perderà anche il rosso del pavimento, non torneranno mai più i cittadini bolognesi. A restauro avvenuto il locale sarà adibito ad uso esclusivo del Sindaco e della Giunta; per sicurezza verrà installata una barriera di vetro attraverso la quale si passerà esclusivamente tramite budge. Da quel balcone, da cui nel giugno 99 sventolò la bandiera di Forza Italia, si affacceranno solo loro, i vincitori. Anche questi sono piccoli, modestissimi segnali di discontinuità. Bologna, 21 marzo 2001 Maurizio Cevenini
Questo è il testo che i gruppi dell’opposizione e le cariche istituzionali del centro-sinistra presenteranno, per il voto immediato, al Consiglio Comunale di lunedì prossimo. IL CONSIGLIO COMUNALE DI BOLOGNA
Premesso
conferma
la volontà di non apportare modifiche all'art. 2 comma 3 dello Statuto.
Davide Ferrari Maurizio Zamboni Bruno Carlo Sabbi Giuseppe Paruolo Diego Benecchi Maurizio Cevenini Giovanni Maria Mazzanti
Per i quartieri maggiori poteri diretti Dall’inizio del mandato presso le commissioni consiliari sono state richieste 62 udienze conoscitive legate a petizioni di cittadini su svariati temi: traffico, ambiente, scuola, grandi e piccole infrastrutture, sicurezza, insediamento di nomadi o extracomunitari ed altro. Di queste 20 hanno concluso l’iter istruttorio 42 sono in corso di procedura La somma delle firme raccolte per la presentazione delle richieste supera ampiamente le 60.000. Le udienze convocate fino ad oggi non sono sufficienti per rappresentare pienamente il variegato mondo dei comitati che si sono costituiti attorno a singoli argomenti. La stessa partecipazione, ampia e articolata, all’istruttoria pubblica sul multimediale è un segnale significativo. Senza voler enfatizzare singole iniziative riteniamo che questo fenomeno, non esclusivo per la città di Bologna, risenta particolarmente dell’allontanamento dei quartieri dalla possibilità di agire concretamente in favore dei cittadini. Non a caso le proteste o richieste di intervento sono diffuse sull’intero territorio comunale a dimostrazione della difficoltà oggettive a trovare riferimenti concreti. Sottovalutare il fenomeno, come sembra fare la Giunta, è grave ed accresce il solco tra istituzioni e amministrati che si trasforma in rifiuto ed intolleranza verso le amministrazioni ad ogni livello. La semplificazione e la partecipazione amministrativa rappresentano sicuramente un passo avanti ma se il Palazzo non è di vetro nella capacità di ascolto e di risposta ai cittadini non assolve al suo servizio primario. I quartieri devono essere riformati e le strade sono due:
Noi sosteniamo decisamente questa seconda ipotesi e solo a queste condizioni è credibile commissionare una ricerca specifica. E’ evidente che questa visione di quartieri "municipali" si sposa con una visione metropolitana di grande Bologna che investe i Comuni dell’area. Questo è un salto di qualità indispensabile per non ridurre Bologna ad esclusivo Borgo centrale senza relazioni con il tessuto che lo circonda. Dopo quasi due anni di mandato è indispensabile, non per interesse di parte, dispiegare tutte le risorse dell’area metropolitana; le grandi infrastrutture, i temi ambientali, l’innovazione amministrativa passano attraverso il lavoro comune e i quartieri riformati possono dare un forte impulso. Partiamo da queste premesse per aprire un dibattito sui quartieri che esca dagli schieramenti pregiudiziali ai quali condurrebbe una chiusura centralistica. Bologna, 9 marzo 2001 Il Presidente della Commissione Il vice Presidente Affari Generali e Istituzionali del Consiglio Comunale Diego Benecchi Maurizio Cevenini
Il Consiglio Comunale di ieri è stato caratterizzato dallo scontro, vivace e aperto tra Forza Italia e Alleanza Nazionale. Il pretesto è stato la discussione di due ordini del giorno su Piazza Otto Agosto: uno di Rocco di Torrepadula per la destinazione a mercato e per manifestazioni, liberando definitivamente Piazza Maggiore dagli ingombri di massa; il secondo di Strazzari per il parcheggio in superficie. Non mi soffermo sul merito delle due proposte entrambe assurde e fortunatamente bocciate. In campo c’è ben altro e i gruppi di maggioranza si stanno comportando, tra loro, come le quattro repubbliche marinare. Si bombardano per la conquista del Porto. Naturalmente non parliamo di leggende marinare ma più modestamente di un quartiere di Bologna. In particolare le due repubbliche principali, Forza Italia ed AN, che rivendicano la conquista di quell’incarico in attesa di ben più consistenti conquiste dopo le elezioni politiche. Restano ormai pochi giorni, dopo l’ultimatum del Sindaco, e ogni pretesto è valido per fiaccare gli avversari. Non basta l’intervento in consiglio del generale Raisi per calmare i contendenti, anzi spesso è utile per accendere le micce. Naturalmente verrò smentito dai colleghi che sosterranno che sono ben più alti gli obiettivi nell’interesse di Bologna ma io continuo a metterci la malizia. Bologna, 16 febbraio 2001
Maurizio Cevenini
MATRIMONI BOLOGNA: CON HOSTESS E VOLONTARI FINALMENTE UN SERVIZIO DIGNITOSO
Destino ha voluto che il celebrante ufficiale
di tutti i matrimoni civili del Comune di Bologna, il plenipotenziario Rocco di
Torrepadula, mi affidasse l’incarico di sostituirlo proprio oggi, giorno di
esordio del servizio Hostess. Purtroppo il Nulla di grave, anzi mi fa piacere che anche la Giunta abbia compreso l’esigenza di supportare il celebrante e non lasciarlo solo nell’applicazione del "vademecum in 15 punti del celebrante perfetto". Non tutti sanno essere poli-funzionali e autosufficienti come l’amico Rocco di Torrepadula. Continuo a considerare preferibile l’utilizzo di personale comunale interno che credo più idoneo a questi delicati compiti. Comunque ringrazio i trenta volontari che mi hanno dichiarato disponibilità per ruotare in questo ruolo sussidiario, nel caso mi siano richiesti altri matrimoni. Ciò che conta è che i cittadini che si rivolgono al Comune di Bologna abbiano una buona accoglienza, discreta ed efficiente. Oggi è avvenuto pienamente e ne sono molto
soddisfatto.
