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COMUNICATI STAMPA
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(ER) PROVINCIA BOLOGNA.
CONSIGLIO, PIU' RIUNIONI MA MENO DELIBERE
NEL 2006 AUMENTATE COMMISSIONI, 100 DOMANDE IN PIU' AD ASSESSORI
(DIRE) Bologna, 29 dic. - Meno delibere (una sforbiciata del 20%
rispetto all'anno scorso), piu' interventi dei consiglieri al
question time e una valanga di sedute di commissione in piu': 35,
anche grazie all'ultima nata, settimo organismo permanente
dedicato ad ambiente e sicurezza del territorio. La Provincia di
Bologna tira le somme di un anno di Consiglio e scopre nel
raffronto col 2005 "perde" 24 proposte di delibera, 95 contro
119. In compenso, tra riunioni di commissione e conferenze tra i
gruppi nel 2006 i consiglieri si sono riuniti ben 479 volte: una
cifra a cui vanno aggiunte le 54 riunioni del Consiglio. Per
ciascuna,un gettone di presenza da circa 90 euro l'uno.
"Le delibere si valutano sul peso piu' che sul numero",
minimizza il presidente dell'assemblea, Maurizio Cevenini (Ds),
recordman di presenze nella legislatura con 130 firme sul
registro. E poi, sospetta il suo vice, Giuseppe Sabbioni (Fi),
"puo' essere che ci sia un calo fisiologico delle delibere.
Sempre piu' spesso interviene la giunta anziche' il Consiglio".
Di fatto pero' in Consiglio, se sono state prese meno decisioni,
si e' discusso un bel po' di piu'. Quest'anno sono state fatte
251 domande al question time, con un'impennata del 60% rispetto
allo scorso anno.(SEGUE)
(DIRE) Bologna, 29 dic. - Insomma, i consiglieri provinciali non
sono certo rimasti inattivi. Nel 2006 hanno totalizzato anche 304
tra interrogazioni e interpellanze, 84 audizioni e 62
sopralluoghi, "incontrando complessivamente oltre mille persone".
I piu' presenti in aula? Dal luglio 2004 a stare a ruota del
sempre presente Cevenini (130 presenze su 130) ci sono solo
Sabbioni e il Ds Raffaele Finelli (129 presenze), segue il
forzista Giovanni Leporati. Assidua anche la presidente della
Provincia Beatrice Draghetti che quest'anno ha timbrato il
cartellino 51 volte su 54 (con tre assenze giustificate).
Il dubbio ora e' che con la Citta' metropolitana tutto questo
possa finire. "Se ci cambieranno nome cambieremo nome-
filosofeggia Sabbioni- ma fino a che non ci staccheranno la spina
continueremo a lavorare. La Provincia fa molto anche se questo
non appare all'esterno". Fa tanto che, mentre in Comune c'e' un
clima di vacanza e del bilancio si parlera' a gennaio, Cevenini
aveva tentato addirittura di convocare la seduta per
l'approvazione il 31 dicembre, a poche ore dai brindisi di
Capodanno. "Ma erano disponibili 28 consiglieri su 33, cosi'
l'abbiamo fatto il 28", sospira il presidente .
(Bil/ Dire)
17:05 29-12-06
(DIRE) Bologna, 26 lug - La sentenza sul calcio appare come una
farsa, e la societa' del Bologna e' stata ingiustamente estromessa
dalla serie A. E' quanto affermano in due distinte note il
senatore Ds Walter Vitali e il presidente del Consiglio
Provinciale di Bologna, Maurizio Cevenini, anche lui esponente
della Quercia. "Il Bologna e' con ogni evidenza la societa'
maggiormente penalizzata dallo scandalo del calcio- dichiara
Vitali- e il Presidente Cazzola sa di avere il sostegno delle
istituzioni locali e di tutta la citta'". Anche Cevenini esprime
la sua solidarieta' ai rossoblu': "Sono vicino a Cazzola e ai suoi
soci- afferma- a Ulivieri e alla squadra per questa ennesima
delusione". Allo stesso tempo, pero', il presidente del Consiglio
Provinciale prende le distanze dagli "amministratori di altre
citta' che hanno avuto in questi giorni reazioni imbarazzanti" e
si dice orgogliosamente legato allo striscione esposto dalla
curva Dall'Ara: "Avremmo potuto bloccare mezza Italia... ma siamo
bolognesi".
Vitali e Cevenini si dicono inoltre profondamente delusi dal
colpo di spugna con cui il secondo grado del processo si e'
concluso. "La sentenza di primo grado era esemplare,
rappresentando una risposta chiara e onesta a tutti coloro che
invocavano impropriamente clemenza" dice Cevenini. E Vitali gli
fa eco: "L'impressione e' che si tratti di qualcosa di molto
vicino al colpo di spugna, in aperta contraddizione con le
dichiarazioni d'intenti del Commissario Straordinario della FIGC,
Guido Rossi, e del Governo. La battaglia per il calcio pulito-
conclude il senatore Ds- e' lontana dall'essere conclusa".
(Com/Cod/Dire)
19:58 26-07-06
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Provincia
di Bologna
Servizi di comunicazione
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Bologna 26 luglio 2006
Villa Margherita, polemica
Sabattini-Grandi:
lettera del presidente del Consiglio Maurizio Cevenini
In merito alla mancata partecipazione del sindaco Sergio Sabattini alla
commissione consiliare convocata per esaminare i problemi di Villa Margherita e
alla polemica che ne è seguita tra lo stesso sindaco e il presidente di
commissione Lorenzo Grandi, il presidente del Consiglio Maurizio Cevenini ha
inviato al primo cittadino di Porretta la seguente lettera
Caro Sindaco,
mi sento costretto a manifestarLe il mio profondo disagio e
imbarazzo nel leggere in data odierna sul quotidiano "Il domani" la
dichiarazione virgolettata a Lei attribuita " commissioni provinciali ignoranti
e maleducate". Non intendo assolutamente dibattere sul merito delle competenze e
del ruolo degli Enti che, a diverso titolo, rappresentiamo. Confermo che, anche
in una altra occasione, Lei mi aveva manifestato la Sua contrarietà a
convocazioni giudicate prescrittive e in questo senso mi ero ovviamente
premurato di avvertire i Presidenti di commissione di concordare eventuali
inviti, ai quali ovviamente i Sindaci non hanno alcun obbligo giuridico di
aderire. E’ comunque prassi consolidata, fin dall’approvazione della L 142/90,
il rapporto tra le articolazioni consiliari e gli amministratori del territorio
provinciale per uno scambio proficuo di informazioni. Ritengo che la lettera del
presidente Grandi, in risposta alla Sua, esprimesse in termini pacati un
rammarico per il mancato incontro e la volontà di un confronto sereno, che
anch’io auspico.
Ritengo che l’affermazione, eccessiva e inaccettabile, sulle
commissioni consiliari della Provincia sia frutto di un malinteso, conoscendo il
Suo profondo rispetto per le Istituzioni.
Le auguro buon lavoro e la saluto cordialmente.
Maurizio Cevenini
Calciopoli: a tarallucci e vino…
Chi ha sempre
sostenuto, come me, che le sentenze non si commentano, alla luce della sentenza
di ieri può solo cadere in prostrazione, provando una profonda delusione. Per un
momento dimentico la situazione del Bologna, a differenza di amministratori di
altre città che hanno avuto in questi giorni reazioni imbarazzanti, e voglio
rimanere al fatto generale.
La sentenza di primo grado
era esemplare rappresentando una risposta chiara e onesta a tutti coloro che
invocavano, in modo improprio, clemenza, rispondendo alla voglia di pulizia nel
rispetto dei tifosi di tutta Italia. Qualcosa è successo nel giro di una
settimana e alla luce della sentenza appare paradossalmente giusto il ricorso al
Tar della Juventus, per avere anch’essa un colpo di spugna.
E’ oggettivo il fatto che
tutta la vicenda è stata derubricata ad un fatterello di qualche mariuolo, di
lontana memoria. Forse il Bologna, tutte le espressioni della città, non si sono
fatte sentire abbastanza, ma io resto orgogliosamente legato allo striscione
esposto dalla curva Dall’Ara: “avremmo potuto bloccare mezza Italia… ma siamo
bolognesi”. Non varrà i milioni recuperati dal Milan, ma permette di guardarsi
in faccia la mattina senza vergogna.
Sono vicino a Cazzola e ai
suoi soci, a Ulivieri e alla squadra per questa ennesima delusione; spero resti
intatta, anzi acquisti forza, la voglia di continuare a lottare in un calcio
ancora profondamente malato. Il governo ha preso l’impegno di riformare
profondamente il sistema, in bocca al lupo sarà un lungo e duro lavoro.
Bologna, 26 luglio 2006
Maurizio Cevenini
2 GIUGNO:CEVENINI(DS),CONDANNA PER LANCI E FISCHI A BANDIERA
(ANSA) -
BOLOGNA,
2 GIU - ''Simboliche manifestazioni di protesta possono
avvenire anche in occasioni di festa come la celebrazione dei sessanta anni
della Repubblica, chi ha conquistato la liberta' lo ha fatto anche per
consentire il dissenso. Quando si tirano oggetti verso persone e cose e si
arriva a fischiare la bandiera, i gonfaloni e i partigiani la condanna deve
essere decisa e ferma''. Cosi' il presidente del consiglio provinciale di
Bologna,
Maurizio Cevenini, sulle contestazioni di Prc e no-global alle celebrazioni
bolognesi del 2 Giugno. ''Spetta a tutti i livelli istituzionali non
sottovalutare certi episodi che - ha aggiunto - fuori da strumentalizzazioni,
non riflettono il modo di pensare della stragrande maggioranza del popolo
italiano''. (ANSA).
Gli Europei a Bologna… la priorità è il Bologna e il suo
futuro
Il mio non
è un intervento istituzionale, altri hanno il compito di definire scelte e
risorse, non certo il Presidente del Consiglio.
Detto questo da tifoso “militante” del calcio e del
Bologna, penso sinceramente che da quando, un anno fa, Bologna si candidò a sede
dell’Europeo sono avvenute cose di una gravità tale da mettere in discussione la
stessa opportunità della candidatura italiana. In questo momento non vorrei che
l’attenzione sui costi della copertura del Dall’Ara per ospitare un paio di
eliminatorie dell’europeo mettessero in secondo piano, l’impegno congiunto e
coordinato che tutti devono mettere per rivendicare giustizia per il calcio
pulito e per il Bologna principale danneggiato dalle combine. Se Bologna non
otterrà giustizia in quanti riempirebbero lo stadio per la Croazia, qualcuno
ricorda in quanti eravamo per Bologna Ternana? Se poi gli imprenditori privati
vogliono dare una mano credo che Cazzola e i suoi soci gradirebbero, non solo
per coprire lo stadio per rendere competitiva la nostra squadra.
Bologna 1
giugno 2006 Maurizio Cevenini
(ER) ELEZIONI/BOLOGNA. CEVENINI: AL LAVORO, ESULTARE NON SERVE
(DIRE)
Bologna, 11 apr - Dopo il risultato delle elezioni "non serve esultare".
L'invito alla calma destinato alle forze del centrosinistra arriva da Maurizio
Cevenini (Ds),
presidente del consiglio provinciale di Bologna, che in una nota sottolinea
piuttosto la necessita' di "mettersi a testa bassa al lavoro in un Paese diviso
e in grave difficolta' economica". Infatti, spiega
Cevenini, "l'esito elettorale, frutto di una legge
assurda, impone a tutti i partiti dell'Unione una profonda riflessione e un
richiamo al senso di responsabilita'". Questo, prosegue il presidente del
consiglio provinciale, "si deve tradurre immediatamente in un richiamo a tutti
gli eletti al ruolo straordinario in termine di tempo e disponibilita', per
evitare che assenze o voglia di caratterizzazione creino ostacolo al lavoro del
governo. Penso- conclude Cevenini-
che tutto questo fosse scontato davanti agli elettori al momento della
candidatura, ma e' bene ricordarlo dal primo giorno utile". (Com/San/ Dire)
(ER) PROVENZANO. PROVINCIA BOLOGNA SODDISFATTA PER ARRESTO
(DIRE) - BOLOGNA,
11 apr- Il consiglio provinciale di Bologna
esprime oggi "viva soddisfazione" per l'arresto di
Bernardo Provenzano, boss dei boss di Cosa Nostra. I complimenti, a nome di
entrambi gli schieramenti, arrivano a inizio lavori da parte di Maurizio
Cevenini, presidente del Consiglio di Palazzo Malvezzi, e di Raffaele Donini,
consigliere provinciale dei Ds, che indicano Provenzano come il "piu' pericoloso
e sanguinario latitante mafioso". Un "sentito ringraziamento", poi, viene
indirizzato alle "forze dell'ordine, al ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu,
al procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, e a tutti i magistrati
impegnati". (San/ Dire)
Solidarietà a Rita
Bartolomei, ma non basta
Da un paio d’anni è sempre più
difficile, per il ruolo che cerco di svolgere con equilibrio ed equidistanza,
entrare nel dibattito politico diretto. Ma quando avvengono episodi come quello
dell’altra sera il mondo politico si deve fare sentire con forza e soprattutto
con chiarezza. Solidarietà, che credo di poter estendere a tutte le forze
politiche del consiglio provinciale, a Rita Bartolomei per la vile aggressione.
Ci sono episodi marginali, se così si può dire, che hanno un significato
dirompente e che rischiano di creare sfiducia attorno ad iniziative che nella
intenzione della gran parte di chi vi partecipa dovrebbero svolgersi
diversamente. I presidi democratici esistono dal dopoguerra e hanno una loro
dignità perché al centro hanno due principi fondamentali della nostra
repubblica: libertà e democrazia. Quando sfociano in violenza e in violazione
delle regole diventano altro, che va combattuto senza titubanze e
giustificazioni. Cosa c’entrano le maschere e le mazze con le manifestazioni?
Rubare e bruciare gli strumenti di lavoro di una donna, prima che di una
giornalista, è da vigliacchi. I partiti, i movimenti devono isolare i pochi
violenti che cercano d’inquinare le manifestazioni. L’obiettivo è fin troppo
chiaro, a prescindere da pseudo motivazioni ideologiche, tenere lontani con la
paura i cittadini dalle piazze. L’episodio di san Lazzaro, assieme alla
manifestazione senza autorizzazione di piazza Galvani, dimostrano che le
preoccupazioni degli ultimi giorni erano fortemente motivate e la scelta di
questura e prefettura, in seguito all’indicazione di piazze alternative, è stata
lungimirante.
Bologna, 2
aprile 2006 Maurizio
Cevenini
(ER) ELEZIONI BOLOGNA. CURIA SUPER PARTES:
COFFERATI NON CI TEMA=
MONSIGNOR VECCHI: CITTA' AVVILITA? NO, ANCORA SAZIA E DISPERATA
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(DIRE)- BOLOGNA- SERGIO COFFERATI NON HA NULLA DA TEMERE DALLA
CURIA DI BOLOGNA. PAROLA DI VESCOVO: "NON C'E' DA TEMERE: LA
CHIESA E' CAPACE DI ESSERE AL DI SOPRA DELLA POLITICA INTESA IN
SENSO PARTITICO". LA RASSICURAZIONE PORTA LA FIRMA DI MONSIGNOR
ERNESTO VECCHI, VESCOVO AUSILIARIO DELL'ARCIDIOCESI DI BOLOGNA,
CHE PERO' METTE LE COSE IN CHIARO: "CON CHIUNQUE VINCERA'" LE
ELEZIONI "DOVREMO ANDARE D'ACCORDO", IL CHE "PERO' NON VUOL DIRE
ESSERE D'ACCORDO CON QUELLO CHE FA" CIASCUNO DEI CANDIDATI. "NOI
METTEREMO I CANDIDATI DI FRONTE AI VALORI". CIOE' SOTTO ESAME SU
UNA SERIE DI TEMI E IL MODO DI AFFRONTARLI: MATRIMONIO, ABORTO,
NOZZE GAY, FAMIGLIA E COSI' VIA.