Purtroppo la sala bianca, seppur con buona acustica, non ha finestre dirette e continuo a pensare che il trasferimento delle cerimonie in Sala anziani con vista su Piazza Maggiore sia la scelta migliore. Spero che la Giunta, dopo l’ennesima richiesta della Presidenza del Consiglio e dei Presidenti di commissione, accetti di trasformare la sala bianca in sala riunioni.
Bologna, 10 febbraio 2001 Maurizio Cevenini
27 gennaio: giorno della memoria Sabato prossimo in seduta congiunta e solenne si riuniranno i Consigli provinciale e comunale di Bologna. Con questa scelta le presidenze dei due Consigli hanno voluto rendere omaggio alla prima ricorrenza dell’Istituzione del Giorno della Memoria (legge 20-7-2000 n. 211) in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi di sterminio nazisti. Da monito e per non dimenticare.
Il 29 novembre Franco Cenacchi Presidente del quartiere Porto, esponente del polo, si è dimesso dalla carica dopo che per mesi si parlava della sua sostituzione. Cenacchi, signore d’altri tempi, ha preferito togliere il disturbo prima con eleganza e senza polemiche. Purtroppo per i cittadini del quartiere per due mesi i Partiti del Polo si sono accapigliati senza trovare soluzione: ancora oggi non sappiano se il Presidente sarà in quota a Forza Italia o An. Solo che a forza di discutere il tempo è passato e con esso i sessanta giorni per non cadere in mora. Ora il Sindaco, su espresso mandato del Consiglio Comunale (art. 29 del regolamento sul decentramento, art. 36 dello Statuto Comunale), sarà costretto a diffidare il quartiere a provvedere, entro trenta giorni, alla nomina del Presidente per evitare di tornare alle elezioni. E’ piccola cosa nella città civica dell’era Guazzaloca ma segnala che la rissa per la spartizione, per ora frenata a livello cittadino, si sfoga a livello quartierile. In attesa di nuove poltrone lotta dura per le poltroncine.
Bologna, 2 febbraio 2001
Maurizio Cevenini
Piazzola: quei 24 voti in un caldo giorno d’agosto
Ho ricevuto il cortese invito del Sindaco Guazzaloca all’inaugurazione di Piazza VIII Agosto, il 1°dicembre, dopo i lavori durati due anni. Ci sarò, come mi piacerebbe ci fossero altre 23 persone che alla fine di questa lettera elencherò in rigoroso ordine alfabetico. Tutti i bolognesi ricordano la travagliata e lunga vicenda del trasferimento temporaneo della Piazzola per la costruzione del parcheggio. Sei anni di discussioni, liti, mediazioni che qualcuno sostiene aver contribuito alla nostra sconfitta. Tra delibere, ricorsi, mediazioni fummo costretti il 24 agosto 1998 a convocare un consiglio comunale straordinario per determinare il provvisorio assetto delle postazioni degli ambulanti per far partire il cantiere. L’atto, per avere tutti i crismi della legittimità, aveva bisogno di 24 votanti effettivi; fu dura convincere chi, dopo un anno di lavoro, doveva anticipare il rientro dalle ferie per una sola votazione. Le opposizioni tentarono in ogni modo di bloccare la delibera, anche attraverso due mozioni di sospensiva, ma il quorum fu raggiunto ugualmente. La politica è uno strano "animale" che porta a recitare spesso parti opposte in commedia, ma su questa mi piace scrivere, perché la considero tra le più anomale. Quattro dei grandi oppositori di allora oggi sono in giunta, Galletti, Foschini, Salizzoni (oggettivamente su posizione più sfumata), Raisi, sei fanno parte della maggioranza. Giovedì gioiranno nel consegnare alla città un parcheggio strategico e fondamentale, assieme al rientro degli ambulanti che non mi risulta siano stati rovinati dal trasferimento temporaneo. Forse è giusto così, qualcuno dirà è una ruota che gira e ve lo siete meritato. Però era molto caldo quel 24 agosto a Palazzo d’Accursio e se Bologna ha quel parcheggio lo deve a questi signori: Anselmi, Boriani, Castelli, Cevenini, Cifiello, Di Folco, Del Mugnaio, De Togni, Dionigi, Facchini, Flamigni, Fornasari, Malverdi, Mengoli, Pasquini, Pavarini, Ramazza, Stanzani, Tomasi, Valentini, Vitali, Viviani, Zanca, Zanotti. Ripeto, mi piacerebbe vederli tutti giovedì, ma se non sarà possibile siano orgogliosi di avere consegnato alla città un bene prezioso.
Bologna, 28 novembre 2000 Maurizio Cevenini
Lettera aperta al Sindaco Giorgio Guazzaloca: avochi a sé il progetto sicurezza.
In queste ore, dopo alcuni incresciosi avvenimenti, è fin troppo facile farsi prendere dall’emotività o dalla retorica di schieramento. Voglio con questa lettera, nel modo più istituzionale possibile, invitare tutti ad una riflessione pacata per giungere alle migliori scelte nell’interesse della città. Lei caro Sindaco lanciò nella sua campagna elettorale il messaggio incisivo dell’assessorato alla sicurezza e coerentemente lo ha istituito; non condivisi quella scelta anche se ne compresi, fin dal primo momento, il forte significato simbolico su una popolazione stanca di non sentirsi sufficientemente garantita. Mi permetto di dirle però che, a mio parere, neppure lei dopo il messaggio sapeva bene come tradurlo in pratica efficace per i cittadini; quindi, di fatto, è partita una sperimentazione, inevitabilmente ambigua, con un incrocio di competenze disordinate che ha coinvolto sul tema quattro assessori e ha costretto lei, che forse intuiva l’odore di strinato, a mantenere lei stesso la competenza sul corpo della Polizia Municipale. Non mi interessa puntare il dito su singole responsabilità e sulle competenze e capacità dei suoi Assessori, ho sufficiente coscienza dei miei limiti per evitare di personalizzare critiche di natura politica e soprattutto non la tiro per la giacca su scelte che le spettano e di cui è, per legge, unico responsabile. Voglio essere ancora più esplicito nel dire che l’assessore Preziosa, sul piano personale, è un amico che ho anche difeso nei suoi precedenti incarichi. Il punto vero signor Sindaco è che adesso è indispensabile che lei chiami il time out, avocando a sé, non tanto la soluzione dei singoli episodi di questi giorni che troveranno soluzione nelle sedi preposte, ma l’intera materia della "Sicurezza", in tutte le sue articolazioni. Il senso di sicurezza, ma ancor più la sostanza, da garantire ai bolognesi si esprime sì con la presenza della Polizia Municipale sul territorio ma con un ruolo rigorosamente definito e uniforme sia nel centro storico che nelle periferie. Infatti dai quartieri arrivano segnali allarmanti di abbandono di interi nuclei di territorio. La riflessione deve essere approfondita sul ruolo di queste importantissime figure professionali che devono essere visibili sulle strade dialogando con i cittadini e segnalando tempestivamente alle altre forze dell’ordine episodi di criminalità, svolgendo quella funzione di prevenzione che i bolognesi chiedono ben più di singoli episodi spettacolari. Se presenza diffusa sul territorio vuole dire anche un ampliamento di organico mettendo in campo le soluzioni concrete per realizzarlo ma sotto una guida unica che uniformi i comportamenti di tutti gli operatori. Lei ha l’autorevolezza per farlo e l’onestà intellettuale per riconoscere che l’attuale impostazione del progetto-sicurezza è sbagliato. Ci rifletta.