E' LA PRIMA VOLTA CHE L'ARCIDIOCESI BOLOGNESE PARLA
APERTAMENTE DEL CAPITOLO ELEZIONI AMMINISTRATIVE: POCHI GIORNI
DOPO LA SCELTA DI CANDIDARE COFFERATI A BOLOGNA, A MARGINE DI
UNA CONFERENZA STAMPA SUL RECUPERO DEL CASSERO DI PORTA
SARAGOZZA, MONSIGNOR VECCHI CONFIDO' AI CRONISTI CHE "CE NE
SAREBBE DA DIRE" SULL'EX LEADER DELLA CGIL, MA PROMISE CHE
AVREBBE PARLATO A TEMPO DEBITO. LO HA FATTO OGGI, OSPITE DEGLI
STUDI DELLA TRASMISSIONE DI E'TV "DEDALUS" (REGISTRATA NEL
POMERIGGIO E IN ONDA QUESTA SERA ALLE 20.30) RISPONDENDO A UNA
DOMANDA DEL DIESSINO MAURIZIO CEVENINI. "SE FOSSI CANDIDATO
SINDACO, OGGI NEL RAPPORTO CON LA CHIESA NON MI SENTIREI
EQUIDISTANTE RISPETTO AL MIO AVVERSARIO", E' L'ASSIST
DELL'ESPONENTE DELLA QUERCIA. MONSIGNOR VECCHI NON SI TIRA
INDIETRO. ANZI DI POLITICA PARLA PARECCHIO, SOPRATTUTTO DEI
CATTOLICI, RIGETTA L'IDEA DI UNA CITTA' "AVVILITA" COME L'HA
DEFINITA COFFERATI (MA E' ANCORA "SAZIA E DISPERATA", COME DISSE
IL CARDINAL GIACOMO BIFFI) E TROVA LO SPAZIO ANCHE PER UNA
BACCHETTATA ALLA CGIL. MA PRIMA COFFERATI E UN
CONSIGLIO-AVVERTIMENTO RIFERITO AL DISCORSO DEI VALORI: "NON
BASTA METTERE TUTTI ALLA PARI".
(ER) COMUNE BOLOGNA. ANCHE GUAZZALOCA CONFERMA
MARCHETTI=
MAGGIORANZA ATTACCA CEVENINI E RESPINGE LA RICHIESTA DI REVOCA
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(DIRE)- BOLOGNA- IL SINDACO DI BOLOGNA GIORGIO GUAZZALOCA E LA
MAGGIORANZA DI CIVICO-POLISTA DI PALAZZO D'ACCURSIO RINNOVANO LA
FIDUCIA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE, LEONARDO MARCHETTI
(LTB). LA RICHIESTA DI REVOCA DI MARCHETTI AVANZATA DA TUTTA LA
MINORANZA SI INFRANGE CONTRO IL MURO A DIFESA DEL GUAZZALOCHIANO
MARCHETTI INNALZATO DALLA MAGGIORANZA. PASSA, INVECE, L'ORDINE
DEL GIORNO PRESENTATO DALL'INDIPENDENTE DI DESTRA NICCOLO' ROCCO
DI TORREPADULA (E FIRMATO ANCHE DA TRE CONSIGLIERI DI FI E DA
UNO DI AN), CON IL QUALE IL CONSIGLIERE INVITA IL VICEPRESIDENTE
DEL CONSIGLIO, IL DIESSINO MAURIZIO CEVENINI, AD "ESSERE
COERENTE" E QUINDI A PRESENTARE LE PROPRIE DIMISSIONI
IRREVOCABILI. L'UNICO ESPONENTE FUORI LINEA DELLA MAGGIORANZA E'
ANDREA CROCIONI (NUOVO PSI), CHE VOTA ASSIEME ALL'OPPOSIZIONE
CONTRO IL DOCUMENTO DI ROCCO. IL CONSIGLIO COMUNALE DI OGGI,
CONVOCATO IN VIA STRAORDINARIA PER DISVCUTERE DELLA REVOCA DEL
PRESIDENTE MARCHETTI- DECISIONE ASSUNTA DALLA MINORANZA DOPO CHE
MARCHETTI NON AVEVA AMMESSO UN ODG DEL CENTROSINISTRA SUL VOTO
AGLI IMMIGRATI LO SCORSO 13 OTTOBRE- E PRESIEDUTO DAL
CONSIGLIERE ANZIANO ALESSANDRO RAMAZZA, E' DURATO PER PIU' DI
TRE ORE E SI E' CONCLUSO CON LA PARTECIPAZIONE AL VOTO DEL
SINDACO GUAZZALOCA, ENTRATO IN AULA ALL'ULTIMO MOMENTO UTILE PER
PIGIARE IL TASTO. GLI UNICI AD ASTENERSI SONO STATI I
PROTAGONISTI DEL LUNGO DIBATTITO IN AULA: IL PRESIDENTE
MARCHETTI E IL SUO VICE CEVENINI.
DI FATTO, CON LA BOCCIATURA DELLA RICHIESTA DI REVOCA DEL
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE, LA MINORANZA ORA "NON SI
SENTE PIU' GARANTITA NELLA SUA LIBERTA' DI INIZIATIVA POLITICA".
QUESTO PERCHE' MARCHETTI "NON RAPPRESENTA PIU' TUTTO IL
CONSIGLIO COMUNALE MA SOLO LA MAGGIORANZA". IL CAPOGRUPPO DEI DS
DAVIDE FERRARI INVITA QUINDI TUTTI I CONSIGLIERI AD "UN IMPEGNO
FORTE CHE FAVORISCA IL GOVERNO DEL CONSIGLIO COMUNALE E CHE
EVITI DI VOLTA IN VOLTA SITUAZIONI DI ATTRITO, PROPRIO PERCHE'
NON ESISTE PIU' LA FIDUCIA AUTOMATICA NEI CONFRONTI DI
MARCHETTI". PER LA MAGGIORANZA TUTTO SI SAREBBE CONCLUSO
SENZA PRESE DI POSIZIONE NETTE, E QUINDI SENZA VOTAZIONE FINALE,
QUALORA IL CENTROSINISTRA AVESSE RITIRATO IL SUO ODG: A QUEL
PUNTO ANCHE IL DOCUMENTO DI ROCCO SAREBBE STATO CESTINATO. MA LA
QUESTIONE, DIVENUTA ORMAI POLITICA, NON POTEVA PIU' TORNARE
INDIETRO: UNO PER UNO QUASI TUTTI GLI ESPONENTI DI MINORANZA
HANNO INFATTI RIBADITO NEI LORO INTERVENTI LA "GRAVITA'" DELLA
DECISIONE ASSUNTA A SUO TEMPO DA MARCHETTI E QUINDI "LA SUA
MANCANZA DI IMPARZIALITA'" E LA CONSEGUENTE "NON FIDUCIA" NEI
CONFRONTI DEL PRESIDENTE STESSO. PER FERRARI SI E' GIUNTI A
QUESTA SITUAZIONE SOLO A CAUSA DELLA MANCANZA DI UNITA' NEL
CENTRODESTRA: "QUANDO LA MAGGIORANZA SI E' ACCORTA DI NON AVERE
UNA POSIZIONE UNANIME SUL VOTO AGLI IMMIGRATI, IL SUO UNICO
OBIETTIVO E' STATO QUELLO DI IMPEDIRE QUALSIASI VOTAZIONE E
DISCUSSIONE IN AULA". ANCHE PER VALERIO MONTEVENTI (PRC), LA
CONSEGUENZA NATURALE DELLA "GRAVE LESIONE DEL DIRITTO DI LIBERA
INIZIATIVA POLITICA DELL'OPPOSIZIONE" DA PARTE DI MARCHETTI ERA
QUELLA DI CHIEDERNE LA REVOCA. LO STESSO CEVENINI RIBADISCE LA
GRAVITA' DI NON AVER "CONCESSO AL CONSIGLIO COMUNALE DI
ESPRIMERSI" SUL DIRITTO DI VOTO AGLI IMMIGRATI. QUANTO ALLA SUA
POSIZIONE PERSONALE, IL TUTTO SI RIDUCE AD UNA "DIVERSA
VALUTAZIONE" SULLO SVOLGIMENTO DEI LAVORI DEL CONSIGLIO.
CEVENINI, INFINE, CONTROBATTE ALL'INVITO DELLA MAGGIORANZA DI
DIMETTERSI RICORDANDO COME IL SUO RUOLO "NON SIA STATO MAI
CONTESTATO IN AULA DA PARTE DELLA MAGGIORANZA".
A DIFESA DEL VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO LE
PAROLE DEL CAPOGRUPPO DELLA MARGHERITA, GIUSEPPE PARUOLO, CHE
DEFINISCE "SCORRETTO" L'ODG DELLA MAGGIORANZA: "SIETE AL LIVELLO
DELLE RITORSIONI".
SONO TUTTI RIVOLTI ALLA CONFERMA DELLA PIENA FIDUCIA NEI
CONFRONTI DI MARCHETTI GLI INTERVENTI DEI CONSIGLIERI DEL
CENTRODESTRA, CHE RICONOSCONO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
COMUNALE LA ASSUNZIONE DI GARANTE SUPER PARTES. A RACCHIUDERE IL
SENSO DELLE PAROLE DELLA MAGGIORANZA CI PENSA ANGELO SCAVONE
(FI): "MARCHETTI E' UN UOMO D'ONORE, CHE HA APPLICATO CON RIGORE
LE REGOLE NEI CONFRONTI DEGLI AMICI E CON INDULGENZA LE HA
INTERPRETATE NEI CONFRONTI DEI NEMICI". IL CENTROSINISTRA,
QUINDI, DIMOSTRA SOLO "INCOERENZA POLITICA": NON SOLO "ROMPE UN
PATTO SIGLATO AD INIZIO MANDATO TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE
CHE HANNO VOTATO ALL'UNANIMITA' SIA IL PRESIDENTE CHE IL VICE".
MA, OGGI, CONTRADDICE ANCHE LE PAROLE DEL SUO CANDIDATO SINDACO
SERGIO COFFERATI CHE HA INVOCATO "IL FAIR PLAY ISTITUZIONALE".
INSOMMA, CHIUDE SCAVONE, "LA CAMPAGNA ELETTORALE" DEL
CENTROSINISTRA INIZIA PROPRIO NEL SEGNO DELLA "CONTRADDIZIONE".
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( ER) SANITA' BOLOGNA. PRC
CANTA VITTORIA, IL POLO S'INFURIA (3)=
(DIRE)- BOLOGNA- NEL DIBATTITTO SI INSERISCE ANCHE IL DIESSINO
MURIZIO CEVENINI OSSERVANDO CHE L'ALIENAZIONE DI IMMOBILI DI
PROPRIETA' DELLA USL DI BOLOGNA, COME AVVIENE IN ALTRE REALTA'
REGIONALI, NON E' UNA NOVITA'. SE NE PARLA DA ANNI E
PROBABILMENTE LA POLEMICA CHE SI STA INNESCANDO SI LEGA AL
DIBATTITTO SULLA USL METROPOLITANA".
GIA' LO SCORSO ANNO VI FU UNA SOLLEVAZIONE DEI CITTADINI DEL
QUARTIERE SAVENA QUANDO, INIZIANDO A PARLARE DEL VASTO
PATRIMONIO DELLA USL CITTADINA, VENNE IPOTIZZATA LA CESSIONE A
PRIVATI DI VILLA MAZZACORATI. "ORA, DAVANTI ALLE AMPIE
RASSICURAZIONI DELLA REGIONE PER IL MANTENIMENTO DELLA
PROPRIETA' PUBBLICA DI VILLA MAZZACORATI E DEGLI SPAZI DI VIA
CASTIGLIONE GIA' AD USO PUBBLICO", SECONDO CEVENINI "APPARE
STRUMENTALE E LEGATO AL DIBATTITO POLITICO SULL'UNIFICAZIONE IL
POLVERONE SOLLEVATO IN MERITO AD APPARTAMENTI DI PROPRIETA'
COSTOSI E NON REMUNERATIVI, SIA PURE IN ZONE DI PREGIO". DAVANTI
ALLA GRAVE SITUAZIONE FINANZIARIA DEL SISTEMA SANITARIO, "FRUTTO
DI SOTTOVALUTAZIONE DA PARTE DEL GOVERNO", E' "INDISPENSABILE
CHE LE AZIENDE SANITARIE CONCENTRINO LE PROPRIE RISORSE CORRENTI
E PER INVESTIMENTI ESCLUSIVAMENTI SU STRUTTURE E ATTIVITA'
FUNZIONALI ALLA STRETTA ATTIVITA' SANITARIA", INSISTE IL
DIESSINO. CI SONO POI GLI STRUMENTI URBANISTICI
DEI COMUNI PER "VIGILARE SUL CORRETTO UTILIZZO DEI BENI DI PREGIO ALIENABILI".
Salvaguardare le prerogative e la sovranità del Consiglio
comunale
Ritengo che il clima esasperato vissuto ieri sera in
Consiglio comunale non possa che destare grande preoccupazione per i consiglieri
comunali ma anche per i cittadini. Il compito della Presidenza del Consiglio,
sia che presieda il Presidente sia il Vice, è di concedere al Consiglio tutto
gli spazi possibili per esercitare il mandato di eletti e dunque di
rappresentanti dei cittadini di Bologna. Non può esistere che un funzionario,
fosse anche il più alto in grado, blocchi l’attività dell’Assemblea consiliare
cittadina. Nel caso in specie, non è in discussione l’indicazione tecnica del
Segretario Generale ma il fatto che un suo parere impedisca al Consiglio tutto
di esprimersi. Ricordo che sono molti gli ordini del giorno votati in Consiglio
pur contenendo vizi formali: è successo in tante occasioni e si ripeterà in
futuro. Infatti, è solo nel momento della traduzione pratica degli effetti di un
determinato ordine del giorno che si valuta, ed eventualmente rettifica, il
contenuto dello stesso. Temo purtroppo che in Marchetti abbia prevalso la logica
di parte e che, per togliere dagli evidenti imbarazzi una parte della
Maggioranza, si sia nascosto dietro al problema tecnico, provocando però un
grave incidente istituzionale. Ancora una volta l’Ufficio di Presidenza si è
diviso nettamente, venendosi a creare una situazione secondo la quale se,
paradossalmente, l’avv. Napoli decidesse di contestare i contenuti di delibere
ed ordini del giorno, paralizzerebbe, visto il precedente creato, gli eletti del
popolo. La mia presa di posizione è netta, sempre il Consiglio deve essere messo
in grado di votare e di decidere, assumendosi, ovviamente, tutte le
responsabilità del caso. Maurizio Cevenini
ER) BASKET BOLOGNA. CEVENINI: NON C'E' SPAZIO PER
DUE SQUADRE=
"CONDANNABILE IL SILENZIO DELLE ISTITUZIONI"
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(DIRE)- BOLOGNA- "NON C'E' SPAZIO PER DUE SQUADRE. LA MIA
SPERANZA ERA CHE FRANCIA CI DICHIARASSE, DAVANTI AL MANCATO
FALLIMENTO DELL'UNICO MARCHIO VIRTUS, CHE LUI SI SAREBBE MESSO A
DISPOSIZIONE DEL PROGETTO SABATINI. COSI' NON E' STATO E DI CIO'
MI RAMMARICO". LO DICE IL VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO
PROVINCIALE, MAURIZIO CEVENINI, CHE IN UNA NOTA CONFIDA: "QUANDO
HO INVITATO IN COMMISSIONE FRANCIA E SABATINI, CHE COMUNQUE
RINGRAZIO, NON PENSAVO CHE SAREBBE AVVENUTA IN QUELLA SEDE UNA
ROTTURA CHE EVIDENTEMENTE COVAVA SOTTO LA CENERE".
"SAREBBE RIDICOLO- CONTINUA CEVENINI- DIVIDERSI ADDIRITTURA
SU DUE SQUADRE DIVERSE. TUTTAVIA E' STATO MEGLIO EVITARE DI
COLTIVARE PER MESI UN'ILLUSIONE E TROVARSI A FINE CAMPIONATO A
SCOPRIRE CHE DIETRO LE DICHIARAZIONI DI FACCIATA C'ERA UN
DISSENSO. SPERO COMUNQUE CHE IL TEMPO, E QUALCHE RIFLESSIONE
PIU' PACATA, FACCIANO RECEDERE FRANCIA".
BOLOGNA- SUL PIANO PIU' SQUISITAMENTE POLITICO, CHIUDE
CEVENINI, "DESIDERO RIBADIRE CHE IL DISASTRO DELLA VIRTUS VIENE
DA LONTANO E HA MOLTI RESPONSABILI. SE E' CONDIVISIBILE LA
VALUTAZIONE SULLA SCIAGURATA GESTIONE PASSATA, E' ALTRETTANTO
CONDANNABILE IL SILENZIO CHE HA AVVOLTO LE ISTITUZIONI, NESSUNO
ESCLUSO".
"CHI VUOL DARE UNA COLORAZIONE POLITICA AL PROGETTO SABATINI
SBAGLIA; STA RISCHIANDO PESANTEMENTE IN PROPRIO ED HA BISOGNO
DEL CONTRIBUTO DI TUTTI. E' QUESTO IL SENSO DELL'APPELLO CHE HA
RIVOLTO OGGI IN COMMISSIONE A TUTTE LE FORZE POLITICHE, MA I
COLLEGHI DI MAGGIORANZA CON LA SOLITA IRONIA E SUFFICIENZA HANNO
RESPINTO IN MODO ARROGANTE".