Bologna, 13 settembre 2000
Maurizio Cevenini inizio
Al signor Sindaco di Bologna Matrimoni: se c'era una scopa, spazzavo il
riso Sabato 13 gennaio 2001, ho celebrato il mio primo matrimonio nella nuova sala Bianca del Comune. Pensavo di provare qualche disagio nel passaggio dalla storica sala rossa ad una sala anonima e senza finestre. Non credevo certamente che questi aspetti fossero totalmente marginali rispetto allo svolgimento della cerimonia; anzi voglio aggiungere che la sala ha due aspetti positivi: l'ampio spazio e l'acustica. Ore 11 mi avvio verso la sala bianca, comoda perchè adiacente al mio ufficio. Trovo una cortese impiegata dell'ufficio di Stato Civile la quale mi avverte che da quando c'è stato il trasferimento ci sono alcune novità. Confesso che mi erano giunte voci di proteste ed episodi buffi, spesso però la realtà supera il racconto. Mi fa leggere una lettera sindacale del novembre scorso, nella quale si imforma che il personale, limitatamente ai giorni feriali-la domenica, giorno intenso per i matrimoni, non c'è nessuno- presenzia esclusivamente come supporto tecnico-giuridico al malcapitato celebrante. Il tutto, ovviamente, nasce come ampiamente previsto, dalla distanza fisica dal presidio degli uscieri dell'anticamera e l'incomprensibile decisione di ridurre al minimo il personale dell'Ufficio Stato Civile. Sempre la cortese impiegata mi elenca, quindi, dei miei compiti: - andare dagli uscieri a chiedere la chiave della sala e procurarmi la fascia tricolore della mia misura; - scendere dai vigili del pozzo a ritirare la rosa per la sposa; - accendere le luci della sala e, se capace, accendere lo stereo per la musica di fondo che, in un breve conciliabolo, dovrei scegliere con gli sposi se non automuniti del pezzo del cuore; - chiedere i documenti dei quattro testimoni e riportarli correttamente su appositi moduli; a questo punto, dopo aver controllato se la tovaglia e le sedie sono a posto, (normalmente no per la confusione provocata dai precedenti matrimoni), devo uscire dalla porta per "cercare" i miei sposi e relativi ospiti, da non confondere con quelli in uscita o quelli successivi in entrata; farli entrare, accomodare, invitare al silenzio mentre mi accerto se gli sposi hanno posto le fedi nell'apposito contenitore. Solo da qui inizia la vera e propria cerimonia, quella tradizionale, che in ogni Comune d'Italia impegna Sindaci, assessori e consiglieri normalmente supportati dall'assistenza degli operatori comunali. A Bologna non è più così: o fai tutto da solo, o niente svolgimento del matrimonio; e guai alla fine se lo stesso solista non controlla la giusta apposizione della firma da parte di tutti gli interessati; nei giorni successivi occorre inseguirli, casomai in viaggio di nozze alle Maldive. A me è andata molto meglio: primo perchè essendo sabato l'impiegata, appunto, mi ha impedito di dimenticare l'apposizione di una firma, secondo perchè l'efficientissimo consigliere Rocco di Torrepadula (adesso capisco perchè ha l'appalto pressocchè totale del servizio) che celebrava prima e dopo, aveva già aperto e cortesemente ritirato anche la mia fascia e la rosa. La gentilissima impiegata mi rassicura che questo totale disservizio, ovviamente non voluto dai dipendenti anch'essi in forte imbarazzo, non è riservato a me, modesto esponente di minoranza, seppur vice-presidente del consiglio, ma vale anche per il Sindaco, mi piacerebbe vederlo, e gli assessori. Comunque, seppur in modo grossolano, porto a termine la deprimente missione ma al termine mi assale il dilemma del riso. Tra un matrimonio e l'altro, la sala diventata terra di nessuno era cosparsa di riso: dovevo anch'io concedere di lanciarlo? Ho detto no e pestando depresso i grani a terra me ne sono andato, mentre l'amica che mi aveva richiesto mi ha detto sommessamente, e non certo per ragioni politiche, che nel Comune di Calderara di Reno c'è un po' più di rispetto per le persone. Ho voltato l'angolo come una liberazione, ma una signora anziana, tanto per concludere in bellezza, mi ha chiesto "è questo il bagno?" ho risposto: "Sì, ma è chiuso a chiave." Forse dentro c'erano anche le scope, la prossima volta, se trovo le chiavi, spazzo il riso. ------- Qui finisce il racconto e interviene la dignità istituzionale che rivendico. Esigo una risposta formale e immediata dalla Giunta sull'organizzazione di un servizio che è sempre stato fiore all'occhiello dell'Amministrazione comunale, come dimostrano anche le richieste da altri Comuni. Mi si dice che tutti, assessori e consiglieri, si lamentano ma non si individua il responsabile di questo disastro. Dobbiamo rassegnarci allo spontaneismo dell'autonominato assessore ai matrimoni o si può porre qualche rimedio? Mi assicurano i dipendenti che, con un po' di buona volontà, si potrebbe rimediare, rinforzando un ufficio che sta facendo ciò che può con un organico ridotto. Chiedo formalmente una risposta, possibilmente in tempi brevi! In attesa informo che, in caso di nuove richieste per matrimoni, visto che siamo abbandonati allo spontaneismo puro, sto reclutando volontari: assistente alla celebrazione, tecnico audio, riordino