ER) COMUNE BOLOGNA. DURO
CONSIGLIO, MATCH MARCHETTI-CEVENINI=
"GIUNTA ASSENTE, MEGLIO PRIMA"; "COME SPARARE SULLA CROCE ROSSA"
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(DIRE)- BOLOGNA- IN SEI MESI SI E' RIUNITO 24 VOLTE, VARANDO 80
DELIBERE E 54 ORDINI DEL GIORNO; MA NEL CONTO VANNO MESSI ANCHE
I 134 INTERVENTI DI INIZIO SEDUTA E LE 113 DOMANDE DI ATTUALITA'
RIVOLTE ALLA GIUNTA. E' IN QUESTI NUMERI IL BILANCIO
DELL'ATTIVITA' DEL CONSIGLIO COMUNALE DI BOLOGNA DALLO SCORSO
GENNAIO ALLA FINE DI GIUGNO (ESCLUSE DUNQUE LE ULTIME SEDUTE DI
LUGLIO). UN CONSIGLIO CHE "HA LAVORATO NOTEVOLMENTE, FACENDO
FINO IN FONDO IL SUO DOVERE, SU UNA GRANDE VASTITA' DI ARGOMENTI
E CON MOLTE DELIBERE CHE HANNO VISTO UNA LARGA MAGGIORANZA,
CIOE' LA COLLABORAZIONE DELLA MINORANZA". E' IL PRESIDENTE DEL
CONSIGLIO COMUNALE, LEONARDO MARCHETTI (LTB), A TRACCIARE IL
BILANCIO PRIMA DELLA PAUSA PER LE FERIE ESTIVE, A CUI SI ARRIVA
SENZA ALCUN ARGOMENTO IN SOSPESO. AL SUO FIANCO, COME SEMPRE, IL
VICEPRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA, IL DIESSINO MAURIZIO CEVENINI. MA
QUELLA DI OGGI POTREBBE DAVVERO ESSERE L'ULTIMA VOLTA IN CUI LA
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO SI PRESENTA UNITA AI CRONISTI. LE
TENSIONI E LE DIVISIONI SPESSO NEGLI ULTIMI QUATTRO ANNI HANNO
PORTATO IL DUO MARCHETTI-CEVENINI SULL'ORLO DEL DIVORZIO SONO
RIESPLOSE OGGI CON IL PRIMO CHE, ALLA FINE, RIPETE PIU' E PIU'
VOLTE CHE "VEDREMO SE CONTINUEREMO CON QUESTO GENERE DI
RIUNIONI".
NELLE SCORSE SETTIMANE LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO SI ERA
SPACCATA SULLA SOSTITUZIONE DEL DIRETTORE DELLO STAFF DEL
CONSIGLIO COMUNALE, VANNA MINARDI, MA OGGI LO SCONTRO E' SU
ALTRO. MARCHETTI SALTA SULLA SEDIA DOPO LE PAROLE DI CEVENINI
("NEL VECCHIO MANDATO IL CONSIGLIO LAVORAVA MEGLIO; IL SINDACO
NON VIENE MAI AGLI INCONTRI COI CAPIGRUPPO; LA GIUNTA NON
RISPONDE MAI"): "NON CONDIVIDO MINIMAMENTE CIO' CHE DICE IL
VICEPRESIDENTE". SUBITO DOPO, PERO', MARCHETTI SI MORDE LA
LINGUA: "HO UN RUOLO SUPER PARTES, SE ORA SEMBRA CHE IO DIFENDA
LA GIUNTA... NON DEVO, NON VOGLIO".
DIRE)- BOLOGNA- IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SI CONCEDE POI UN
BREVE CONTRATTACCO: "E' DAVVERO SGRADEVOLE ESSERE MESSI IN
QUESTA CONDIZIONE (DA CEVENINI, NDR). E' COME SPARARE SULLA
CROCE ROSSA, SPECIE PERCHE' LA CROCE ROSSA SAREI IO". MARCHETTI
DICE DI AVERE ANCHE PRONTO UNO STUDIO SULLE RISPOSTE DOVUTE
DALLA GIUNTA AI CONSIGLIERI: "LO TIRERO' FUORI A TEMPO
OPPORTUNO. MA IO NON FACCIO LE BATTUTE AD EFFETTO. NON POSSO
FARE VALUTAZIONI POLITICHE E QUINDI NON ACCETTO QUESTA
SITUAZIONE, ANCHE SE LE DIFFICOLTA' CI SONO. SE VOLETE FACCIO
UNA CONFERENZA STAMPA A TITOLO PERSONALE: MI STO PREPARANDO, LA
CROCE ROSSA COMPRERA' UN PICCOLO CANNONCINO". I DATI PER IL
MOMENTO INDICANO, IN SEI MESI, 129 INTERPELLANZE E 19
INTERROGAZIONI SODDISFATTE DALLA GIUNTA. L'UNICO RAGIONAMENTO
CHE MARCHETTI CONSEGNA AI CRONISTI, PARTENDO DAL "CLIMA POLITICO
CHE SI E' SURRISCALDATO", E' UN APPELLO IN VISTA DEL "COMPLESSO
E BATTAGLIATO" ANNO DI CAMPAGNA ELETTORALE: BISOGNEREBBE
MANTENERE LE "GIUSTE POLEMICHE SUI CONTENUTI POLITICI, SENZA
TOCCARE LE PERSONE".
QUANTO A CEVENINI, AVEVA ESORDITO POCO PRIMA RISPETTANDO IL
RAGIONAMENTO ISTITUZIONALE DI MARCHETTI, MA "INFORMARE SIGNIFICA
ANCHE DIRE COME STANNO LE COSE. DIRE CHE E' INACCETTABILE CHE IL
SINDACO NON SIA MAI VANUTO AD ORGANIZZARE I LAVORI DEL CONSIGLIO
COI CAPIGRUPPO. LA SUA PRESENZA AVREBBE PORTATO RISULTATI
POSITIVI E UNA SITUAZIONE MIGLIORE DI QUELLA ATTUALE IN CUI IN
AULA NON CI SI ASCOLTA QUASI PIU', DOVE GLI ASSESSORI NON
VENGONO O NON RISPONDONO". DI FRONTE AI DISTINGUO DI MARCHETTI,
CEVENINI RICORDA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE LE LETTERE
DEI PRESIDENTI DI COMMISSIONE CHE LAMENTANO L'ASSENZA DELLA
GIUNTA: "QUELLE ALMENO SONO POSIZIONI ISTITUZIONALI O NO?".
(DIRE)- BOLOGNA- IL BOTTA E RISPOSTA POLEMICO FINISCE CON UNA
POSTILLA DI MARCHETTI SUL CASO MINARDI ("NON E' ANCORA CHIUSO")
E UNA RISPOSTA: "SE RIFAREI IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? E'
STATO FATICOSO, BELLO E GRATIFICANTE, DIREI DI SI'". TERMINA LA
CONFERENZA STAMPA, MA SUBITO RICOMINCIA LA POLEMICA.
L'INDIPENDENTE DI DESTRA, NICCOLO' ROCCO DI TORREPADULA, ACCUSA
CEVENINI DI AVER USATO L'INCONTRO COI CRONISTI "PER FARE
SCORRETTAMENTE UNO SHOW PERSONALE E POLITICO, ESTERNANDO
INOPPORTUNAMENTE E MOLTO POLEMICAMENTE LE SUE VALUTAZIONI
SULL'OPERATO DELLA GIUNTA E SUI RAPPORTI CHE TIENE CON IL
CONSIGLIO". ROCCO RILEVA IN UNA NOTA CHE NON SI TRATTA DI UNA
NOVITA' E RIBADISCE L'ESIGENZA CHE, ALLA PROSSIMA OCCASIONE,
MARCHETTI SI PRESENTI ALLA STAMPA DA SOLO, SENZA CEVENINI.
TORNANDO AL LAVORO PORTATO A TERMINE DAL CONSIGLIO
NELL'ULTIMO SEMESTRE, L'ELENCO DEGLI ARGOMENTI COMPRENDE TEMI
CHE VANNO DALLA PACE ALL'ABUSO SUI MINORI, DALLE PARI
OPPORTUNITA' ALLA MORATORIA PER LA PENA DI MORTE,
DALL'ABOLIZIONE DEL SEGRETO DI STATO ALLA TANGENZIALE, DAI
MATRIMONI CELEBRATI IN COMUNE (E DA FAR VEDERE IN DIRETTA SUL
WEB) FINO ALLE POLEMICHE PER LA NOMINA DELL'ASSESSORE ENZO RAISI
(AN) NELLA FONDAZIONE SCUOLA DI PACE DI MONTE SOLE. NEL BILANCIO
VA RICORDATO ANCHE IL GIORNO DELLA MEMORIA, IL VARO DELLA CARTA
DELLA CONVIVENZA, VARIE INTITOLAZIONI, I 27 ATTI RIGUARDANTI
L'URBANISTICA, L'APPROVAZIONE DEL CONSUNTIVO DEL BILANCIO 2002.
L'ELENCO DEI TEMI TRATTATI E' COMUNQUE MOLTO PIU' LUNGO: RIEMPIE
BEN 9 CARTELLE.
(ER) COMUNE BOLOGNA. CASO MINARDI, DS: PASTICCIO E PARALISI=
FOSCHINI: PRESSIONI? "NON MI RISULTA"; E SPUNTA CARMEN BASSANI
--------------------------------------------------------------
(DIRE)- BOLOGNA- UN "PASTICCIACCIO BRUTTO" CHE PORTA ALLA
"PARALISI DI UN SETTORE DELICATISSIMO DEL COMUNE". E CIOE' DELLO
STAFF DEL CONSIGLIO COMUNALE, CHE HA UN BUDGET DI 400 MILA EURO,
TIENE I CORDONI DELLA BORSA PER LE COMMISSIONI E I 47
CONSIGLIERI COMUNALI E CHE FA DA ANELLO DI CONGIUNZIONE CON LA
GIUNTA. "MA E' ANCHE UN PASTICCIO POLITICO", PERCHE' SE IL
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE, LEONARDO MARCHETTI (LTB),
"PER DUE VOLTE, INCALZATO, HA CONFESSATO IERI DI AVER RICEVUTO
RICHIESTA DI SOSTITUIRE IL DIRETTORE DELLO STAFF SIA
DALL'ASSESSORE AL PERSONALE SIA DAL DIRETTORE GENERALE DEL
COMUNE, SIGNIFICA CHE LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO E' SOTTO
TUTELA". A PARLARE COSI' SONO MAURIZIO CEVENINI (DS),
VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE, E DIEGO BENECCHI (DS),
PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE AFFARI ISTITUZIONALI: IERI,
ENTRAMBI HANNO LASCIATO PER PROTESTA LA RIUNIONE DEI PRESIDENTI
DI COMMISSIONE, IN CUI MARCHETTI HA RIPRESENTATO L'ESIGENZA DI
UN AVVICENDAMENTO DI VANNA MINARDI, ATTUALE VICESEGRETARIO
COMUNALE E, AD INTERIM, DIRETTORE DELLO STAFF DEL CONSIGLIO
COMUNALE.
UN RAPIDO GIRO DI PARERI TRA I PRESIDENTI DI COMMISSIONE
AVEVA CONFERMATO PIENA FIDUCIA A MINARDI, POI LA RICHIESTA
CONTRARIA A MINARDI SU CUI OGGI VANNO ALL'ATTACCO BENECCHI E
CEVENINI: "PER DUE VOLTE MARCHETTI HA DETTO DI ESSERE STATO
ESPLICITAMENTE RICHIESTO DI SUPERARE L'INTERIM DI MINARDI
DALL'ASSESSORE AL PERSONALE", CIOE' PAOLO FOSCHINI, E "DAL
DIRETTORE GENERALE", ENRICO BISCAGLIA. MA FOSCHINI, A STRETTO
GIRO DI POSTA, SMENTISCE OGNI PRESSIONE: "INDICAZIONI SU
MINARDI? IO? NO, NON MI RISULTA". MA PER I DUE DIESSINI FANNO
TESTO LE PAROLE DI MARCHETTI: "HA DETTO CHE NON E' UNA SUA
INIZIATIVA. E RESTA UNA DOMANDA: PERCHE' CAMBIARE MINARDI QUANDO
TUTTI DICONO CHE VA BENE? VIENE DA CHIEDERSI A CHI SI DEVE FARE
UN PIACERE".
(MAC/ SEGUE)
14:32 17-07-03
(DIRE)- BOLOGNA- AI CRONISTI, CEVENINI RICORDA CHE MARCHETTI
DISSE DI AVER GIA' DISPONIBILE IL CURRICULUM DI UN POSSIBILE
SOSTITUTO; "UN'ALTRA VELINA", ACCUSANO I DUE DS. IL NOME NON E'
MAI VENUTO FUORI, MA INDISCREZIONI PARLANO DI CARMEN BASSANI, EX
DIRETTORE DEL QUARTIERE PORTO, E ORA, COME MINARDI,
VICESEGRETARIO GENERALE DEL COMUNE. CHIUNQUE SIA, CEVENINI
PROMETTE FUOCO DI SBARRAMENTO: "FARO' OSTRUZIONISMO CONTRO
QUALSIASI SOLUZIONE DIVERSA DA MINARDI, E DI CURRICULA POSSO
RACCOGLIERNE ANCHE DIECI", DICE INVOCANDO LO STATUTO. IN ESSO
"NULLA SI DICE DI UN CASO COME QUESTO, CIOE' SU CHE BASI SI
PROCEDE ALLA CACCIATA DI UN DIRIGENTE, MA DICE CHE SU
QUEST'UNICA NOMINA DI COMPETENZA DEL CONSIGLIO DECIDE L'UFFICIO
DI PRESIDENZA". INVECE, CEVENINI, UN MESE FA, SCOPRE
ALL'IMPROVVISO L'IDEA I SUPERARE L'INTERIM DI MINARDI E ORA
AVVERTE: "IL SODALIZIO CON MARCHETTI E' GIA' FRAGILE, SE PROCEDE
DA SOLO, E PUO' FARLO, SARA' UNA LACERAZIONE DEVASTANTE".
PRIMA I DUE DS VOGLIONO STANARE I PROTAGONISTI. BENECCHI HA
SCRITTO A BISCAGLIA PER AVERE L'ELENCO DEGLI INCARICHI AD
INTERIM IN COMUNE E AGGIUNGE: "SIAMO STATI MESSI DI FRONTE A UN
PERCORSO CHE DEROGA LE PROCEDURE. C'E' UNA RICHIESTA DI UN
ASSESSORE E DEL DIRETTORE GENERALE? LA TIRINO FUORI, VENGANO A
SPIEGARE IN COMMISSIONE". SE, CONTINUA ASSIEME A CEVENINI, "C'E
UN PASTICCIO POLITICO, SE SI VUOLE CAMBIARE QUALCUNO, LO SI DICA
ALLA LUCE DEL SOLE, NON SI USINO MEZZUCCI". INTANTO MINARDI HA
SCRITTO UNA LETTERA PER ESSERE SOLLEVATA DALL'INCARICO VISTO IL
CLIMA, E PER QUALCUNO SONO DIMISSIONI, "MA NON E' COSI'", GIURA CEVENINI.
|
(ER) ELEZIONI BOLOGNA. CEVENINI: GUAZZALOCA NON PIU' ORIGINALE=
"PER BERLUSCONI 'COMUNISTI' PROPRIO QUEI 14.000 CHE LO VOTARONO"
----------------------------------------------------------------
(DIRE)- BOLOGNA- "GUAZZALOCA HA PERSO DA TEMPO LA SUA
ORIGINALITA'. ED E' QUASI PIACEVOLE SENTIRSI DARE DA BERLUSCONI
DEL 'COMUNISTA'. PERCHE' I 'COMUNISTI' SONO ANCHE QUEI 14 MILA
CHE NEL '99 SCELSERO GUAZZALOCA PERCHE' LO RITENEVANO SCOLLEGATO
DAL POLO". MAURIZIO CEVENINI, DIESSINO E VICEPRESIDENTE DEL
CONSIGLIO COMUNALE DI BOLOGNA, LEGGE L'INTERVISTA AL "GIORNALE"
DEL SINDACO COME IL SEGNO DEFINITIVO DELLA PERDITA DI FRESCHEZZA
CIVICA DEL PRIMO CITTADINO. "SE E' VERO CHE UN BUON NUMERO DI
VOTI DI SINISTRA ANDARONO A GUAZZALOCA NELL'ORIGINALITA' DELLA
SUA PROPOSTA- PROSEGUE- E' ALTRETTANTO VERO CHE GUAZZALOCA SI E'
DEFINITIVAMENTE COLLOCATO NEL CENTRODESTRA IN UN QUADRO DI
BIPOLARISMO COMPIUTO. NON SI PUO' NON VEDERE COME FORZA ITALIA E
AN ABBIANO PRESO PIEDE DEL TUTTO IN CITTA', ATTRAVERSO L'AZIONE
DEGLI ASSESSORATI DI PAOLO FOSCHINI ED ENZO RAISI. QUEI DUE
ASSESSORATI SI MUOVONO IN UNA PERFETTA LOGICA DI PARTITO. QUESTO
E' NORMALE- SOTTOLINEA CEVENINI- MA E' ALTRETTANTO EVIDENTE CHE
LA PRESUNTA EQUIDISTANZA DEL SINDACO NON C'E' PIU'".
A RIPROVA DI QUESTO L'ESPONENTE DIESSINO SI CONCENTRA SUL
PASSAGGIO DELL'INTERVISTA NEL QUALE GUAZZALOCA DICE ALLA
SINISTRA DI RASSEGNARSI A DIECI ANNI DI AMMINISTRAZIONE DI
CENTRODESTRA DOPO "54 ANNI CHE C'ERANO LORO, 14 PIU' DI FIDEL
CASTRO A CUBA": "DICE IL SINDACO CHE DOBBIAMO RASSEGNARCI AL
CENTRODESTRA, NON A GUAZZALOCA, APPUNTO...".
(MAS/ DIRE)
ER)
STRAGE BOLOGNA. CEVENINI (DS): BENE BOLOGNESI E GUAZZALOCA= "SINDACO NON
AMBIGUO, LO CONFERMA REAZIONE SPROPOSITATA DI AN"
-------------------------------------------------------------- (DIRE)- BOLOGNA-
"BENE BOLOGNESI MA ANCHE GUAZZALOCA. I LORO SONO STATI INTERVENTI SERI ED
EQUILIBRATI CHE LA PIAZZA HA CAPITO", PAROLA DI MAURIZIO CEVENINI,
VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE, PER IL QUALE "PISANU HA INVECE
PAGATO L'AMBIGUITA' TENUTA IN QUESTI MESI DAL GOVERNO IN TEMA DI
GIUSTIZIA". "LA CONFERMA CHE LE PAROLE DEL SINDACO NON SONO STATE
AMBIGUE- SPIEGA CEVENINI- L'HANNO DATA I SUOI ALLEATI DI AN CON LA REAZIONE
SCOMPOSTA CHE HANNO AVUTO: CHI CON PAROLE DI FUOCO COME IL CONSIGLIERE
PROVINCIALE ALBERTO VECCHI, CHI ABBANDONANDO LA PIAZZA COME IL CAPOGRUPPO DI AN,
GALEAZZO BIGNAMI. PAZIENZA, CIO' CHE CONTA E' CHE LE RICHIESTE DEI FAMILIARI
SIANO STATE ACCOLTE E CHE LA COMMEMORAZIONE SIA AVVENUTA IN MODO CORRETTO.
ADESSO E' INDISPENSABILE CHE TUTTI SI IMPEGNINO, COME PROMESSO, A RICERCARE LA
VERITA' E AD ABOLIRE IL SEGRETO DI STATO SULLE STRAGI". (COM/ORO/ DIRE)
(ER) 25 APRILE/BOLOGNA. CEVENINI: SOLCO
PROFONDO DIVIDE CITTA'=
"DALLA MAGGIORANZA POSIZIONI
INACCETTABILI SULLA RESISTENZA"
------------------------------------------------------------ (DIRE)- BOLOGNA-
"QUELLO CHE STA SUCCEDENDO IN QUESTI ULTIMI GIORNI CREA UN SOLCO PROFONDO
ED INCOLMABILE CHE NON AVREI MAI PENSATO SI POTESSE VERIFICARE NELLA NOSTRA
CITTA', MEDAGLIA D'ORO DELLA RESISTENZA". IL VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO
COMUNALE DI BOLOGNA, MAURIZIO CEVENINI (DS), INTERVIENE SULLE POLEMICHE INTORNO
ALLE CELEBRAZIONI DEL 25 APRILE E RILEVA CHE "PURTROPPO, ANCHE NELLA NOSTRA
CITTA', ESPONENTI DI RILIEVO DEL MONDO POLITICO HANNO ASSUNTO POSIZIONI
INACCETTABILI IN OCCASIONE DELLA DELL'ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE NAZIONALE
DAL NAZI-FASCISMO". "SI FANNO DICHIARAZIONI PUBBLICHE DI VOLONTA'
ANTIFASCISTA- CONTINUA CEVENINI- CHE POI VENGONO SISTEMATICAMENTE CONTRADDETTE
DA POSIZIONI INACCETTABILI E ANTICOSTITUZIONALI. DEVO DIRE CON RAMMARICO CHE
PROBABILMENTE QUESTA SITUAZIONE E' ANCHE IL FRUTTO DELL'ATTUALE GOVERNO
CITTADINO E CHE IN ALTRI ANNI TUTTO CIO' NON SI SAREBBE VERIFICATO". OGGI,
PERO', CONCLUDE IL VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE, "IL SINDACO
GUAZZALOCA AMMINISTRA LA CITTA' CON QUESTI ALLEATI E CON LORO DEVE FARE I CONTI
QUANDO TENTANO DI DIVIDERE LA CITTA', RIVEDENDO GOFFAMENTE LA NOSTRA STORIA, LE
RADICI E IL TESSUTO DELLA DEMOCRAZIA NEL NOSTRO TERRITORIO". L'ULTIMO
PENSIERO DI CEVENINI E' PER IL PARLAMENTARE DI FORZA ITALIA, FABIO GARAGNANI:
"FA BENE- DICE CEVENINI- AD ANDARE A COMMEMORARE I SOLDATI CHE RIPOSANO NEL
CIMITERO DEI POLACCHI A PATTO CHE NON FACCIA FINTA DI DIMENTICARE CHE GLI
ALLEATI IL 21 APRILE 1945 ENTRARONO IN CITTA' ACCOLTI DAI PARTIGIANI E DAI
CITTADINI E CHE RICONOBBERO IMMEDIATAMENTE AL SINDACO DOZZA E AL COMITATO DI
LIBERAZIONE NAZIONALE I PIENI POTERI DELL'AMMINISTRAZIONE DELLA CITTA'". (COM/ORO/
Lettera aperta a Enzo Raisi
Caro Raisi,
non è proprio con questo spirito che si sta nella scuola di
Pace di Montesole. "La
storia è già scritta",
hai dichiarato dopo la polemica sulla tua nomina nel Comitato, allora
rispettala. Se guardo agli anni passati, trovo in te una persona
intelligente che ha fatto politica con convinzione e che ha condotto con
capacità la Commissione Affari Generale, rispettato da tutti.Volendo fortemente questa nomina, hai dato quasi la
sensazione di una tua impuntatura che fa a pugni con il tuo modo di agire
politico. Oggi torni a sbagliare clamorosamente dichiarando che l’uccisore
di Giovanni Gentile, un partigiano dei GAP di Firenze, è paragonabile alla
stessa mano infame che guida le brigate rosse. Ti ricordo però che i partigiani colpivano obiettivi e uomini
compromessi con il regime, ma avevano i partiti, la gente e la solidarietà dalla
loro parte. La Resistenza è stata la base della sollevazione nazionale
contro il nemico tedesco ed il complice fascista. E dalla Resistenza nasce la
Carta Costituzionale fondamento della nostra Democrazia nella quale tu professi
di credere. Caro Raisi, senza rancore, ti devo ribadire che faresti bene
a dimetterti dal quel ruolo ed avviare, da subito, assieme a tutti noi, una
riflessione collettiva per discutere, senza pregiudizi ma con lealtà, le
questioni collegate alla storia passata ed all’attualità
della politica e dei partiti democratici italiani. Con la stessa stima di sempre
Maurizio Cevenini

DIR0190
4 POL 0 R02 / BOL (segue 0189) EMILIA-ROMAGNA. "DIVIDIAMOLA", E SI
SCATENA UNA BUFERA (3)=
(DIRE)- BOLOGNA-
LA POLEMICA INFURIA ANCHE A BOLOGNA, DOVE IL CENTROSINISTRA IN REGIONE FA
QUADRATO ATTORNO ALL'ASSESSORE ALL'INNOVAZIONE AMMINISTRATIVA LUCIANO VANDELLI.
LA TESI CHE SI AVANZA E' CHE A PAGARE IL PREZZO PIU' ALTO DELLA DIVISIONE DELLA
REGIONE EMILIA-ROMAGNA SAREBBE PROPRIO LA ROMAGNA. "DA UNA PARTE AVREMMO L'EMILIA,
CON CIRCA 3 MILIONI E MEZZO DI ABITANTI. DALL'ALTRA LA ROMAGNA, CON MENO DI UN
MILIONE DI ABITANTI, CHE E' TRA L'ALTRO IL TETTO MINIMO AL DI SOPRA DEL QUALE LA
LEGGE DICE CHE PUO' ESSERE FORMATA UNA NUOVA REGIONE". UN RAGIONAMENTO
CONDIVISO ANCHE DA LINO ZANICHELLI, CAPOGRUPPO IN REGIONE DEI DS: "LA
NOSTRA FORZA STA NELL'AVERE IL MARE E GLI APPENNINI". UNA REGIONE DIVISA
SAREBBE "PIU' DEBOLE, PIU' COSTOSA E MENO EUROPEA". SEMPRE PER LA
QUERCIA INTERVIENE MAURIZIO CEVENINI (DS), VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
COMUNALE DI BOLOGNA: "MANCAVA UMBERTO BOSSI AD ARRICCHIRE L'AGGUERRITO
PARTITO DEI DIVISORI DELLA NOSTRA REGIONE, CHE FINO AD OGGI HA VISSUTO PIU' COME
FENOMENO DI COLORE LOCALE CHE COME SCELTA CONCRETA". MA IL DEPUTATO
LEGHISTA MASSIMO POLLEDRI NON HA NESSUNA INTENZIONE DI FARE COLORE:
"DOVREBBE SAPERE BERSANI CHE E' DA QUARANT'ANNI CHE I ROMAGNOLI, AL DI LA'
DELL'APPARTENENZA POLITICA, CHIEDONO DI ESSERE CONSULTATI SULLA QUESTIONE. NE'
DOVREBBE ESSERE UNA NOVITA' PER L'EX PRESIDENTE DELLA REGIONE- CONCLUDE
POLLEDRI- CHE LA ROMAGNA HA UNA SUA OMOGENEITA' CULTURALE E LINGUISTICA CHE
RENDE PIU' CHE LEGITTIMA, DA SOLA, LA RICHIESTA". BUON ULTIMO IL SENATORE
FORZISTA GIAMPAOLO BETTAMIO, PRIMO FIRMATARIO DEL DISEGNO DI LEGGE DI REVISIONE
COSTITUZIONALE DEPOSITATO IN SENATO PER LA CREAZIONE DELLA ROMAGNA REGIONE
AUTONOMA: "LA ROMAGNA PRODUCE ENORME RICCHEZZA CHE NON PUO' IMPIEGARE
INTERAMENTE NEL PROPRIO TERRITORIO PROPRIO PERCHE' NON HA AUTONOMIA POLITICA,
GIURIDICA ED AMMINISTRATIVA". (ATO/EVI/MAS/PDL/ DIRE)
Monte Sole: Raisi rinuncia!
"Non si sta in Paradiso a dispetto dei Santi"
Per non ingenerare equivoci confermo che sul piano della
legittimità formale la nomina di Enzo Raisi in rappresentanza del comune di
Bologna nella Fondazione della Scuola di Pace Monte Sole è ineccepibile. Sul
piano dell’opportunità politica è un gravissimo errore. Ci sarebbero state tante
altre soluzioni la più apprezzata in assoluto, come avviene in tutte le
Istituzioni quando vi sono problemi, sarebbe stata la presenza autorevole e
indiscussa del sindaco di Bologna, assicurando la piena adesione della città ai
valori rappresentati nella fondazione. Probabilmente, a differenza di quando si
cercò di togliere dallo statuto il riferimento alla Resistenza, il
ridimensionamento delle celebrazioni della liberazione, stavolta il Sindaco ha
dovuto cedere alle pressioni di Alleanza Nazionale, che da sempre ha osteggiato
queste iniziative con dichiarazioni sistematiche.
Io sono tra coloro che pensano, in questo delicato momento
per il mondo, che la nostra città dovrebbe affrontare in modo pacato e sereno le
discussioni più spinose, rimuovendo ostacoli ed evitando le scelte provocatorie.
Contro la nomina di Raisi non hanno alcun rilievo le mie critiche, quelle di
altri sindaci e del mondo politico in genere, pesa il giudizio dei parenti delle
vittime.
Caro Raisi non si può stare in "Paradiso a dispetto dei
Santi", personalmente mi sentirei a disagio in un organismo dove i principali
custodi del ricordo, mi hanno chiesto di non partecipare. Da qui l’appello a
Raisi per un atto unilaterale di grande significato politico: rinuncia
all’incarico che in fondo non riusciresti, per i mille impegni che hai, ad
assolvere neppure in termini di presenza. Sai che non è una questione personale
ma sbloccherebbe una situazione paradossale; risponderesti alle critiche di chi,
a mio avviso a ragione, considera l’imposizione della scelta un’impuntatura del
partito che guidi, potresti aprire un dibattito serio sulla volontà di superare
diffidenze e fondamentalismi. Non sarebbe un segno di debolezza, ma di grande
capacità politica. Se ciò non avverrà, l’Anpi, i famigliari delle vittime, i
tanti che si sentono offesi dalla scelta "a prescindere" dovranno attendere che
passi la nottata di Bologna.
Bologna, 28 febbraio 2003 Maurizio Cevenini

DIR0276 4 REG 0 R02 / BOL
(ER) ELETTROSMOG BOLOGNA. DS: CHIAREZZA SULLE SCUOLE "TAMBRONI"=
(DIRE)- BOLOGNA- DA SETTIMANE ALCUNE AULE DELLE SCUOLE
ELEMENTARI "TAMBRONI" DI BOLOGNA SONO STATE CHIUSE, CON IL
TRASFERIMENTO "NON PRIVO DI DISAGI" PER GLI ALUNNI E GLI
INSEGNANTI. IL MOTIVO PRECAUZIONALE E' LEGATO ALLO SFORAMENTO
DEI VALORI DELLA CABINA ENEL CONFINANTE CON LA SCUOLA. ARPA,
AUSL E COMUNE HANNO IMPOSTO UNA BONIFICA IMMEDIATA
DELL'IMPIANTO, MA ORA "E' INDISPENSABILE VENIRE A CONOSCENZA
DELLA RELAZIONE SULLE ISPEZIONI EFFETTUATE PER VALUTARE LA
SITUAZIONE". A CHIEDERLO E' MAURIZIO CEVENINI (DS),
VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE CHE INTERVIENE SULLA
VICENDA DOPO AVER RICEVUTO MOLTE SOLLECITAZIONI DAI GENITORI
DELLA SCUOLA.
"NON DESIDERO CREARE ALCUN ALLARMISMO- AFFERMA CEVENINI, IN
UNA NOTA- E LE PRIME INFORMAZIONI CHE MI SONO GIUNTE SEMBRANO
RASSICURANTI SULL'EFFICACIA DEGLI INTERVENTI APPORTATI ALLA
CABINA, MA RITENGO GIUSTO CHE I GENITORI E GLI INSEGNANTI SIANO
TRANQUILLIZZATI AL PIU' PRESTO SULLE CONDIZIONI DELL'EDIFICIO
SCOLASTICO".
(COM/MAC/ DIRE)
18:54 18-02-03
|
(ER) IRAQ. COMUNE BOLOGNA, RAISI ESPONE BANDIERE USA E ISRAELE=
CEVENINI (DS) RISPONDE CON QUELLA DELLA PACE
--------------------------------------------
(DIRE)- BOLOGNA- DALLE 8,30 DI QUESTA MATTINA DALLE
FINESTRE DEL
COMUNE DI BOLOGNA CHE DANNO SUL CORTILE INTERNO DEL POZZO,
ACCANTO ALLE BANDIERE DELLA PACE SVENTOLANO ANCHE LA BANDIERA A
STELLE E STRISCE DEGLI STATI UNITI E QUELLA DELLO STATO
D'ISRAELE. AD ESPORLE, PERSONALMENTE, E' STATO ENZO RAISI,
ASSESSORE COMUNALE ALLE ATTIVITA' PRODUTTIVE NONCHE' DEPUTATO DI
AN E COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO A BOLOGNA. A RACCONTARE
DI AVER VISTO RAISI ESPORRE I VESSILLI E' UN DIPENDENTE COMUNALE
CHE IN QUEL MOMENTO SI TROVAVA A PASSARE SOTTO LE FINESTRE
DELL'ASSESSORATO.
PRONTA ARRIVA LA CONTROMOSSA DEL VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO
COMUNALE, IL DIESSINO MAURIZIO CEVENINI: ANCHE DALLE FINESTRE
DEL SUO UFFICIO ORA SVENTOLA UNA BANDIERA, QUELLA MULTICOLORE
DELLA PACE.