del locale. Cordiali saluti. Bologna, 14 gennaio 2001 Maurizio Cevenini da IL RESTO DEL CARLINO del 07/12 QUEI PUGNALI DI FUMO Maggioranza incerta dopo la sfuriata di Cevenini contro la cicca vietata del Guazza: attaccare o chiudere il caso? da IL RESTO DEL CARLINO del 06/12 GUAZZA VA ALLA GUERRA... DEL FUMO L'ironico "mi faccia la multa", rivolto a chi gli ricordava che in anticamera è vietato fumare, scatena un putiferio. Cevenini, intervenuto in soccorso del malcapitato addetto alla vigilanza, viene tacciato di isterismo, di attacco politico strumentale, mentre il giornalista si chiede che centri questo col fatto che la gente fumi dove non si può fumare. Il giornalista fa rilevare che Cevenini ha attaccato tutti, anche i suoi compagni di partito, segretario compreso, per il mancato rispetto della regola di non fumare in aree vietate. da IL RESTO DEL CARLINO del 27/7 L'assessore alla Sanità: sì, multeremo chi fuma Impegno dell'Assessore Savioli contro chi fuma il spregio alle regole. A giorni i blocchetti per sollevare le contravvenzioni saranno a disposizione dei funzionari incaricati. (cdd) BOLOGNA TOLLERANTE MA SENZA FUMO Ritengo opportuno riportare l’agenzia di stampa che informa che finalmente il Comune di Bologna ha predisposto tutti gli atti per far rispettare il divieto di fumo nei locali pubblici. E’ una cosa modesta rispetto a problemi ben più complessi ma ora, ed è stata sufficiente un po’ di fermezza, chi desidera non farsi affumicare nei locali del Comune può farlo. Non è una decisione discriminante per i fumatori i quali troveranno appositi spazi dove fumare. Mi auguro che non venga emessa nessuna multa che tra l’altro, in attesa del varo della riforma Veronesi, è decisamente simbolica. Non è simbolica la multa (seicentomila lire) per i funzionari che non fanno rispettare il divieto. Una sola nota negativa: la lobby del fumo, come scrissi in altri momenti, sta facendo fallire il progetto Veronesi. A Bologna si va comunque avanti.
Maurizio Cevenini
(ER) COMUNE BOLOGNA. SIGARETTE ADDIO, ADESSO SI PUO' MULTARE= PRONTI I BLOCCHETTI LA CUI ASSENZA "SALVO'" IL SINDACO GUAZZALOCA ----------------------------------------------------------------- (DIRE)- BOLOGNA- IL SINDACO GIORGIO GUAZZALOCA, CHE PURE ERA REO CONFESSO E CHIESE LA MULTA, SARA' ESENTATO, MA ORA ASSESSORI E CONSIGLIERI COMUNALI DI PALAZZO D'ACCURSIO, MA ANCHE TUTTI I DIRIGENTI E DIPENDENTI, SONO AVVISATI. IN COMUNE SONO ARRIVATI GLI APPOSITI "BLOCCHETTI" PER MULTARE CHI VIENE SORPRESO A FUMARE DOVE NON E' CONSENTITO. COME, APPUNTO, CAPITO' PER IL SINDACO, IN UNA SEDUTA NOTTURNA DEL CONSIGLIO COMUNALE. "E ALLORA MI MULTI", DISSE IL PRIMO CITTADINO A CHI GLI FACEVA OSSERVARE IL DIVIETO. MA IN QUEL MOMENTO PERO' ERA IMPOSSIBILE "CONDANNARLO" A PAGARE LE 3.335 LIRE DI CONTRAVVENZIONE (PARI A 1,72 EURO), PERCHE' MANCAVA IL BLOCCHETTO. DA OGGI, INVECE, AD OGNI SETTORE E QUARTIERE DELL'AMMINISTRAZIONE IL SETTORE "SALUTE E QUALITA' DELLA VITA" DELL'ASSESSORATO ALLA SANITA', NE HA INVIATO UNO, DA 50 MULTE, CHE ASPETTA SOLO DI ESSERE USATO DA UN APPOSITO FUNZIONARIO COMUNALE INCARICATO DI FAR RISPETTARE IL "NO SMOKING" IN DETERMINATI LOCALI. E GUAI SE PRENDE L'IMPEGNO SOTTOGAMBA: SE VIENE SCOPERTO A CHIUDERE UN OCCHIO, IL FUNZIONARIO RISCHIA A SUA VOLTA UN'AMMENDA DA 600 MILA LIRE IN SU. E' TUTTO PRONTO, ANZI QUASI, PERCHE' AL MECCANISMO MANCA ANCORA UN PICCOLO TASSELLO, COME SCRIVE GIUSEPPE COSENZA, DIRETTORE DELL'ASSESSORATO: NON E' ANCORA CHIARO A CHI VANNO INVIATI I VERBALI PER IL CONTROLLO DEL PAGAMENTO DELLE SANZIONI. IL SETTORE SALUTE E QUALITA' DELLA VITA FARA' SAPERE COME PROCEDERE NON APPENA IL PATRIMONIO AVRA' DETTO SE E' DISPONIBILE. SUL MODULO DELLA MULTA ANDRA' INDICATA ORA E LUOGO DELL'INFRAZIONE; C'E' LA POSSIBILITA' PER IL TRASGRESSORE DI DICHIARARE QUALCOSA AL "VIGILE" DEL FUMO. IL PAGAMENTO DELLA MULTA "SI EFFETTUA IN CONTANTI" IN TUTTI GLI ISTITUTI DI CREDITO E UFFICI POSTALI TRAMITE IL MODELLO "F23" DEL MINISTERO DELLE FINANZE, CHE SI PUO' TROVARE SUL POSTO. TRASCORSI DUE MESI SENZA CHE LA MULTA SIA STATA PAGATA IL VERBALE DI CONTRAVVENZIONE SARA' INVIATO, "PER GLI ULTERIORI PROVVEDIMENTI", AL PREFETTO. A VIGILARE SUI POLITICI FUMATORI, SARA' ANTONIO SCIOLINO, DELLA STAFF DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO COMUNALE; LO STESSO CHE FECE OSSERVARE AL SINDACO CHE STAVA FUMANDO NELLA SALA AZZURRA, DOVE E' VIETATO. DEL RESTO NON E' L'UNICO DEI COMPITI "SCOMODI" CON CUI SCIOLINO E' DA TEMPO ALLE PRESE, COME RICHIAMARE IN AULA I CONSIGLIERI QUANDO SI ATTARDANO AL BUFFET SERALE. LE SIGARETTE SONO OFF LIMITS NELLA SALA DEL CONSIGLIO, NELLE SALE ANTISTANTI (AZZURRA E BUVETTE), IN PARTE DELL'ANTICAMERA E NELLE SALE DI COMMISSIONE. DUNQUE ADESSO CHE SUCCEDE, IL SINDACO SARA' MULTATO? "NO, NON E' MICA UNA LEGGE RETROATTIVA QUESTA- RISPONDE SCIOLINO- DURANTE LE SEDUTE DEL CONSIGLIO GIRERO' PERIODICAMENTE PER VEDERE SE QUALCUNO FUMA DOVE NON PUO'- AGGIUNGE IL FUNZIONARIO- CERTO CHE QUELLO CHE RISCHIA DI PIU' SONO IO. MI AUGURO COMUNQUE CHE QUESTO LIBRETTO RIMANGA INTATTO, VORREBBE DIRE CHE, DOPO L'EPISODIO DI QUELLA SERA (DEL SINDACO, NDR), TUTTI CONTINUANO A ATTENERSI ALLE REGOLE, COME STA SUCCEDENDO GIA' ORA". (MAC/ DIRE) 15:53 26-01-01