(ROS/DIM/ DIRE)
11:21 14-02-03
(ER)
IRAQ. CEVENINI (DS): BANDIERA PACE, SIMBOLO CHE CI ACCOMUNA=
(DIRE)- BOLOGNA- "UNA TESTIMONIANZA A FAVORE DI TUTTI I POPOLI
LIBERI DEL MONDO, A PARTIRE DAGLI AMERICANI, ISRAELIANI E
PALESTINESI". SONO QUESTE LE MOTIVAZIONI CHE HANNO SPINTO IL
DIESSINO MAURIZIO CEVENINI, VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO
COMUNALE DI BOLOGNA, AD ESPORRE DALLA FINESTRA DEL SUO UFFICIO A
PALAZZO D'ACCURSIO LA BANDIERA MULTICOLORE DELLA PACE, "NON
EMBLEMA DI PARTE, MA SIMBOLO CHE CI ACCOMUNA TUTTI
NELL'IMPORTANTE INTENTO DI PROFESSARE UN'ESIGENZA DI
PACIFICAZIONE MONDIALE E DI RIGETTO DELLA GUERRA".
IL GESTO SIMBOLICO DI CEVENINI E' AVVENUTO QUESTA MATTINA,
DOPO CHE DALLE FINESTRE DELL'ASSESSORATO ALLE ATTIVITA'
PRODUTTIVE ENZO RAISI (AN) AVEVA PERSONALMENTE SROTOLATO E
AFFIDATO AL VENTO GELIDO LA BANDIERA DEGLI STATI UNITI D'AMERICA
E DELLO STATO D'ISRAELE.
ATTIVITA' DEL CONSIGLIO CONSUNTIVO DI FINE ANNO
(ER) COMUNE BOLOGNA. TUTTI I NUMERI DEL
CONSIGLIO=
CEVENINI (DS): ASSESSORI, TROPPE
ASSENZE=
(DIRE)- BOLOGNA- IN SEI MESI L'AULA SI E'
APERTA 26 VOLTE PER
APPROVARE 92 DELIBERAZIONI E 38 ORDINI DEL GIORNO. IL CONSIGLIO
COMUNALE DI BOLOGNA TIRA LE SOMME DEL PERIODO CHE VA DA LUGLIO A
DICEMBRE 2002 NELLA CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO TENUTA DAL
PRESIDENTE E DAL VICE PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA, LEONARDO
MARCHETTI (LTB) E MAURIZIO CEVENINI (DS). PER MARCHETTI GLI
ELETTI DI PALAZZO D'ACCURSIO HANNO FATTO UN "GROSSO LAVORO",
SOPRATTUTTO PER QUANTO RIGUARDA IL BILANCIO CHE BOLOGNA, "E SONO
POCHE LE CITTA' CHE HANNO FATTO ALTRETTANTO", HA APPROVATO IN
TEMPO UTILE PER EVITARE L'ESERCIZIO PROVVISORIO. IN PIU'
"CHIUDIAMO IL 2002 SENZA NESSUNA DELIBERA DA APPROVARE. ABBIAMO
FATTO TUTTO CIO' CHE DOVEVAMO FARE". IL CONSIGLIO, POI, "SI E'
DIMOSTRATO UNA PALESTRA DI DISCUSSIONE ESTREMAMENTE VIVA,
TALVOLTA UN PO' MOVIMENTATA, MA IL TUTTO RIENTRA COMUNQUE NELLA
NORMALE DIALETTICA".
NEL SEMESTRE DI CODA DEL 2002 IL CONSIGLIO HA TRATTATO 152
INTERVENTI DI INIZIO SEDUTA E 141 DOMANDE DI ATTUALITA'
PRESENTATE DAI CONSIGLIERI COMUNALI. NELLE COMMISSIONI
CONSILIARI, INVECE, SONO STATE DISCUSSE 140 INTERPELLANZE E 27
INTERROGAZIONI. SONO STATI ANCHE TRATTI 4 ARGOMENTI PRESENTATI
DAI CONSIGLIERI COMUNALI. UNA, INVECE, LA SEDUTA STRAORDINARIA:
QUELLA DEDICATA ALLA MAGNETI MARELLI, LA STORICA AZIENDA CHE
RISCHIA RIPERCUSSIONI PER LA CRISI FIAT.
(DIRE)- BOLOGNA- ASSESSORI ASSENTI, CON
CONSEGUENTI "MAL DI
PANCIA" NEI CONSIGLIERI DI TUTTE LE RAZZE, RAPPORTI TRA
MAGGIORANZA E MINORANZA CHE "IN QUESTO MANDATO HANNO TOCCATO LA
PUNTA PIU' BASSA", E LA GIUNTA CHE COINVOLGE POCO IL CONSIGLIO.
INSOMMA, UNA SITUAZIONE DIFFICILE, CHE PORTA A INVOCARE UN PIER
FERDINANDO CASINI DI PALAZZO D'ACCURSIO. E A FARLO E' UN
AVVERSARIO POLITICO DEL PRESIDENTE DELLA CAMERA: MAURIZIO
CEVENINI, VICE PRESIDENTE DIESSINO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI
BOLOGNA, CHE ABBANDONA OGNI BUONISMO NATALIZIO IN OCCASIONE
DELLA CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO SUI DATI DELL'ASSEMBLEA.
CEVENINI NE HA QUASI PER TUTTI, ALLORCHE' ELENCA LE SPINE NEL
FIANCO DELL'AULA. SU UN SOLO DATO DICE DI VOLER SORVOLARE: "NON
PARLERO' DEL SINDACO E DELLE ASSENZE DEL SINDACO", DICE. ANCHE
SE IL COLLEGA DANIELE CARELLA, FI, PRESENTE ALLA CONFERENZA
STAMPA, RIBATTE: "MA LO STAI GIA' FACENDO".
IN QUANTITA', ESORDISCE CEVENINI, "IL NOSTRO CONSIGLIO
COMUNALE HA LAVORATO MOLTO E BENE. TUTTO QUESTO- E QUI PARTE LA
'STANGATA'- NON E' AVVENUTO SENZA GRANDI MAL DI PANCIA DEI
CONSIGLIERI COMUNALI, SIA DELLA MAGGIORANZA CHE
DELL'OPPOSIZIONE". I PRIMI CHE CEVENINI METTE SUL BANCO DEGLI
IMPUTATI SONO GLI ASSESSORI: "MOLTI SONO STATI CARENTI E
INADEMPIENTI NEL RISPONDERE ALLE INTERPELLANZE". CERTO, AMMETTE
CEVENINI, "IL MESTIERE DELL'ASSESSORE E' DIFFICILE, MA LO
DIVENTA ANCORA DI PIU' SE SI FANNO ALTRE COSE". IN UN ALTRO
PASSAGGIO CEVENINI ALLUDE PIU' ESPLICITAMENTE AD ENZO RAISI,
ASSESSORE ALLE ATTIVITA' PRODUTTIVE, NONCHE' DEPUTATO DI AN,
FACENDOGLI GLI AUGURI DOPO LA BRUTTA AVVENTURA VISSUTA IN
SPAGNA: "LUI E' UNO DI QUELLI CHE HA TROPPI INCARICHI".
DIRE)- BOLOGNA- QUESTE SBAVATURE, PROSEGUE CEVENINI, "NON HANNO
PREGIUDICATO IL NOSTRO LAVORO, GRAZIE SOPRATTUTTO AL SENSO DI
RESPONSABILITA' DEL CONSIGLIO COMUNALE". MA LA "LAMENTATIO" NON
E' FINITA: "IN QUESTO MANDATO SI E' TOCCATA LA PUNTA PIU' BASSA
DEI RAPPORTI TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE. ERO CONVINTO CHE
SULLE GRANDI SCELTE UNA MAGGIORANZA NON SI DOVESSE SENTIRE
AUTOSUFFICIENTE". E INVECE "C'E' UNA GIUNTA CHE COINVOLGE POCO
IL CONSIGLIO COMUNALE". CEVENINI, POI, PASSA AD INVOCARE UN
"CASINI" DI PALAZZO D'ACCURSIO. LA SUA, PREMETTE, NON E' UNA
CRITICA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, LEONARDO MARCHETTI (LTB).
CEVENINI, PERO', SOTTOLINEA IL TENTATIVO DEL PRESIDENTE DELLA
CAMERA DI DARE IMPORTANZA ALL'ASSEMBLEA DEGLI ELETTI.
MARCHETTI RIBATTE IN TEMPO REALE. "CEVENINI E' SEMPRE STATO
ATTENTO AI SUOI DOVERI ISTITUZIONALI, MA E' CHIARO CHE LA SUA E'
UNA INTERPRETAZIONE DEL SUO RUOLO PIU' POLITICA RISPETTO ALLA
MIA". PER QUANTO RIGUARDA IL RUOLO DELLE MINORANZE, "VA DIFESO
FINO ALLA FINE, OBBEDENDO PERO' AL REGOLAMENTO". E I MAL DI
PANCIA VENGONO MINIMIZZATI: "IN UNA COALIZIONE NON SEMPRE SI E'
D'ACCORDO SU TUTTO AL 100 PER 100". MARCHETTI DIFENDE PURE GLI
ASSESSORI: "HANNO UN LAVORO IMPEGNATIVO, MOLTE ASSENZE SONO
DOVUTE AL FATTO CHE ERANO IMPEGNATI ALTROVE" PER COMPITI
ISTITUZIONALI.
(EVI/ DIRE)
15:22 30-12-02
"Avvenire" mi ha chiesto alcune righe sul Natale...
Due avvenimenti, entrambi straordinari ed importanti, hanno
cambiato la mia vita nel corso di quest’anno: lo scontro duro tra un serio
problema di salute e il risveglio di un sentimento lontano negli anni. Questo
rende il Natale di quest’anno particolare e per la prima volta emotivamente
sentito, dopo lungo tempo. Allora, il ricordo corre ai miei genitori
prematuramente scomparsi e alla vita di un rione di Bologna che mi ha visto
spensierato e felice. Tutto ruotava attorno alla parrocchia di San Procolo,
prezioso laboratorio religioso e culturale dove ho lasciato gli amici più cari e
sentimenti mai sopiti nonostante le scelte degli anni successivi.
Un pensiero profondo, in questo momento di raccoglimento, è
rivolto alla persona che ha saputo farmi ritrovare quei colori, quegli odori,
quel sentimento nascosto; riprendo una ricerca interrotta bruscamente alla
soglia dei diciotto anni che mi riporterà, alla vigilia di Natale, nella
parrocchia che mi vide ragazzo per una preghiera tutta particolare alla ricerca
di serenità e pace in vista di scelte importanti.
A voi tutti l’augurio per un Natale speciale come il mio.
Maurizio Cevenini
(ER) SANITA' BOLOGNA. VIA LIBERA AIOP ALL'ASL UNICA=
(DIRE)- BOLOGNA- BEN VENGA L'AZIENDA SANITARIA UNICA PER IL
TERRITORIO METROPOLITANO DI BOLOGNA. IL PARERE FAVOREVOLE ALLA
FUSIONE DELLE AUSL "CITTA' DI BOLOGNA", "BOLOGNA SUD" E "BOLOGNA
NORD" VIENE DALL'ASSOCIAZIONE OSPEDALITA' PRIVATA (AIOP) NEL
GIORNO DELLA FIRMA DELL'ACCORDO CON LE AUSL.
"SI FA TANTA FATICA A PARLARE DI AREA METROPOLITANA, MA- DICE
MAURIZIO CEVENINI, PRESIDENTE PROVINCIALE AIOP- QUESTA
DIMENSIONE PER LE CASE DI CURA DI BOLOGNA E' UNA SCELTA FATTA DA
TEMPO: DA TRE ANNI RAGIONIAMO IN TERMINI DI AREA VASTA",
FIRMANDO ACCORDI CON TUTTE LE AUSL BOLOGNESI, IMOLA COMPRESA. DI
CONSEGUENZA PER L'AIOP UNA "RAZIONALIZZAZIONE TERRITORIALE DELLE
STRUTTURE SANITARIE SAREBBE ESTREMAMENTE UTILE".
(ER) SANITA' BOLOGNA. SEMPRE PIU' BIMBI NASCONO A VILLA ERBOSA=
CAVINA: BASTA RITARDI, LA MATERNITA' AL MAGGIORE NEL 2004
---------------------------------------------------------
(DIRE)- BOLOGNA- FURONO 1.600 IL PRIMO ANNO, SONO DIVENTATI
OLTRE 2.000 ALL'ULTIMA RILEVAZIONE. CONTINUA DUNQUE A CRESCERE
IL TREND DELLE NASCITE DELLA MATERNITA' DELL'AUSL "CITTA' DI
BOLOGNA" OSPITATA A VILLA ERBOSA. L'ULTIMO INCREMENTO REGISTRATO
E' DEL 20%, SPIEGA AUGUSTO CAVINA, DIRETTORE DELL'AUSL "CITTA'
DI BOLOGNA" CHE OGGI, ALLA CONFERENZA STAMPA PER L'ACCORDO CON
GLI OSPEDALI PRIVATI, HA CONFERMATO L'IMPEGNO A FAR RISPETTARE I
TEMPI DEL RIENTRO DELLA MATERNITA' ALL'OSPEDALE MAGGIORE, GIA'
SLITTATO IN AVANTI DI UN PAIO D'ANNI.
LA MATERNITA' LASCERA' VILLA ERBOSA NELLA PRIMAVERA DEL 2004,
"PROMETTIAMO ALLA CASA DI CURA CHE NON CI DILUNGHEREMO ANCORA",
ASSICURA CAVINA COMUNQUE SODDISFATTO DELLA SOLUZIONE TRANSITORIA
DI QUESTI ANNI, SOPRATTUTTO PERCHE' "SI SONO TROVATI SPAZI
IDONEI". MAURIZIO CEVENINI, PRESIDENTE PROVINCIALE
DELL'ASSOCIAZIONE OSPEDALITA' PRIVATA, INDICA IN VILLA ERBOSA LA
RIPROVA DELLA BONTA' DEL RAPPORTO PUBBLICO PRIVATO. "E'
UN'ESPERIENZA STRAORDINARIAMENTE POSITIVA- AFFERMA- NON SAPPIAMO
QUASI COME FAR FRONTE ALLE RICHIESTE. E NON SI SMETTA DI DIRE
CHE QUESTA SOLUZIONE PERMETTE ALLA CASA DI CURA DI FARE UN
GRANDE AFFARE, PERCHE' DA TEMPO LA CASA DI CURA CHIEDE IL
RITORNO DELLA MATERNITA' AL MAGGIORE" PER RECUPERARE I SUOI
SPAZI".(ER) SANITA' BOLOGNA. PIU' LETTI E MENO ATTESE, INTESA ASL-AIOP (2)=
(DIRE)- BOLOGNA- "COSI' POTREMO GOVERNARE MEGLIO LA DOMANDA DEI
RICOVERI- SPIEGA AUGUSTO CAVINA, DIRETTORE GENERALE DELL'AUSL DI
BOLOGNA CITTA'- ED EVITARE COLLOCAZIONI INADEGUATE DI PAZIENTI
IN CORSIA". AI MALATI VERRA' INDICATA LA POSSIBILITA' DI ESSERE
ASSISTITI NELLE CASE DI CURA PIU' VICINE ALLA LORO ABITAZIONE.
PER LE ATTIVITA' CHIRURGICHE L'ACCORDO PREVEDE UN AUMENTO DI
CIRCA MILLE PRESTAZIONI ALL'ANNO (+5%) DA PARTE DEI PRIVATI.
L'AUMENTO DELLE ATTIVITA' CHIRURGICHE RIGUARDA SOPRATTUTTO
GLI INTERVENTI DI ERNIA, LE PATOLOGIE DEL GINOCCHIO E LE VARICI.
PER FAR FRONTE A QUESTO IMPEGNO ALCUNE CASE DI CURA
CONVERTIRANNO ALCUNI DEI LORO TRADIZIONALI POSTI LETTO. SUL
FRONTE DELL'ATTIVITA' DI TIPO PSICHIATRICO, L'ACCORDO PREVEDE LA
MESSA IN RETE DEI POSTI DELLE STRUTTURE PRIVATE: IL 75% DEI LORO
170 LETTI POTRA' ESSERE OCCUPATO DA PAZIENTI INVIATI DAI CENTRI
DI SALUTE MENTALE. L'ACCORDO INTERESSA 8 DEI 13 OSPEDALI PRIVATI
DELLA PROVINCIA DI BOLOGNA DELL'AIOP: "ABBIAMO RAGGIUNTO
UN'INTESA DOLOROSA, PERCHE' ALCUNE STRUTTURE DOVRANNO
RICOVERTIRE PARTE DELLE LORO ATTIVITA'- DICE IL PRESIDENTE
MAURIZIO CEVENINI- MA SIAMO IN LINEA CON LE DIRETTIVE REGIONALI
E DIMOSTRIAMO CHE LA SANITA' PRIVATA CONTRIBUISCE A PIENO TITOLO
AL RAGGIUNGIMENTO DI ALCUNI RISULTATI DEL COSIDDETTO MODELLO
SANITARIO EMILIANO-ROMAGNOLO. BISOGNA SMETTERLA DI FAR PASSARE
L'IMMAGINE PER CUI LA SANITA' SI PAGA SOLO NEGLI OSPEDALI
PRIVATI. PIUTTOSTO TAGLIANDO LA SANITA' SI FINIRA' PER IMPEDIRE
INTESE DI QUESTO TIPO ARRIVANDO A FAVORIRE UNA SANITA' SU DUE
BINARI: PUBBLICO E PRIVATO", CON GROSSE DIFFERENZE DI PREZZI.
(MAC/ DIRE)
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AGLI ORGANI DI STAMPA
Villa
Ranuzzi: quando un’ intero
sistema funziona
L’incendio
di Villa Ranuzzi potrebbe aver avuto conseguenze tragiche. Se ciò non è
avvenuto non è frutto del caso, della fortuna e mi piacerebbe che i cittadini
della nostra città ne avessero piena consapevolezza. Le cause, in via di
accertamento, assumono un riflesso marginale quando si fa il bilancio di una
scampata tragedia. Si deve sapere che nella città di Bologna una struttura
privata dedita al servizio più delicato, la cura delle persone anziane
soprattutto disabili, aveva predisposto tutti gli strumenti tecnici per far
fronte ad evenienze drammatiche. Impiantistica a norma, compartimentazione dei
locali, personale addestrato. Tutto ciò non sarebbe bastato se un’ intero
sistema non avesse funzionato in modo coordinato. Vigili del fuoco, 118, polizia
con rapidità sono intervenuti con professionalità e abnegazione. Tutte queste
cose dovrebbero essere scontate in un Paese normale, ma l’Italia non è tutta
così. Qui ci sono aziende che investono nella sicurezza e una rete pubblica di
servizi d’emergenza di primaria qualità. Per questo ritengo giusto per il
ruolo che ricopro, anche attraverso il vostro giornale, ringraziare un sistema
di città generosa ed efficiente che funziona ancora.
Bologna, 1 novembre 2002
Maurizio Cevenini
DIR0201 4 REG 0 R02 / BOL
(ER) COMUNE BOLOGNA. QUARTIERI MUTI IN CONSIGLIO, VINCONO AN-LTB=
NAPOLI CERTIFICA DIVIETO INTERVENTI; CEVENINI: "INACCETTABILE"
--------------------------------------------------------------
(DIRE)- BOLOGNA- ALLEANZA NAZIONALE E LA TUA BOLOGNA HANNO DI
CHE GIOIRE: I PRESIDENTI DEI QUARTIERI NON POSSONO PRENDERE LA
PAROLA ALL'APERTURA DEI LAVORI DEL CONSIGLIO COMUNALE. LO
CERTIFICA UN PARERE SCRITTO DEL SEGRETARIO GENERALE DEL COMUNE
DI BOLOGNA, MARCELLO NAPOLI, ACCOGLIENDO LA TESI SOLLEVATA DAI
DUE GRUPPI DI MAGGIORANZA QUANDO LUNEDI' SCORSO SI PARLAVA DI
FINANZIARIA. IN QUELL'OCCASIONE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, IL
GUAZZALOCHIANO LEONARDO MARCHETTI, CONCESSE COMUNQUE IL DIRITTO
ALL'INTERVENTO (TRA LE PROTESTE CIVICO-POLISTE), MA ORA "I
PRESIDENTI DI QUARTIERE VENGONO RIDOTTI AL SILENZIO", ANNUNCIA
IL VICEPRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA DI PALAZZO D'ACCURSIO, IL DS
MAURIZIO CEVENINI, DOPO AVER RICEVUTO IL PARERE DI NAPOLI.
A TERMINE DI REGOLAMENTO, I PRESIDENTI DI QUARTIERE POSSONO
INTERVENIRE NELLA DISCUSSIONE SUGLI ARGOMENTI ISCRITTI
ALL'ORDINE DEL GIORNO DEI LAVORI CONSILIARI. "SOLO
ECCEZIONALMENTE- AFFERMA NAPOLI- E' CONCESSA LA POSSIBILITA' DI
TRATTARE QUESTIONI ESTRANEE ALL'ORDINE DEL GIORNO", MA IN
GENERALE I COSIDDETTI INTERVENTI DI INIZIO SEDUTA SPETTANO SOLO
AI CONSIGLIERI, AL SINDACO E AGLI ASSESSORI.
"PUR RISPETTANDO IL PARERE DI NAPOLI RITENGO INACCETTABILE
QUESTA POSIZIONE- REAGISCE CEVENINI- E SPERO CHE IL PRESIDENTE
MARCHETTI CONDIVIDA QUESTA MIA NETTA PRESA DI POSIZIONE. UNA
BANALE MODIFICA DI REGOLAMENTO POTREBBE SANARE DEFINITIVAMENTE
L'INCONGRUENZA, MA VISTE LE DIFFICOLTA' DI DIALOGO TRA
MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE TEMO TEMPI ECCESSIVAMENTI LUNGHI".
BISOGNA DUNQUE TROVARE UNA VIA D'USCITA PERCHE' "SE SI TENESSE
CONTO DEL PARERE DI NAPOLI SI APRIREBBE UN CONFLITTO
ISTITUZIONALE".
(COM/MAC/ SEGUE)
18:51 02-10-02
DIR0202 4 REG 0 R02 / BOL
(segue 0201)
(ER) COMUNE BOLOGNA. QUARTIERI MUTI IN CONSIGLIO, VINCONO AN-LTB (2)=
(DIRE)- BOLOGNA- IL VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO RICORDA CHE E'
FACOLTA' DEL PRESIDENTE DI TURNO DELL'ASSEMBLEA "CONCEDERE LA
PAROLA A CHI SI RITIENE OPPORTUNO" DEBBA AVERLA E QUINDI INVITA
IL COLLEGA MARCHETTI A RIFLETTERE SUL FATTO CHE "SAREBBE
PARADOSSALE E RIDICOLO CHE NON VENISSE CONCESSO AI PRIMI
RESPONSABILI DEL TERRITORIO LA PAROLA PER SOLI CINQUE MINUTI".
DURO IL COMMENTO DEL CAPOGRUPPO DS DAVIDE FERRARI: "SI VUOLE
METTERE LA MORDACCHIA AI PRESIDENTI DI QUARTIERE" QUANDO INVECE
E' "PRASSI CONSOLIDATISSIMA FARLI PARLARE". TRA L'ALTRO LO FANNO
I PRESIDENTI CHE REGGONO QUARTIERI A MAGGIORANZA DI
CENTRODESTRA. "DOPO IL MURO DI PLASTICA CHE SEPARA GUAZZALOCA
DAI CITTADINI E DALLA STAMPA, DOPO LE CONTINUE ASSENZE DI UN
SINDACO INVISIBILE, ORA- ATTACCA FERRARI- SIAMO AL TERZO ATTO DI
UNA BRUTTISSIMA VICENDA: VOGLIONO TOGLIERE LA PAROLA E IL
DIRITTO DI SEGNALARE PROBLEMI CONCRETI A CHI CERTAMENTE LI
CONOSCE, LI VIVE OGNI GIORNO NELLA CITTA'".
|
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(ER) COMUNE BOLOGNA. MONGOLFIERA-LOCAT, CEVENINI: CATTIVO GUSTO=
"TANTO NEL 2004 LA ABBATTIAMO"
------------------------------
(DIRE)- BOLOGNA- DA TEMPO CONSIDERAVA "CHIUSA LA QUESTIONE",
SPECIE DOPO IL BOTTA E RISPOSTA AVUTO IN CONSIGLIO COMUNALE CON
IL SINDACO GIORGIO GUAZZALOCA (CHE DISSE: "LA LOCAT NON HA
CONTATTI CON IL COMUNE DI BOLOGNA"). PER QUESTO, LA PRIMA
REAZIONE DI MAURIZIO CEVENINI, VICEPRESIDENTE DIESSINO DEL
CONSIGLIO COMUNALE, ALLA VISTA DELLA MONGOLFIERA IN VOLO SUI
GIARDINI MARGHERITA GRIFFATA "LOCAT" E' STATA QUELLA DI PENSARE
A "A UN INCREDIBILE FATTO DI CATTIVO GUSTO".
FU PROPRIO CEVENINI, NELL'OTTOBRE DI DUE ANNI FA, A PORTARE
IN CONSIGLIO LA RICHIESTA DI SPIEGAZIONI CIRCA LA CARICA DI
VICEPRESIDENTE DELLA LOCAT ASSUNTA DAL SINDACO GUAZZALOCA. IN
SEGUITO, "CON PIACERE HO CONSTATATO CHE IL PROCURATORE PERSICO
HA UTILIZZATO ANCHE PARTE DI QUEL MIO INTERVENTO IN AULA PER
MOTIVARE (SEMPRE RISPETTO ALLA COMPATIBILITA' DELL'INCARICO
ASSUNTO DAL SINDACO, NDR) CHE IN QUESTA MATERIA NON C'E' UN
PROBLEMA DI CARATTERE GIUDIZIARIO, MA ESCLUSIVAMENTE DI
OPPORTUNITA' POLITICA". MA DAVANTI ALLA MONGOLFIERA CON
L'INSEGNA DELLA SOCIETA' DI LEASING, "HO PENSATO CHE FOSSE UNA
QUALCHE OPERAZIONE IN STILE HACKER. SU QUELL'ORRIBILE
MONGOLFIERA CHE INCOMBE SULLA CITTA' E CHE NEL 2004 TOGLIEREMO
PERCHE' E' UN SIMBOLO DI BRUTTURA, CI SCRIVONO SOPRA 'LOCAT'...
SEMBRA UNA PRESA IN GIRO PIU' CHE UN FATTO COLLEGATO AL
CONFLITTO DI INTERESSI, CHE NON STO A INSEGUIRE PERCHE' NON
SEGUO LA POLITICA DEI TRIBUNALI". NON RESTA CHE PENSARE A "UN
BLITZ, A UNA PROVOCAZIONE DEI NO GLOBAL, PERCHE' SULLA COSA PIU'
BRUTTA SCRIVI LOCAT... VABBE', NOI ADESSO BATTIAMO ALTRE STRADE
E TANTO LA MONGOLFIERA NEL 2004 L'ABBATTIAMO".
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11 settembre "sporcata
la commemorazione"
Ho partecipato con piena convinzione al ricordo delle vittime
dell’11 settembre, avvenuto questa
mattina, con l’intitolazione
del Parco dell’ex
Manifattura Tabacchi a questo tragico evento che ha sconvolto i cardini della
civiltà mondiale.
Purtroppo l’intervento,
che è riduttivo definire sconcertante, del Presidente del Quartiere Porto Marco
Mingrone, ha "sporcato"
l’alto
valore della manifestazione. Nella volontà di segnare, anche in questo momento,
la spaccatura ideologica tra destra e sinistra, il Suo intervento è stato uno
sproloquio di accuse a tutti coloro che, in momenti e circostanze diverse hanno
contestato la politica americana. La foga lo ha portato anche al grossolano
errore di definire il socialista, combattente della libertà, Salvador Allende,
come un "comunista"
non degno di essere assimilato alle vittime delle Torri.
La coincidenza di data tra il Golpe reazionario nel Cile del
1973, che provocò migliaia di vittime, a detta del Presidente Mingrone, non può
portare ad annoverare tra i martiri della libertà anche coloro che hanno valori
ed ideali diversi dai Suoi.
L’Italia,
Bologna non può essere governata da chi fa del livore ideologico la ragione del
proprio agire politico.
I momenti come il 2 agosto ’80, terrorismo
degli anni ’70
e quello attuale, l’attacco
alle nazioni libere e democratiche, devono vedere le persone che hanno
responsabilità politiche muoversi con attenzione, equilibrio e serenità di
giudizio nella salvaguardia del bene comune della democrazia.
Un insegnamento per tutti è la lezione di democrazia che ci
ha dato il Professore Evans, Direttore della J. Hopkins University che, nel Suo
equilibratissimo discorso , ha elencato tutte le nazionalità delle donne, uomini
e i bambini che hanno perso la vita sotto le torri di New York.
Maurizio Cevenini
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Un dibattito alto per onorare Marco Biagi
Lunedì prossimo, come richiesto
da diversi gruppi, il consiglio comunale di Bologna dibatterà sulla drammatica
uccisione di Marco Biagi. Nelle ore successive all’esecuzione, Bologna e le
sue Istituzioni hanno saputo rispondere in modo fermo e compatto. Nelle sedi
istituzionali e in Piazza Maggiore si sono usate parole rispettose per la figura
dello studioso e servitore dello Stato, dure nei confronti del terrorismo; il
Sindaco Guazzaloca, con il suo intervento equilibrato, ha saputo rappresentare l’unità
della città.
I terroristi, colpendo un uomo
giusto e di dialogo, hanno l’obiettivo di minare il sistema democratico, la
convivenza civile. Non fanno distinzione tra le forze politiche e sociali, tutti
rappresentiamo il nemico.
Per questo motivo l’assemblea
di città se è giusto che rifletta su quanto è avvenuto non può cadere nel
meschino balletto delle responsabilità, nella dietrologia sulle cause che hanno
preparato l’omicidio.
Il comportamento responsabile di
tutti, la misura delle parole, sono un atto dovuto di rispetto nei confronti di
Marco Biagi e soprattutto dei suoi familiari che non possono, e non devono,
vivere nella loro città lo spettacolo negativo delle nostre divisioni.
Spero che sapremo riflettere, a
pochi giorni dalla barbara esecuzioni, con pacatezza e senso di responsabilità:
è un obbligo per onorare Marco Biagi.
Bologna, 23 marzo 2002 Maurizio
Cevenini
25 anni dalla morte di Francesco: un occasione sprecata
Lunedì prossimo ricorrerà il
venticinquesimo anniversario dalla morte di Francesco Lo Russo. I suoi compagni,
i suoi amici lo ricorderanno con diverse iniziative, oltre all’appuntamento
davanti alla lapide che ricorda la tragedia.
Già lo scorso anno un gruppo di
loro, propose un’iniziativa importante e di grande valore simbolico: l’intitolazione
a Francesco di un’aula all’interno dell’Università. Io stesso scrissi al
nuovo rettore Calzolari sollecitando un intervento del Senato Accademico in
questa direzione, sottolineando che nessun altro luogo avrebbe avuto un’efficacia
equivalente per far riflettere tante ragazze e ragazzi che frequentano l’università
e che in maggioranza non era ancora nata in quell’anno terribile.
Nel lontano marzo 77 a Bologna si
ruppe un dialogo, un rapporto con una generazione. Francesco fu una vittima
innocente di una ventata d’odio e di violenza. La sinistra, tutta la sinistra,
non ha riflettuto abbastanza su quei mesi terribili e sulle immagini devastanti
dei blindati che occuparono per giorni un intero quartiere.
In questi anni di nuove
turbolenze nel mondo giovanile sarebbe utile riflettere in modo più
approfondito, coinvolgendo tutto il mondo della sinistra bolognese, su quella
drammatica stagione che rese Bologna molto diversa.
Rinnovo l’invito al rettore
perché venga presa in considerazione la proposta di intitolare un’ aula o un
altro luogo nel cuore dell’Università, alla memoria di Francesco Lo Russo. Un
atto utile, a mio parere di pacificazione per tutti, compresi coloro che furono
dall’altra parte e chi, come la maggioranza di noi, non prese parte e fu
travolta da quegli avvenimenti.
Bologna, 9 marzo 2002
Maurizio Cevenini
L’inutilità del Consiglio Comunale
A Bologna, con l’episodio di lunedì scorso,
si è voluto ridicolizzare il Consiglio Comunale. E’ opportuno ricordare che
la conferenza dei Presidenti dei gruppi aveva programmato da venti giorni la
seduta evitando la concomitanza con deliberazioni particolarmente urgenti.
Deliberatamente, solo per qualcuno inconsapevolmente, si è voluto chiudere
qualsiasi spazio di dialogo e di confronto. Il dibattito sarebbe stato
costruttivo come ampiamente annunciato e forse questo ha spaventato i teorici
del muro contro muro.