AGLI ORGANI DI STAMPA
Lotta al fumo: mentre Clinton ne fa strumento di campagna elettorale, in Italia e in Europa si dorme e attraverso Internet, sbarcano le multinazionali del tabacco facendo spudorata propaganda.
Bill Clinton ha lanciato la campagna decisiva contro il fumo da sigaretta; la dichiarazione esplicita che, pari ad altre droghe, il fumo da tabacco crea assuefazione e dipendenza mette il tema al centro della campagna elettorale. Ormai gli Stati Uniti, patria delle principali multinazionali del tabacco, attraverso decise iniziative educative e giudiziarie stanno provocando un drastico taglio al consumo di tabacco; in particolare i giovani si allontanano in modo sempre più massiccio dalla dipendenza della nicotina. Le multinazionali sono preoccupate? Un po' si ma non eccessivamente in quanto nel resto del mondo continua ad aumentare l'uso, attraverso inapplicazione delle normative (vedi anche il nostro Paese) e subdoli messaggi promozionali. Con sconcerto mi sono accorto infatti che attraverso INTERNET (http://www. vol. it./ calumet) un fantomatico CENTRO DI DOCUMENTAZIONE E INFORMAZIONE SUL TABACCO, dal nome CALUMET on line, promuove l'uso del tabacco attraverso messaggi persuasivi, in particolare contestando la correlazione tra fumo e tumori, e ridicolizzando le campagne sul fumo passivo. Vengo a sapere inoltre che i promotori del centro sono le seguenti società: BAT, Philip Moris, Reynolds e Rothmans. Tutti onorati membri del club multinazionale del tabacco. Sapendo che sono prevalentemente i giovani che "viaggiano" in Internet c'è di che essere preoccupati soprattutto perchè in Italia il dibattito sui tragici danni da fumo coinvolge poche avanguardie e vede la quasi totale insensibilitˆ dei pubblici amministratori; la maggior parte dei quali accusa chi vuole scelte drastiche, di scarsa democrazia nei confronti dei fumatori. Anche nello stesso Comune di Bologna, avanguardia nella lotta al fumo (l'ultima ordinanza è del maggio scorso) si trova la resistenza della lobby dei fumatori che ne rallenta l'applicazione. Per non parlare delle altre istituzioni che non espongono neppure i cartelli. Scriverò al Presidente del Consiglio Prodi e al Ministro Bindi affinchè il governo prenda tutte le iniziative che ha preso l'amministrazione americana (non si capisce perchè l'Europa debba arrivare sempre con dieci anni di ritardo) a partire dal divieto totale di fumo nei locali pubblici e il divieto di qualsiasi pubblicità anche occulta ( per essere chiari un esempio: via la Marlboro dalle Ferrari) e una campagna intensa contro l'uso delle sigarette con l'ammissione esplicita che la nicotina è droga. Da subito concordo sull'idea di vietare la vendita ai minorenni, ha un incisivo valore simbolico. E non mi si dica che certe iniziative non servono, visto il vertiginoso calo del consumo americano. Bologna, 23 agosto 1996 Maurizio Cevenini vicecapogruppo Due Torri
AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE CITTADINA
Veronesi verrà fermato dall’ambiguità: serviva un decreto legge Ovviamente plaudo al provvedimento del Ministro Veronesi per la generosità della proposta più che per la praticabilità della stessa. Pochi giorni fa un Ministro della Repubblica - ma potrei benissimo citare esempi nell’opposizione - irridendo ad un ingenuo cittadino che gli chiedeva perché fumasse in pubblico, lo ha zittito con un perentorio: "La legge non c’è". Questa è la classica ipocrisia di chi annuncia provvedimenti e poi li fa fallire. Veronesi non ha inventato nulla perché la legge esiste già da anni per tutti gli ambienti pubblici e assimilati, la proposta di legge li estende e aumenta l’importo delle sanzioni per trasgressori e controllori. A mio parere manca la volontà politica e la dimostrazione sta nello stesso strumento usato; se come dimostrato e ampiamente documentato dal Ministro Veronesi, il fumo passivo è una calamità e la prima causa di morte nel nostro Paese, cosa impediva di utilizzare lo strumento del Decreto Legge che imponeva l’approvazione in tempi rapidi? Lo sa il Ministro che in un Comune avanzato come quello di Bologna non si fanno le multe (ovviamente simboliche) perché da un lato il suo ministero non ha emesso direttive precise e dall’altro l’Assessorato competente non si è attivato per la predisposizione dei moduli e delle procedure? E’ una banalità rispetto alla sostanza di una cultura che deve crescere tra i funzionari preposti alla salvaguardia della salute. Ovviamente non ho l’ambizione e non mi interessa fare smettere i fumatori m’interessa soltanto che chi non ne vuole subire i danni, in particolare nei luoghi di lavora possa farlo. Non vorrei essere proprio io a dubitare di un tentativo molto serio che il Ministro sta facendo con piena convinzione ma temo che, anche questa volta, gli schieramenti, i professionisti del rinvio, gli interessi economici prevalgano sul diritto alla salute. Bologna, 8 luglio 2000
Maurizio Cevenini
Fumo: se il DL non verrà approvato dovrà essere promossa una azione di responsabilità per mancata tutela della salute.