Il Sindaco deve riconoscere l’errore della
sua maggioranza e recuperare il rapporto con il Consiglio Comunale. In fondo noi
ne abbiamo riconosciuti tanti. Solo lui può farlo accettando un dibattito che
considerare un processo è assurdo. Il Consiglio comunale, da Dozza in poi, è
stato il luogo dove si è sviluppato il confronto e dal confronto sono nate le
scelte migliori per la città. Nascondersi dietro la nuova legge che mette in
capo al sindaco, che non si arriva però a definire podestà, buona parte delle
scelte non è accettabile. Definisca lui i tempi, partecipando per la prima
volta ad una riunione con i capigruppo, del dibattito sul programma e schieri la
sua giunta a rispondere alle legittime domande dei consiglieri.
Questo è un appello, se vogliamo
istituzionale, per superare una situazione di non ritorno; le regole della
democrazia, a volte faticose ma necessarie, sono delicate ed esigono rispetto
reciproco. Se ancora una volta ogni ponte levatoio venisse richiuso sarebbe il
segnale che questo centro destra, comprese le liste civiche, hanno intenzione di
esautorare, di fatto, il consiglio comunale. Da oggi potrebbe succedere di
tutto, anche se penso che un ulteriore chiusura non meriterebbe neppure azioni
di ostruzionismo ma un azione diretta sulla nostra Bologna ormai disincantata da
questa giunta.
Bologna, 27 febbraio 2001 Maurizio Cevenini
I conti senza l’oste sui dirigenti
comunali
La preoccupazione legittima della Giunta che non trapeli
nulla sulla nomina dei nuovi direttori rischia di portare alla paralisi di un
settore fondamentale per la funzionalità dell’attività consiliare, lo staff
della Presidenza del Consiglio. Come noto la Dott.ssa Scagliarini, attuale
responsabile, ha concluso il suo mandato a fine anno e si è dichiarata
disponibile ad una proroga fino a febbraio. Ciò significa che dalla fine della
prossima settimana, di fatto, il settore resterà sguarnito non essendo
possibile una proroga ad un incarico esterno. Né io né il Presidente Marchetti
abbiamo dormito e abbiamo più volte sollecitato proposte nominative, non avendo
esigenze di spartizione politica ma solo l’obiettivo di far funzionare bene un
settore delicato. In queste ore esponenti di maggioranza, ben informati, mi
comunicano che, nel gioco delle caselle di altri settori, sarebbe già stato
individuato un dirigente per la Presidenza del Consiglio. Non so se le
informazioni siano giuste, ma nel caso, è meglio, che ci si rassegni a rivedere
il mosaico delle nomine perché lo Statuto prevede che l’attribuzione della
responsabilità per lo staff del Consiglio spetti al Sindaco, su proposta della
Presidenza del Consiglio, sentita la Conferenza dei Presidenti di Commissione.
Sarebbe, peraltro, un errore politico scambiare la correttezza e l’educazione
che mi sembra di aver dimostrato in più occasioni per dabbenaggine. Il
dirigente di questo settore deve essere dotato di particolare equilibrio dovendo
trattare con tutti gli organismi consiliari, di maggioranza e di opposizione, la
scelta quindi deve essere ponderata con i diretti interessati, partendo dal
sottoscritto e dal prof. Marchetti. Ricordo, infatti, che quando il regolamento
parla di Presidenza si riferisce a due persone, augurandomi che la Giunta non
voglia aprire un contenzioso istituzionale.
Bologna, 13 febbraio 2002 Maurizio Cevenini
Parco Nord: totale solidarietà a Vitali e
altri
Nell’affidamento in gestione del Parco Nord,
la Giunta dette ampia informazione al Consiglio Comunale, attraverso la
commissione Affari istituzionali presieduta allora da Enzo Raisi, e ritengo che
per le valide motivazioni portate avrebbe trovato un ampio consenso in Consiglio
Comunale. Certamente avrebbe trovato il mio voto favorevole nella convinzione di
essere davanti ad un atto corretto per il recupero di un’area di degrado.
Confermando fiducia nella magistratura, sono
convinto che gli indagati, a cui va la mia piena solidarietà, sapranno
dimostrare la correttezza del proprio operato.
Bologna, 7 dicembre 2001
Maurizio Cevenini
Il pallone e San Petronio
Che San Petronio
riconquisti la sua antica collocazione è una bella intuizione, sempre che
sopravviva all'assedio del traffico quotidiano. E’ altrettanto importante che
attraverso il recupero di altre opere importanti emerga la tradizione della
nostra città.
Se questo deve servire
per mediare scempi di altro tipo non va più bene.
Il pallone dei Giardini
Margherita è una scelta scandalosa che va bloccata. I Giardini sono un polmone
verde utilizzato da tutta la città già sottoposto a tensione per la
collocazione della cabina Enel. La gettata di cemento per un pallone che non ha
alcun senso, per di più all’insaputa del quartiere, contribuisce a rendere
più tesa la situazione.
So che i consiglieri di
opposizione stanno verificando, anche attraverso il coinvolgimento della
sovrintendenza, le vie legali per interrompere questo progetto che renderebbe
permanente un corpo estraneo sulla città che ama tanto richiamarsi alle sue
tradizioni.
Chiederò spiegazioni
alla Giunta che temo risponderà con la solita reticenza.
Bologna, 29 settembre
2001
Congresso DS: qualcosa si muove
Quando venti giorni fa segnalai la mia
volontà di non aderire a nessuna mozione per la delusioni nei confronti di una
forma di congresso che tendeva a irrigidirsi nella gabbia delle mozioni, non
avrei mai pensato che da Zani, Imbeni e altri partisse una iniziativa analoga.
Non mi interessano le forme, né tanto meno
rivendicazioni di primogenitura, ciò che conta è che il loro appello, che
condivido in gran parte, è una spallata decisa alla deriva correntizia.
Sono convintissimo che l’irritazione per la
creazione di tre inutili sotto partiti sia diffusissima tra gli iscritti dei DS
e questo tema dovrà entrare con forza nel dibattito congressuale.
Il primo impegno dopo il congresso, che vista
la drammatica situazione internazionale prima si conclude meglio è, dovrà
essere dedicato alla modifica di uno statuto che, blindando mozioni e candidati,
impedisce il confronto e ridurrà i congressi locali ad una conta inadeguata
alle esigenze di rilancio per il centro sinistra.
Ai compagni che hanno sottoscritto il
documento di Zani do il mio incondizionato appoggio e lavorerò per ricucire gli
strappi provocati dalla chiusura nei castelli delle mozioni.
Bologna, 21 settembre 2001
Gestione
piscine: discontinuità a scapito della qualità
Già lo scorso anno giunse l’accorato
appello dell’Uisp nel quale denunciava i pericoli della scelta dell’Amministrazione
di rivedere l’assegnazione degli spazi nelle piscine per i corsi di nuoto non
più sulla base della qualità ma paritariamente tra tutti coloro che ne
facessero richiesta.
Negli anni si è consolidata un’esperienza
e una qualità, che l’inserimento di nuovi interlocutori potrebbe mettere in
pericolo; i corsi di nuoto mirati a fasce diverse della popolazione, dai
giovanissimi agli anziani necessitano di grande equilibrio e sarebbe sbagliato
assegnarli indiscriminatamente a società che, almeno sul piano dell’esperienza,
risultano improvvisate.
Dai dati tecnici forniti oggi
dall’Uisp, preso atto della quota assegnata paritariamente, pare che anche i
punteggi assegnati su criteri qualitativi penalizzino ulteriormente i servizi
forniti dalle società storiche.
Il pericolo di scadimento di uno
dei servizi più apprezzati nella nostra città è reale e contraddice la
volontà dell’amministrazione, più volte dichiarata dal Sindaco, di
salvaguardare la qualità di ciò che funziona bene.
Appare evidente, invece, una
scelta già manifestata con le libere forme associative di sviluppare un
progetto di totale discontinuità con il corpo vivo della città.
Bologna, 31 agosto 2001
Maurizio Cevenini
ORE 10,25: QUANDO PREVALE IL BUON SENSO
La saggia decisione delle FS di
accogliere l’invito del Presidente Bolognesi di fermare le lancette dell’orologio
della stazione, supportato dall’ampia reazione di cittadini e istituzioni,
dimostra che quando prevale il buon senso tutto è fattibile in tempi brevi.
Se si fosse ragionato solo in
termini burocratici o attraverso lo scontro tra fazioni politiche, ogni
decisione sarebbe stata rinviata per chissà quanto tempo.
Questo atto, dall’alto valore
simbolico, può rappresentare una lezione per i troppi tatticismi e
posizionamenti che contraddistinguono le scelte di governo a tutti i livelli.
La ferma volontà e la
convinzione di interpretare i sentimenti dei cittadini supera la barriera della
burocrazia che troppo spesso viene alzata come pretesto a decisioni sbagliate o
inopportune.
Maurizio Cevenini
Ha ancora senso la commemorazione nelle
piazze
Ho già espresso a caldo il mio parere sulle
contestazioni del 2 Agosto: comprensibili per il clima di tensione del dopo
Genova inaccettabili perché rivolte alle Istituzioni in un contesto diverso.
Giudico sbagliato nelle forme e nei contenuti gli attacchi al Presidente
Bolognesi che, come ogni anno, in perfetta coerenza ricorda a governi di destra
e di sinistra le inadempienze sulla strada della verità. Non riprendo neppure
la polemica sulla strage fascista perché, a mio avviso, ha già piena risposta
negli atti processuali.
Ma la lettura combinata degli interventi di
Monaco e Corticelli mi spinge ad affrontare un argomento più generale contenuto
nelle loro considerazioni che si può sintetizzare in questa domanda: ha ancora
un senso la commemorazione di Piazza? Tralascio ovviamente la valutazione
semplicistica e di comodo che questa scelta sarebbe funzionale ad evitare
contestazioni e interventi sgraditi perché, in questo caso, ci si limiterebbe a
ledere sacrosanti diritti dei cittadini. Preferisco invece partire dal dato
obiettivo della diminuzione di partecipazione, in particolare di giovani, ad
eventi che si ripetono da anni, a volte in modo rituale.
Penso anch’io che occorra pensare a qualcosa
di diverso per raggiungere i giovani e i veicoli principali sono la scuola e la
cultura in generale. Già oggi le Associazioni delle vittime indicono concorsi
importanti e la proposta della giornata della memoria non va fatta cadere.
Le Istituzioni, il Comune in particolare,
hanno un ruolo decisivo nella ricerca di queste nuove strade ma l’appuntamento
simbolico di Piazza non può essere abbandonato. Mantiene ancora un alto valore
d’appartenenza democratica e di partecipazione in ricorrenze, tristi o liete,
che hanno segnato la storia del nostro Paese.
Il rischio di qualche fischio, quando come a
Bologna la violenza è totalmente isolata, è più accettabile della sensazione,
anche se non voluta, che certi appuntamenti siano totalmente delegati alle
Istituzioni e i cittadini li possano vivere solo attraverso le mediazioni
televisive.
Bologna, 5 agosto 2001
2 agosto: rispetto per l’Associazione tra
i familiari delle vittime

Sulla strage fascista del 2 agosto del 1980
non si è fatta piena luce. Ma se gli autori materiali della strage sono stati
condannati in via definitiva questo si deve certamente al lavoro dei magistrati
e degli inquirenti ma soprattutto alla tenacia, alla costanza e alla forza dell’Associazione
tra i famigliari delle vittime guidata da Secci e Bolognesi. Occorre rispetto
soprattutto per loro quando si affronta, nelle polemiche, ogni anno il doloroso
anniversario. Bolognesi è stato duro per i ritardi delle Istituzioni e in
perfetta coerenza lo aveva fatto anche davanti ai governi di centro sinistra. E’
un uomo libero, ferito negli affetti personali, che chiede giustizia e ha
criticato i fischi della piazza. Se qualcuno, per esempio l’onorevole Raisi,
si sente offeso perché ha richiamato, come fanno le sentenze, la matrice
fascista della strage non può trarre spunto da questo per addebitare al suo
discorso lo spunto per la protesta della piazza. Ho criticato nettamente i
fischi, in particolare perché rivolti ai rappresentanti delle istituzioni, ma
tutti sappiamo che traevano origine da uno stato di tensione che attraversa
tutto il Paese dopo i fatti di Genova. Il Presidente della Camera ha reagito
molto compostamente alla protesta chi non c’era, oggi fa processi al
Presidente dell’Associazione. Chi ha alte responsabilità istituzionali o di
governo deve avere maggior saldezza di nervi rispetto a contestazioni che come a
Bologna, quando non sfociano in atti violenti, sono assolutamente legittime. Mi
auguro comunque che l’anniversario della strage più terribile che ha subito
il nostro Paese possa tornare a svolgersi con serenità, soprattutto se
arriverà la risposta più attesa sul Segreto di Stato.
Bologna, 3 agosto 2001
Maurizio Cevenini
Elezione dei garanti: un appello al
senso di responsabilità
Giovedì 3 maggio Diego Benecchi ha
riconvocato la Commissione "Affari istituzionali" per l’indicazione
dei cinque nominativi per il Comitato dei Garanti.
Non ho alcuna difficoltà a riconoscere la mia
parte di responsabilità nel ritardo con cui si giunge alla decisione e se ciò
servisse allo sblocco della situazione, visto che nel precedente mandato fu il
vice Presidente Foschini ha istruire la pratica garanti, me la prenderei in toto.
Ma sul piano sostanziale, archiviato il
trascorso storico, oggi non siamo in grado di nominare i garanti perché dalla
maggioranza consiliare non viene fatto neppure un nome.
Dato per scontato il consenso unanime sul
Segretario Generale Napoli, come fu per Medini nel precedente, mi pare che le
minoranze concordino su due nominativi, la maggioranza deve indicare gli altri
due.
Altrimenti le strade sono due: o i garanti
tuttora in carica, nonostante la correttezza della loro posizione nella
rivendicazione della ricostituzione di un collegio perfetto, decidono su questa
ammissibilità di referendum, oppure davanti ad una nostra manifesta
inadempienza avrebbero ragione i promotori a considerare il vuoto della risposta
una forma di silenzio-assenso che darebbe il via alla raccolta di firme.
Comprendo che il clima consiliare si è un po’
deteriorato nelle ultime settimane, ma davanti ad adempimenti obbligatori che
potrebbero portare ad atti formali di chiamata in responsabilità, è doveroso
un richiamo al senso di responsabilità.
Invito, quindi, tutti i gruppi consiliari a
fare uno sforzo per chiudere la vicenda entro il 3 maggio trovando un percorso
consiliare privilegiato, che con buona volontà si può individuare, per una
tempestiva approvazione.
Maurizio Cevenini
Bologna 27 aprile 2001
GAM: nella lotta delle competenze ci si
dimentica di rispondere alla Pasquali
Ricevo comunicazione che la
Giunta darà risposta alla mia interpellanza sul direttore della Galleria D’Arte
moderna e sul Museo Morandi giovedì 3 maggio p.v.. La pazienza è la virtù dei
forti e io attenderò paziente e fiducioso.
Chi non può attendere, però, è
la soluzione all’ormai palese conflitto di competenze tra Direzione GAM e
assessorato alla cultura. Non è accettabile infatti che proprio il rimpallo di
responsabilità e di comunicazione porti a dimenticare le più banali norme
organizzative come la segnalazione della chiusura del Morandi a corrente
alternata e, fatto ben più grave, la mancata risposta alla richiesta di
aspettativa della Dott.ssa Pasquali. Se le mie informazioni rispondono al vero,
infatti, se si eccettua una risposta giornalistica del prof. Weiermair, a
tutt'oggi non è arrivata alcuna risposta formale né dalla Galleria né dall’assessorato.
Dato per scontato che, come insegna il Sindaco, le risposte sui giornali non
fanno giurisprudenza, decenza vorrebbe che, se si giudica irrilevante, come pare
la presenza o meno della Dott.ssa Pasquali, le giungesse formale riscontro.
Nell’ambito dei tanti progetti
elettorali che l’amministrazione sta lanciando, sarebbe opportuno prevedere.
Io sono uomo da stadio e modesto
frequentatore di Gallerie d’Arte ma sono certo che se mi fosse affidata la
direzione di una sola Galleria, almeno sul piano formale, farei chiarezza
sulle competenze dei miei collaboratori e riuscirei a garantire l’apertura dei
musei.
Bologna, 20 aprile 2001
Maurizio Cevenini
AN in Piazza sabato 7
è una provocazione
Piazza Nettuno e Piazza Maggiore
sono contigue e non è mai avvenuto che si tenessero nelle stesse ore due
manifestazioni.
Appare poi provocatorio che AN
annunci la richiesta quando ANPI e Sindacato hanno già ottenuto il permesso di
usare Piazza Nettuno che, come è avvenuto in tante altre occasioni, si
allargherebbe ad ampi spazi di Piazza Maggiore.
Berselli è maestro di
provocazioni, a volte anche ironiche e apprezzabili, ma in questo caso, come
avvenne con il Tir nella giornata di chiusura del centro, sarebbe un atto grave.