Per la terza volta Lei, volonteroso Ministro Veronesi ha presentato nel Consiglio dei Ministri il disegno di legge sul fumo. Il Parlamento avvierà l'iter per l'approvazione contro il quale la lobby dei fumatori sta predisponendo l'affossamento; certamente qualche suo collega ministro "collaborerà" visto le paradossali immagini televisive che lo riprendono a fumare in locali chiusi stipati di gente; un tg di ieri, proprio in coda al servizio di presentazione del disegno di legge, in un collage perfetto, ha appunto inquadrato vari ministri fumanti. Conoscendola personalmente, stimandola profondamente come scienziato, avrei potuto evitare questa forma di comunicazione ma è meglio svelare per tempo la trappola che le stanno tendendo. E' un film già visto, un bluff; nel '95 il governo decise le stesse cose almeno per tutti gli uffici pubblici, uscirono pagine intere di giornale identiche ad oggi. Poi la macchina burocratica, con la piena connivenza degli amministratori pubblici che quando vogliono garantiscono impunità, ha bloccato l'applicazione. In alcuni sporadici casi qualcosa si è fatto più per la buona volontà di alcuni. Cito ad esempio il caso di Bologna ma è stata indispensabile una formale diffida al Sindaco per mettere in condizione i controllori di svolgere il proprio lavoro. Se come ampiamente dimostrato dalla comunità scientifica il fumo attivo e passivo è una calamità e la prima causa di morte nel nostro Paese, perchè non si è utilizzato lo strumento del decreto legge immediatamente esecutivo? Perchè manca totalmente la volontà politica e lo capirà presto anche lei caro Ministro. Però si è aperto un varco: le dichiarazioni del Governo sulla gravità della situazione sono inequivocabili. Se il parlamento non l'approverà prima della fine della legislatura ci saranno tutte le condizioni per una azione legale di responsabilità contro coloro che hanno impedito il corso di un provvedimento a tutela della salute. Bologna, 2 settembre 2000 MAURIZIO CEVENINI
AL SIGNOR SINDACO DEL COMUNE DI BOLOGNA INTERPELLANZA SULLA DIRETTIVA RELATIVA AL DIVIETO DI FUMO NEI LOCALI PUBBLICI Premesso che in data 15/1/996 con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale è diventata operativa la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri in tema di "divieto di fumo nei locali della pubblica amministrazione"; considerato - il grande impegno profuso dal Comune di Bologna attraverso il Progetto Autotutela della Salute e la partecipazione al "Piano di azione europeo sul fumo"; - l'odg del Consiglio Comunale del 10 luglio 95 che impegna la Giunta a vietare il fumo in tutti i locali di riunione ed in alcuni locali di rappresentanza; - la divulgazione di 10.000 copie della pubblicazione "il fumo fa male-scuola senza fumo" particolarmente gradita da studenti e genitori; INTERPELLA LA S.V. PER CHIEDERE: - entro quanto tempo saranno pronti i cartelli di divieto di fumo con le caratteristiche ed indicazioni previste dall'art.4 della Direttiva, da esporre in tutti i locali aperti al pubblico e comunque in tutti gli uffici dove almeno una persona si dichiara contraria a subire il fumo passivo; - se è già stata individuata l'autorità a cui compete accertare l'infrazione; - se è stata data disposizione ai dirigenti, fumatori e non, affinchè individuino uno o più funzionari incaricati di procedere alla contestazione di eventuali infrazioni, di verbalizzarle e di riferirne all'autorità competente; - se non ritenga opportuno fornire al personale comunale precise indicazioni, in assenza delle quali, si potrebbe assistere, come avviene attualmente in alcuni casi, ad una sorta di "sudditanza psicologica" nei confronti di superiori in grado o assessori e consiglieri irrispettosi delle norme; succede spesso infatti che, in mia assenza, alcuni assessori e consiglieri, fatti uscire dagli armadi i posacenere, diano libero sfogo al fumo facendolo subire a colleghi ed operatori; - se, infine, ritenga estensibile a consiglieri comunali la possibilità di accertare e verbalizzare eventuali infrazioni (il sottoscritto si dichiara disponibile). Vista la grande aspettativa di operatori e cittadinanza mi auguro che i tempi di attuazione siano rapidi, onde poter svolgere una azione di stimolo per altre istituzioni (Regione, Provincia, USL) che in passato, a differenza del Comune di Bologna, non hanno profuso un forte impegno su questo grave problema per la salute pubblica. Bologna, 22 gennaio 1996 Maurizio Cevenini Vice capogruppo Due Torri Al Direttore de La Repubblica Caro Zucconi, parlando di fumo ha sbagliato tutto.
Leggo sempre con grande attenzione gli articoli di Vittorio Zucconi.garbato, gradevole e puntuale. Proprio per questo mi permetto di dissentire sul contenuto della sua ultima corrispondenza sul tema del fumo. Lei caro Zucconi scrive a milioni di italiani che, altro che caccia ai vampiri, si vergognano di chiedere in una riunione a dieci fumatori di fumare almeno uno alla volta. Che fanno la fila in ospedale, in banca, in Comune avvolti da cartelli affumicati di divieto di fumo e arroganti fumatori che usano una sola mano per sbrigare le pratiche. Gli esperti delle multinazionali del tabacco sanno che stanno perdendo la battaglia in America ma sanno altrettanto bene che in Africa e in Asia i fumatori crescono in modo esponenziale e nella vecchia Europa, nel Suo e nel mio Paese, l'estenuante mediazione politica non permette di fare e far rispettare semplici leggi di divieto. E allora avanti con "caporali" che su furgoncini portano giovani ragazze in tutti i pubblici locali a offrire il primo pacchetto; avanti con l'invasione via Internet di messaggi fuorvianti che mettono in dubbio la connessione tra cancro al polmone e il fumo. E per favore smettiale di ripetere sempre che sono ben altri i fattori inquinanti. Io so di non riuscire a fermare il buco nell'ozono ma sono certo che se nel locale da cui le sto scrivendo nessuno fuma, mia figlia di 12 anni ha buone possibilità di non morire di cancro come invece è successo ai miei genitori a 58 e 65 anni. Iniziarono a fumare per festeggiare la liberazione attorno al '45 e mi hanno insegnato che è semplicissimo iniziare ma, come per le altre droghe, difficilissimo smettere. Nel 2000 non sarà come dice Lei caro Zucconi. Ci saranno ancora milioni di morti per fumo di sigaretta. Forse, come per le guerre, più a sud e a oriente. Con stima. Bologna, 23 agosto 1996 Maurizio Cevenini Consigliere comunale di Bologna
Gent.ma Lucia Annunziata Direttore TG3
Bologna, 6/1/1997 Che Pannella ci fumi ancora in faccia è odioso e insopportabile
Gentilissima Dott.ssa Annunziata, mi rivolgo a Lei per un problema che può essere considerato banale ma che mi fa particolarmente irritare. Premetto che sono un consigliere comunale di Bologna e che sono promotore dell'ordinanza anti-fumo che vige ormai da un anno con successo nel nostro Comune. Ieri sera, come solito, ho seguito il Suo telegiornale e nel corso del servizio sui referendum il vostro redattore Giuliano Giubilei ha intervistato per l'ennesima volta il solito Pannella; trascuro il merito delle cose che ha detto che non condivido. Durante l'intervista "l'arrogante Marco" ha fumato la sua sigaretta sbuffando in faccia, tra una risata e l'altra, a Giubilei. Le scrivo perchè anche durante la sua bella trasmissione Linea 3 l'unico che fumava impunemente per due ore era sempre Pannella. Io spero che Lei non sia tra coloro che classificano il tema del fumo come semplice problema di tolleranza tra fumatori e non. In ogni caso penso che, come al cinema, si possa imporre anche al padrone d'Italia Pannella di non fumare in televisione. Mi piacerebbe che durante il Suo TG si censurasse questo episodio e si annuciasse che Pannella non fumerà più nei Vostri studi. Forse è una pretesa eccessiva ma ho ritenuto giusto provarci. Scusandomi per l'intrusione le auguro buon lavoro, in particolare per la nuova trasmissione. Con stima, Maurizio Cevenini
Bologna, 7 ottobre 2000 Al Prof. Paolo Salvioli Assessore alla Sanità Comune di Bologna
Egregio assessore, da mesi, Lei ha promesso di trovare il percorso amministrativo che consente di applicare la normativa nazionale e l’ordinanza sindacale del Comune di Bologna nei locali pubblici comunali. Più volte Le ho ricordato che i funzionari addetti all’applicazione del divieto di fumo non riescono a svolgere il loro ruolo e questo li mette in una situazione di forte imbarazzo, anche per la responsabilità che viene data loro dalla legge vigente. Io stesso non riesco più a far fronte alla grave situazione che si verifica in Consiglio comunale, con consiglieri che fumano ormai ripetutamente nei luoghi vietati senza che possa essere emessa la sanzione nei loro confronti. Tutto ciò mette nel ridicolo l’Amministrazione comunale che non riesce a fare rispettare un divieto imposto dalla legge, quando invece dovrebbe rappresentare un esempio per l’intera città. Questo, ci mette in una condizione d’illegalità che ci delegittima come rappresentanti dei cittadini su una materia molto delicata che è la salute dei bolognesi. Ed è proprio di questi giorni il richiamo severo del Ministro della Sanità che ribadisce che la prima causa di morte per tumore nel nostro Paese è quella dovuta al fumo e contesta quindi la pubblicità delle sigarette. Come può un Paese come il nostro avere costi sanitari così alti, mentre non si fa nulla per evitare che uno degli attentati principali alla salute dei cittadini venga contrastato con l’utilizzo delle leggi e dei regolamenti. Mi rivolgo a Lei nella Sua veste di assessore, senza dimenticare di sottolineare che è anche un