Il segretario Raisi, che è anche
in giunta, spero comprenda l’inopportunità della concomitanza delle
iniziative ed eviti di concedersi la Piazza.
Credo, in ogni caso, che lo
stesso Prefetto dovrebbe valutare l’opportunità della richiesta qualora il
Comune di Bologna improvvidamente aderisse alla domanda di AN.
Bologna, 4 aprile 2001
Maurizio Cevenini
Sciogliere il nodo Weiermair entro il
periodo di prova
Già nelle scorse settimane i
consiglieri Giovanni Mazzanti e Giuseppe Paruolo hanno sollevato il problema del
doppio incarico al Direttore della Galleria d’Arte Moderna Peter Weiermair, a
Bologna ed a Salisburgo. Premesso che non è assolutamente in discussione l’esperienza
e alta professionalità del Prof. Weiermair, ricevo, però, conferma da più
parti che, anche in testi ufficiali, risulta tuttora operante questo doppio
incarico e non a caso il prossimo 5 aprile al Rupertinum di Salisburgo s’inaugura
un’importante mostra sotto la sua direzione.
Appare poi inspiegabile come il
Direttore possa svolgere la propria funzione venendo a Bologna quasi
esclusivamente nelle giornate di sabato e domenica, quando, almeno in Italia, le
attività ordinarie si svolgono prevalentemente dal venerdì al lunedì.
Credo sia fondamentale che la
Giunta svolga una riflessione, anche sotto il profilo etico, sul fatto che
proprio nel contratto di assunzione si indica l’esclusività delle prestazioni
a favore del Comune di Bologna, stabilendo l’obbligo per il Direttore a non
prestare alcuna attività autonoma o subordinata, anche non retribuita, a favore
di terzi.
Un chiarimento è assolutamente
indispensabile prima della scadenza del periodo di prova, giugno 2001, che
dovrebbe in ogni caso essere prorogato a partire da quando il Prof. Weiermair
sarà effettivamente alla guida esclusiva della galleria d’Arte moderna di
Bologna. Visto inoltre che la retribuzione annua viene erogata attraverso
tredici mensilità, ritengo scontato che l’amministrazione vorrà trattenere
quota parte dell’emolumento per tutti i mesi di inadempienza contrattuale.
Mi riservo azioni formali entro
quella scadenza.
Bologna, 4 aprile 2001
Maurizio Cevenini
Se l’avanzo di bilancio 2000 superasse
i 10 miliardi?
Se come ipotizza l’assessore Del Bono il
Comune di Bologna chiuderà il bilancio 2000 con un avanzo di Amministrazione
superiore ai dieci miliardi, l’attacco alle Associazioni bolognesi riveste un
significato esclusivamente politico. La rivoluzione di Foschini porterebbe
infatti nelle casse del Comune qualche spicciolo da redistribuire in cambio di
programmazioni gradite alla Giunta.
Sulle libere forme associative si scontrano
violentemente due visioni di amministrazione. Quella che pare prevalere nella
maggioranza, compresi i moderati del Sindaco, è la volontà di azzerare l’esperienza
bolognese, bollata da Garagnani come "rossa", per un nuovo corso
premiante per gli "amici". Non è un tema di modeste dimensioni ma è
l’ennesimo tassello di un piano, seppur confuso, per cancellare l’esperienza
storica di Bologna basata sul volontariato e la solidarietà. Se infatti all’amministrazione
non serviranno nulla gli aumenti di canone, per molte associazioni
significheranno la chiusura anche attraverso il disimpegno di chi si sente
chiamato a pagare per fare del volontariato. Se è questo è il nuovo di Bologna
….
Bologna, 31 marzo 2001
Maurizio Cevenini
Un giorno tornerà la sala rossa e
faremo festa
Apprendo da notizie di stampa che sono iniziati i lavori di
ristrutturazione della Sala Rossa e ad essi saranno abbinate chiusure di accessi
con l’installazione di vetrate. Non mi arrabbio più per la mancanza di
informazione in fondo se ne parlava da tempo, spero almeno che il Presidente del
Consiglio ne sappia qualcosa, ma dubito. Chi governa decide, informare è solo
questione di stile, quindi è giusto così.
Sulla scelta posso comunque esprimere il mio profondo
dissenso.
Che non mi piaccia la cosiddetta sala Bianca, senza finestre,
per i matrimoni è risaputo. E anche se il "polifunzionale" celebrante
Rocco sostiene che va tutto bene sono molti i bolognesi delusi per il
trasferimento. Ma anche questo è un capitolo chiuso.
Mi pare di capire, sempre dalla stampa più informata degli
organi istituzionali, che a lavori ultimati si voglia interdire l’accesso al
pubblico, non solo per i matrimoni, ma in via definitiva. Non so se questa
simbolica scelta sia dettata da esigenze di funzionalità o dalla voglia, visto
il periodo, di dare segnali tangibili di discontinuità. Mi permetto di
suggerire di pensarci bene perché da quel balcone, con vista sulla piazza, si
sono affacciati migliaia di bolognesi e di turisti di tutto il mondo per una
delle più belle foto ricordo di Bologna.
Naturalmente è solo uno sfogo perché, al momento, non ho
alcuna possibilità di esprimere il mio parere nelle sedi ufficiali. Sono
convinto però, sarà la primavera che mi rende sentimentale, che un giorno
riapriremo la sala rossa e faremo festa.
Bologna, 21 marzo 2001
Maurizio Cevenini
Resistenza: Torneremo in Piazza
Dopo le chiare parole del Sindaco
non è venuto da parte della Sua Maggioranza un atto conseguente.
La Maggioranza, presente al
completo, ha respinto la nostra richiesta di votare immediatamente il
mantenimento nello Statuto della parola Resistenza.
Ora non ci resta che costringere
il Consiglio, con gli strumenti regolamentari, a discutere ciò che
furbescamente si voleva rinviare a dopo le elezioni politiche.
Alcuni esponenti della
Maggioranza hanno inoltre ironizzavano sul numero di presenti al presidio di
sabato.
In effetti non eravamo moltissimi
e può essere l’occasione giusta per tornare in piazza; sicuramente, dopo i
fatti di oggi, saremo molti di più.
Maurizio Cevenini
Resistenza: in Consiglio comunale il
chiarimento definitivo
Apprezzo le parole del Sindaco e
non m’interessa se afferma che nessuno gli ha chiesto un parere sulla vicenda
della Resistenza (vedi lettera aperta del sottoscritto e del consigliere
Benecchi), quello che conta è la sostanza delle cose.
Comunque, per fare chiarezza
basterà votare nella prossima seduta del Consiglio comunale, in pochi minuti, l’ordine
del giorno che presenteremo.
Così si vedrà chi tra i 47
eletti dal popolo voterà per l’abolizione della frase "nata dalla
Resistenza".
Naturalmente in democrazia contano i voti e le
maggioranze e noi rispetteremo la decisione dell’aula consiliare.
Bologna, 17 marzo 2001
Maurizio Cevenini
Quartiere Porto: tempo scaduto; elezione
entro sabato 10 o decadenza
E’ scaduto il tempo per il balletto al quartiere Porto.
Sarebbe stato corretto formalizzare la nomina nel Consiglio
di ieri sera, ma i partiti di maggioranza, che non hanno ancora deciso, prendono
il tempo massimo dalla diffida del Sindaco notificata il giorno 9. Ricordiamo a
tutti che il conteggio dei trenta giorni consentiti per la nomina scade sabato
10 marzo: o il consiglio si convoca in seduta straordinaria entro quella data o
rischia lo scioglimento. Interveniamo nuovamente, nel nostro ruolo
istituzionale, a tutela e garanzia degli stessi consiglieri del quartiere Porto
che potrebbero essere indotti, da chi crede di conoscere perfettamente le
regole, a commettere un grossolano errore di valutazione. Potrebbe sembrare un
ultimatum e in effetti lo è.
Ribadiamo inoltre l’esigenza che il Presidente designato,
nella sua relazione programmatica di insediamento, precisi la volontà di
portare a termine il mandato per non offendere la dignità del cittadini del
Porto che, dopo un vuoto di quattro mesi, subirebbero la beffa del terzo cambio
di Presidente. Non vorremmo che questa logica dilatoria e spartitoria rientrasse
nel disegno di svuotamento di ruolo dei quartieri che pare ispirare la Giunta
Comunale.
Bologna, 6 marzo 2001
Il Presidente della Commissione
Il vice Presidente
Affari Generali e Istituzionali
del Consiglio Comunale
Diego Benecchi
Maurizio Cevenini
Quartiere Porto: illegittima la
staffetta pianificata
Il Consiglio Comunale in data 5 febbraio 2001
ha votato l’indicazione perentoria al Sindaco, di diffidare i consiglieri del
quartiere Porto ad eleggere il Presidente pena lo scioglimento del consiglio.
Ormai a quattro mesi di distanza da quel lontano 29 novembre 2000, data di
dimissioni del Presidente Cenacchi, non è arrivata la scelta da parte del
quartiere. Non dubitiamo che essa avvenga in tempo utile, in un modo o nell’altro,
ma vogliamo comunicare una nostra posizione ufficiale dovuta alla carica
istituzionale che ricopriamo.
Dopo schermaglie ed accuse tra partiti della
maggioranza del quartiere che rientrano nella normale dialettica politica e
quindi non richiedono valutazioni particolari, si è avviato un balletto che
dura da mesi attorno ad un termine che non esiste nei regolamenti del Comune e
dei quartieri: staffetta.
Si sono susseguite dichiarazioni di esponenti
provinciali dei Partiti di maggioranza ma soprattutto di consiglieri del
quartiere, tutte imperniate su chi è chiamato a fare il primo giro di pista tra
AN e Forza Italia.
In politica avviene spesso che, attraverso
indiscrezioni giornalistiche, si ipotizzino staffette o che esse vengano
confermate nei fatti, ma non ci pare di ricordare che esse fossero confermate e
sostenute formalmente.
Ricordiamo ai consiglieri del quartiere Porto
cosa recita il regolamento sul decentramento: art. 28 " IL Presidente del
Consiglio di quartiere è eletto dal Consiglio nel proprio seno per appello
nominale e con la maggioranza dei consiglieri assegnati al quartiere stesso,
sulla base di un documento programmatico sottoscritto da almeno un terzo dei
consiglieri assegnati." Art. 29 "….omissis… L’elezione avviene
sulla base di un documento programmatico, sottoscritto da almeno un terzo dei
consiglieri assegnati, contenente l’indicazione del candidato alla carica di
Presidente, a seguito di un dibattito sulle
dichiarazioni rese dai candidati alla carica.
Qui sta il punto di diritto: a nostro parere
il Presidente indicato deve presentare il suo programma che non può essere a
termine né tantomeno indicare un successore. Ciò rappresenterebbe una palese
truffa nei confronti dei cittadini del quartiere che si rivolgerebbero ad un
Presidente dimezzato da un mandato di pochi mesi. Ma essendo stata esplicitata
in diverse occasioni la volontà di procedere ad una staffetta programmata
riteniamo che il Consiglio Comunale, attraverso la Presidenza del Consiglio e il
Presidente della Commissione Affari Istituzionali, che ha attivato la procedura
di diffida sia obbligata a richiedere un esplicito impegno al Consiglio di
quartiere Porto alla elezione di un Presidente che si impegni, salvo fattori
indipendenti dall’attività politica, a portare a compimento il proprio
impegnativo incarico. Smentendo formalmente qualsiasi ipotesi di staffetta.
Questa nostra convinzione è rafforzata dalle
esplicite dichiarazioni di diversi consiglieri del Porto che si sentono
condizionati nelle loro scelte da spinte esterne.
Qualora non avvenisse questo doveroso
chiarimento ci sarebbero le condizioni di ineleggibilità per un Presidente che,
sin dall’elezione, sappia di dover lasciare dopo un tempo concordato.
Per le funzioni di vigilanza che ci spettano e
per il ruolo attivo che abbiamo avuto nell’evitare all’Amministrazione
Comunale gravi responsabilità legate alla vacanza, oltre i termini leciti,
della Presidenza del quartiere Porto, ci riserviamo ulteriori azioni
Bologna, 3 marzo 2001
Il Presidente della Commissione
Il vice Presidente
Affari Generali e Istituzionali
del Consiglio Comunale
Diego Benecchi
Maurizio Cevenini
Quartiere Porto: illegittima la
staffetta pianificata
Il Quartiere Porto a pochi giorni dalla scadenza dell’ultimatum
del Sindaco non ha ancora un presidente. In questi tre mesi, dopo le elezioni
del buon Cenacchi, si erano accavallate le solite indiscrezioni giornalistiche
che individuavano come soluzione una staffetta tra AN e Forza Italia. Come si sa
le indiscrezioni giornalistiche non sono atti amministrativi e quindi vanno
prese con la cautela del caso. Da qualche giorno, però, attraverso
dichiarazioni esplicite di vari esponenti di Forza Italia e AN, per il ultimo il
capogruppo di FI Orsi, si dichiara pubblicamente che l’oggetto del contendere
è a chi tocchi il primo giro nella staffetta che porterebbe ad avere dopo un
CCD, un esponente di FI poi uno di AN o viceversa. In politica succede che
avvengano sostituzioni durante un mandato in seguito a trattative tra i partiti,
ma non mi pare di ricordare che esse fossero confermate formalmente. Ricordo ai
consiglieri del quartiere Porto cosa recita il regolamento sul decentramento:
art. 28 " IL Presidente del Consiglio di quartiere è eletto dal Consiglio
nel proprio seno per appello nominale e con la maggioranza dei consiglieri
assegnati al quartiere stesso, sulla base di un documento programmatico
sottoscritto da almeno un terzo dei consiglieri assegnati." Art. 29 "….omissis…
L’elezione avviene sulla base di un documento programmatico, sottoscritto da
almeno un terzo dei consiglieri assegnati, contenente l’indicazione del
candidato alla carica di Presidente, a seguito di un dibattito sulle
dichiarazioni rese dai candidati alla carica. Qui sta il punto di diritto: a
mio parere il Presidente indicato deve presentare il suo programma che non può
essere a termine né tantomeno indicare un successore. Ciò rappresenterebbe una
palese truffa nei confronti dei cittadini del quartiere che si rivolgerebbero ad
un Presidente dimezzato da un mandato di pochi mesi. Essendo stata esplicitata
in diverse occasioni la volontà di procedere ad una staffetta programmata
ritengo che la Presidenza del Consiglio Comunale, in sintonia con il Presidente
della Commissione Affari Istituzionali, che ha attivato la procedura di diffida
sia obbligata a richiedere un esplicito impegno al Consiglio di quartiere Porto
alla elezione di un Presidente che si impegni, salvo fattori indipendenti dall’attività
politica, a portare a compimento il proprio impegnativo incarico. Questa mia
convinzione è rafforzata dalle esplicite dichiarazioni di diversi consiglieri
del Porto che si sentono condizionati nelle loro scelte da spinte esterne.
Qualora non avvenisse questo doveroso chiarimento ci
sarebbero le condizioni di ineleggibilità per un Presidente che, sin dall’elezione,
sappia di dover lasciare dopo un tempo concordato.
Bologna, 23 febbraio 2001 Maurizio Cevenini
I Comitati non sono né di destra né di
sinistra
La Giunta è in affanno ma la colpa non è dei comitati.
Personalmente non sono per l’utilizzo giudiziario nelle
vicende politiche e sono un fiero sostenitore della presenza del privato nei
servizi pubblici. Fatta questa premessa è oggettivo il fatto che Sindaco e
Giunta sono sotto il ricatto di AN e Forza Italia che vogliono la deregulation
del traffico. Non si capisce quali altri ostacoli possano impedire scelte di
buon senso, tanto utili in campagna elettorale, come l’utilizzo dello
strumento principale per il controllo degli accessi. Ad arroganza si risponde
con arroganza.
Vorrei consigliare gli esponenti di maggioranza di analizzare
le liste dei firmatari delle petizioni, in particolare in quartieri dove hanno
maggioranze schiaccianti, prima di dire che i comitati dei cittadini sono
strumentalizzati. Contro il tunnel collinare hanno firmato soprattutto i
residenti di zone collinari e pedecollinari, attorno a Piazza Carducci AN e
Forza Italia hanno fatto il pieno di consensi.
Se avanzerà la proposta di togliere la corsia di via Murri
vi saranno altri che si ribelleranno.
Se fossi il Sindaco della città, e mi piacerebbe molto,
utilizzerei il prezioso lavoro dei periti per equilibrare la proposta del piano
del traffico presentato, visto che vi sono anche valutazioni positive su
interventi della Giunta.
Capisco che Forza Italia ed AN chiedono di peggiorare
ulteriormente il piano ma si tratta di decidere consapevoli che Sirio potrebbe
diventare il "cordolo" di questa amministrazione.
Bologna, 21 febbraio 2001
Maurizio Cevenini
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