medico, per chiederLe di provvedere immediatamente alla predisposizione del percorso sanzionatorio, senza il quale è inutile ogni azione. Se non si procederà in questa direzione, nella prossima settimana invierò una diffida alle Autorità competenti, anche perché non vorrei che si confondesse la disponibilità personale con la debolezza della richiesta formale che afferisce al rispetto della legge. Cordiali Saluti Dott. Maurizio Cevenini AGENZIE DEL 7 APRILE 2001 - OR A E SEMPRE RESISTENZA (ER) RESISTENZA. DS: BOLOGNA HA REAGITO, DESTRA BLOCCATA= LUNEDI' IN CONSIGLIO VOTO PER FISSARE IL TESTO DELLO STATUTO ------------------------------------------------------------ (DIRE)- BOLOGNA- "LA MAGGIORANZA CHE GOVERNA BOLOGNA, IN PARTICOLARE AN E FORZA ITALIA, AVEVA L'INTENZIONE DI CAMBIARE IL VOLTO DELLA CARTA D'IDENTITA' DELLA NOSTRA CITTA'". IL DIESSINO MAURIZIO CEVENINI, VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE, RICOLLEGANDOSI ALLA MANIFESTAZIONE DI OGGI POMERIGGIO PROMOSSA DALL'ANPI, L'ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI, IN UNA NOTA RIPERCORRE LE TAPPE CHE HANNO PORTATO A "SCOPRIRE IL COPERCHIO" DEL TENTATIVO DA PARTE DEL CENTRODESTRA DI ABOLIRE DALLO STATUTO IL RIFERIMENTO ALLA RESISTENZA. "SAREBBE STATO COMODO- ATTACCA CEVENINI- CASOMAI DOPO LA VITTORIA DI BERLUSCONI (CHE NON E' ANCORA SCONTATA), DAVANTI A UN'OPPOSIZIONE FRASTORNATA DALL'ESITO DEL VOTO, IMPORRE IL CAMBIAMENTO. BOLOGNA HA REAGITO IMMEDIATAMENTE, GIOVANI E ANZIANI, MOLTI ELETTORI DELLA LISTA DEL SINDACO, SI SONO RIBELLATI IMPONENDO AGLI OLTRANZISTI UNA RITIRATA STRATEGICA". IL SINDACO GIORGIO GUAZZALOCA, CONTINUA IL VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE, "HA DOVUTO DIRE LA SUA IN MODO CHIARO, NON IMPORTA SE AFFERMA CHE NESSUNO GLI HA CHIESTO UN PRONUNCIAMENTO, STIAMO ALLA SOSTANZA". INFINE, CEVENINI RICORDA CHE LUNEDI' PROSSIMO, IN CONSIGLIO COMUNALE, SARA' DI SCENA L'ULTIMO ATTO: "I 47 ELETTI DAL POPOLO SARANNO CHIAMATI AD ESPRIMERSI IN MODO CHIARO E INEQUIVOCABILE", SUL MANTENIMENTO DELLA FRASE AVVERSATA DAL CENTRODESTRA. (COM/ABO/ DIRE) 15:40 07-04-01 NNNN
(ER) RESISTENZA. DUEMILA PERSONE IN PIAZZA COI PARTIGIANI= ALLA MANIFESTAZIONE HANNO ADERITO 50 COMUNI DELLA PROVINCIA ----------------------------------------------------------- (DIRE)- BOLOGNA- BEN DUEMILA PERSONE "NATE DALLA RESISTENZA". TANTI I PARTECIPANTI CHE QUESTO POMERIGGIO A BOLOGNA, IN PIAZZA DEL NETTUNO, HANNO ADERITO ALLA MANIFESTAZIONE, PROMOSSA DALL'ANPI, PER DIRE NO ALLA PROPOSTA DEL CENTRO DESTRA DI ABOLIRE DALLO STATUTO COMUNALE IL RIFERIMENTO ALLA RESISTENZA. TANTI I GONFALONI DEI COMUNI: ASSENTE QUELLO DI BOLOGNA, CE NE SONO INVECE UNA VENTINA DELLA PROVINCIA, TRA CUI SASSO MARCONI, BENTIVOGLIO, GRANAROLO E SAN GIORGIO DI PIANO. MOLTE LE BANDIERE ROSSE E TRICOLORI CHE SVENTOLANO IN PIAZZA: MENTRE SUL PALCO, PROPRIO SOTTO LA STATUA DEL NETTUNO, SI SUCCEDONO GLI INTERVENTI DEI PARTECIPANTI, ALCUNI RAGAZZI ACCENDONO UNA MEZZA DOZZINA DI FUMOGENI SCARLATTI. "CHE DOPO 50 ANNI CI SIA IL BISOGNO DI DIFENDERE ANCORA GLI IDEALI CONTENUTI NELLO STATUTO- DICE LUIGI CRESCIMBENI, SEGRETARIO PROVINCIALE DELL'ANPI- DIMOSTRA CHE IL PERICOLO E' ANCORA ATTUALE E PRESENTE ANCHE IN PARLAMENTO, COME DIMOSTRA LA VOLONTA' DI SILVIO BERLUSCONI DI CAMBIARE LA COSTITUZIONE". ANCHE EZIO ANTONIONI, VICEPRESIDENTE REGIONALE DELL'ANPI, SOTTOLINEA LA VOLONTA' DI "DARE UNA RISPOSTA AL MOTO DI INDIGNAZIONE CHE SI E' AVUTO IN PROVINCIA, MA ANCHE FUORI BOLOGNA, QUANDO SI E' SAPUTO CHE CERTI PERSONAGGI DELLA MAGGIORANZA INTENDANO MUTILARE LO STATUTO DELLA CITTA'". NON CONVINCE IN ASSOLUTO ANCHE LA RISPOSTA DEL SINDACO GIORGIO GUAZZALOCA "CHE POTREBBE ANCHE ESSERE SODDISFACENTE, MA NON HA TROVATO ECO TRA LE MURA DI PALAZZO D'ACCURSIO E TRA I MEMBRI DELLA MAGGIORANZA". (ABO/DIM/ SEGUE) 16:32 07-04-01 NNNN (ER) RESISTENZA. DUEMILA PERSONE IN PIAZZA COI PARTIGIANI (2)= (DIRE)- BOLOGNA- DIVERSI I SINDACI DI COMUNI DELLA PROVINCIA PRESENTI ALLA MANIFESTAZIONE. VALERIO BENUZZI, PRIMO CITTADINO DI SAN GIORGIO DI PIANO, SI SENTE DI DARE UN SUGGERIMENTO AL SUO COLLEGA BOLOGNESE: "ASCOLTA LA PIAZZA OGNI TANTO, NON SOLO I TUOI CONSIGLIERI. QUELLA FRASE NELLO STATUTO C'E' GIA', PERCHE' TOGLIERLA?". DA PARI A PARI ANCHE IL SINDACO DI GRANAROLO, ALESSANDRO RICCI, ESORTA GUAZZALOCA: "POLITICAMENTE LA SUA NON SEMBRA UNA POSIZIONE MOLTO SAGGIA, ANCHE SE SI E' SMARCATO BENE DALLA SUA MAGGIORANZA. ESSENDO INNEGABILE L'ELEMENTO DELL'ANTIFASCISMO NELLA STORIA DELLA CITTA', CI ASPETTIAMO UN ATTO DEL SINDACO COERENTE CON LE SUE DICHIARAZIONI". TRA I POLITICI PRESENTI ROBERTO SCONCIAFORNI, SEGRETARIO PROVINCIALE DI RIFONDAZIONE COMUNISTA, RIBADISCE L'ADESIONE DEL SUO PARTITO ALLA MANIFESTAZIONE: "A BOLOGNA COME A LIVELLO NAZIONALE LA DESTRA STA ATTACCANDO LA RESISTENZA PER COLPIRE LA COSTITUZIONE E I SUOI VALORI. IL DIRITTO AL LAVORO, ALLA SCUOLA PUBBLICA E ALLA SANITA' STA EVIDENTEMENTE STRETTO AI SOSTENITORI DEL LIBERISMO". (ABO/DIM/ DIRE) 16:32 07-04-01 NNNN
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